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TUTTO SU INTERNET

I social network sono dei mezzi straordinari di comunicazione dei quali non potremmo più fare a meno. Tuttavia occorre non solo valutare se sia opportuno o meno esserci sempre e ad ogni costo, ma soprattutto bisogna esaminare i sentimenti che spingono a pubblicare qualcosa sui social.


“Ormai le cose si fanno per metterle su internet”, è questo questo il titolo a caratteri cubitali apparso su uno dei più noti settimanali a tiratura nazionale ed internazionale. L’autore sottolinea che star, vip, politici e persone comuni sono disposti a tutto pur di apparire sui social network.
Tutti ormai, a prescindere dall’età, sono soliti condividere sui social momenti della vita familiare, sociale e lavorativa, a volte andando forse oltre i limiti della propria privacy. Secondo questo articolo – ma basta guardarsi un po’ intorno – sembra che la situazione stia sfuggendo di mano: qualsiasi cosa è lecita, purché “ci si metta su internet”.

I credenti di oggi si trovano di fronte a nuove sfide: la tecnologia avanza troppo rapidamente e sarebbe utile fermarsi per osservare i nuovi mezzi di comunicazione, valutarne pro e contro e cercare di utilizzarli secondo i principi biblici. Prima di considerare la possibilità di “postare” qualcosa su un social network, bisognerebbe, quindi, porsi delle domande:

  • Qual è lo scopo? È semplicemente quello di apparire o quello di mostrare i veri sentimenti profondi del cuore? Se decidiamo di utilizzare i social a scopo evangelistico, ad esempio, siamo spinti dal forte desiderio di vedere dei cuori raggiunti dal messaggio del Vangelo oppure vogliamo solo dimostrare agli altri che “ci siamo anche noi”?
  • Qual è il sentimento che ci anima? In questo caso potremmo prendere in considerazione le opere umanitarie e sociali, tra le quali rientra anche ADI-aid. Cosa ci spinge ad aiutare il prossimo? Un desiderio individualista di consensi pubblici o uno spirito di vera misericordia?
  • Dove abbiamo posto il limite della nostra privacy? È davvero necessario aprire al pubblico le porte della nostra vita personale per promuovere noi stessi?

Certamente non è facile muoversi in un mondo virtuale così controverso, ma anche in questo ambito gli insegnamenti che il Maestro ci ha lasciati nella Sua Parola risultano preziosi esempre attuali:

“Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” (Matteo 6:1-4)

Gesù mette in chiaro contrasto la differenza tra l’apparire (anche sui social) per essere osservati dagli uomini e l’essere presenti davanti agli occhi dell’Onnisciente, il quale dà la vera ricompensa (cfr. Matteo 6:5,6; Filippesi 2:3,4)

Anche il nostro Dipartimento umanitario è sui social, attraverso i quali vogliamo tenere informati quanti ci seguono sull’andamento dei nostri progetti e sui bei traguardi che, grazie all’aiuto di Dio e dei sostenitori, stiamo raggiungendo per il bene di migliaia di bambini e famiglie. Il nostro obiettivo è di continuare ad agire non per apparire, ma perché sospinti dal profondo desiderio di condividere con gli altri l’amore che Dio ha sparso nei nostri cuori.
Gli oltre 12.000 bambini che tramite ADI-aid hanno ricevuto un sostegno indispensabile per la loro stessa sopravvivenza, probabilmente non conosceranno mai chi, con amore cristiano, li ha aiutati. La gratitudine espressa nelle loro letterine è già una grande ricompensa per ogni sostenitore; tuttavia il vero premio è vedere questi bimbi crescere, studiare e diventare una risorsa per la loro comunità. Ma la ricompensa più grande per ciascuno di loro è quella che viene da Dio, il quale vede il cuore di ogni sostenitore, i suoi sentimenti, i suoi sacrifici e ascolta le sue preghiere per retribuirlo non di una gratificazione virtuale ma di una benedizione perenne:

Felice l’uomo che ha compassione…perché non vacillerà mai; il giusto sarà ricordato per sempre (Salmo 112:5-6)

 

– Gaetano Montante, direttore di ADI-aid