ADI-AID nel 2010 Sviluppi e stato attuale dell'attività
ADI-AID continua ad essere, a distanza di oltre cinque anni dallo tsunami del sud-est asiatico, un’attività evangelistica-umanitaria viva ed operante. Dopo così tanto tempo, il desiderio di tanti credenti ed amici di dare un contributo a sostegno di quanti si trovano in situazioni difficili non solo non si è alterato, ma si è ampliato, dandoci la possibilità di intervenire in favore di un numero sempre crescente di bambini!
Questa attività, che poteva inizialmente sembrare essere figlia dell’emozione, è invece il risultato di un nobile sentimento, solido e concreto, generato dalla Grazia di Dio nei cuori di tanti credenti, profondamente convinti che, come dice la Scrittura “…vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35). Nel popolo di Dio v’è una meravigliosa consapevolezza, secondo la quale: il nostro poco, nelle mani del Signore, può davvero diventare tanto!
Attualmente i bambini sostenuti attraverso il nostro progetto sono ben 3.173, quasi equamente dislocati tra il continente africano (1.420 in Burkina Faso, 100 in Mali, 100 in Niger e 50 nella Costa d’Avorio) e quello asiatico (1.503 distribuiti in vari stati della confederazione indiana: Andra Pradesh, Bengala, Isole Andamane, Karnataka, Orissa e Tamil Nadu); in quest’ultimo continente ci avvaliamo della collaborazione di diversi gruppi di chiese consorelle, ormai da anni impegnati nella lotta a favore dell’alfabetizzazione, della tutela dei bambini abbandonati e, soprattutto, della diffusione dell’Evangelo nelle fasce d’età più giovani (Maranatha Full Gospel Association, Eben Ezer Home of Social Outreaches, Assembly of God in India).
I bambini che ricevono il nostro sostegno appartengono a tutte le etnie presenti nelle nazioni in cui vivono ed a tutte le forme di confessione religiosa, senza distinzione di sorta: in questo modo il messaggio cristiano può giungere all’interno delle famiglie, e può farlo dando una prova di amore concreto e di rispetto, senza imposizioni o costrizioni di sorta.
I piccoli beneficiari del nostro sussidio vengono seguiti, quando è possibile, sin dalla più tenera età: uno dei nostri centri in India, ad esempio, (il Day Care 08 - N.S.K. 1) fornisce assistenza giornaliera ai bambini abbandonati dai primi mesi di vita fino al raggiungimento dell’età scolare. Da lì i bambini vengono ammessi nelle scuole primarie e vengono incoraggiati a completare il ciclo degli studi, fino al raggiungimento, per più promettenti, del college o dell’università, proprio come sta avvenendo, da ottobre 2009, per cinquanta ragazzi del Burkina Faso. Quest’ultimi, scelti sulla base di criteri di merito scolastico, stanno avendo la possibilità di frequentare il liceo (corrispondente, in linea di massima, alla scuola secondaria italiana).
Il raggiungimento di questo nuovo traguardo di Adozioni a Distanza è stato possibile grazie alla generosità dei sostenitori, perché nella stragrande maggioranza dei casi si sono fatti carico, oltre che della normale quota di sostegno, anche di un’ulteriore quota mensile (€ 10,00) necessaria per sopperire ai costi più elevati, per la retta del liceo, e per l’acquisto di nuovo materiale scolastico!
I vantaggi del nostro sostegno non si indirizzano esclusivamente al bambino in sé, ma grazie all’oculatezza dei fratelli responsabili nelle varie zone, si estendono anche alle famiglie, le quali, ricevono periodicamente, ed in base alle disponibilità, delle derrate alimentari quali: sacchi di riso, reti contro le zanzare, vestiario e delle medicine in caso di necessità. Possiamo dunque affermare che da un piccolo contributo si concretizza un notevole aiuto, non solo a livello individuale e familiare, ma anche comunitario e sociale!
Il desiderio di quanti amano quest’opera è che sempre più sostenitori possano aggiungersi a quelli già presenti; non per un ampliamento numerico fine a sé stesso, ma perché in tempi così difficili, caratterizzati anche da cataclismi naturali, i figli di Dio, possiamo guardare intorno a noi, ai nostri fratelli più bisognosi nel mondo, mentre abbiamo lo sguardo rivolto al cielo, “…aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù” (Tito 2:13)
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