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Gaetano Montante


Una parola dal Direttore
Aggiornamento sulla sitazione in Costa D'Avorio


In questi giorni i media ci stanno tenendo in apprensione per la situazione della Costa D’Avorio. La guerra civile sta mietendo centinaia e centinaia di vittime creando un clima di paura e terrore tra la popolazione. La nostra preghiera si eleva al Signore per quanti stanno soffrendo in quella nazione ed in particolare per i nostri fratelli in Cristo che già vivono una situazione difficile a causa della loro fede cristiana.

Personalmente desidero presentare a Dio in preghiera quanti conosco sia nella capitale Abidjan che nella città di Dimbokro. Il nostro centro, che si trova in quest’ultima città, non ha subito grazie a Dio particolari danni e i nostri bambini stanno bene. A proposito trascrivo alcune parti di una e-mail inviatami dal responsabile, pastore J. Nagalo:

“Cari fratelli in Cristo,
la pace e la grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo siano con voi. Grazie per la vostra e-mail che ci ha fatto tanto piacere in questi momenti difficili. Noi stiamo bene, così come i bambini che sostenete. A seguito delle elezioni contestate nel nostro paese, la Costa d'Avorio conosce una delle crisi più profonde della sua storia. Dopo un processo elettorale che ha avuto un tasso di partecipazione dell 81% della popolazione, la commissione elettorale indipendente ha proclamato un vincitore col 54,10% (Ouattara, n.d.r.), mentre il consiglio costituzionale ha proclamato vincitore il presidente uscente (Gbagbo, n.d.r.). Da allora, il paese è sprofondato nelle violenze omicide.
Sul piano sociale ed umanitario, la guerra ha provocato numerose perdite di impiego, con un aumento del tasso di disoccupazione. Assistiamo ad un esodo massiccio delle popolazioni del sud (Abidjan) verso il centro ed il nord, mentre nell'ovest del paese, dove c’erano già altri scontri, almeno 186.000 persone hanno trovato rifugio nella vicina Liberia e parecchie centinaia di migliaia di profughi. Peraltro, l'embargo sui medicinali rende la situazione sanitaria ancora più precaria. Le chiese nelle zone più colpite (Abidjan e l'ovest) non sono fuggite di fronte alle difficoltà con il gran numero di credenti e di pastori profughi senza riparo. Parecchi pastori e le loro famiglie hanno trovato rifugio nella sede delle Assemblee di Dio (Abidjan) ed altri all’interno del paese. Parecchie chiese si sono svuotate dei loro membri. Le organizzazioni internazionali come il PAM, il HCR, il MSF, la Croce Rossa ed altre sono impegnate per fornire assistenza alle popolazioni in pericolo. Notiamo che la città di Dimbokro, che è localizzata al centro del Paese, è meno movimentata. È diventata una dei punti di arrivo per parecchie migliaia di sfollati. La nostra chiesa evangelica di Dimbokro ha ricevuto numerosi profughi che sono senza cibo e senza riparo. Tra essi, si contano dei pastori e le loro famiglie.
Sul piano economico si è assistito alla chiusura di parecchie banche, cosa che ha causato la chiusura di numerose imprese, aumentando di fatto il tasso di povertà nel Paese.
Le nostre attività in collaborazione con ADI-aid continuano malgrado la situazione. I nostri bambini sono nei centri, salvo 4 casi dove i genitori hanno preferito trasferirli per averli vicino ad essi. […]
Le reti di comunicazione sono guaste e facciamo fatica a comunicare con l'estero.
Vi ringrazio per il vostro sostegno spirituale ed economico.
Che Dio vi benedica abbondantemente.
Ricevete i nostri fraterni saluti in Gesù Cristo, il nostro Signore.
Pastore NAGALO “

Il nostro fratello Jeremie Nagalo ci ha illustrato bene, con la sua mail, la situazione. Pertanto, credo sia più che mai opportuno che credenti e chiese si impegnino a pregare il Signore per la Sua chiesa in Costa D’Avorio.


Articolo inserito il 2011-04-07