Una nave in cui tutto era di primordine, tecnologia per la navigazione, sistemi di sicurezza, eppure.. e' affondata! Un avvenimento sul quale riflettere!
La Costa Concordia, una delle navi piu' grandi della flotta Costa Crociere (compagnia numero uno in Europa), venerdi' 13 Gennaio era partita per una crociera di otto giorni nel Mediterraneo Occidentale, quando dopo poche ore di navigazione si e' incagliata nei pressi dell’Isola del Giglio. Questo “Gigante del mare”, si stava dirigendo da Civitavecchia a Savona, prima tappa del “Profumo d’Agrumi”, cosi' difatti la compagnia aveva battezzato l’itinerario che tocca anche i porti di Marsiglia, Barcellona, Palma de Maiorca, Cagliari e Palermo, per poi fare ritorno a Civitavecchia, Savona e Marsiglia. Al momento della crociera inaugurale, il 7 luglio 2006, la “Concordia” era la piu' grande nave passeggeri battente bandiera italiana, presentandosi con dei “numeri” davvero impressionanti: 290 metri di lunghezza per 35 di larghezza, 114.500 tonnellate di stazza e 1.500 cabine in grado di accogliere sino a 3.780 passeggeri. Una vera e propria “Citta' galleggiante”, infatti, con le proprie centrali di bordo produceva energia elettrica sufficiente al fabbisogno di una citta' di cinquantamila abitanti! Il suo peso equivale a quello di 110 Boeing 747 e la lunghezza dei cavi elettrici installati a bordo avrebbe coperto cinque volte e mezzo la distanza tra Roma e Milano. I rivestimenti in teak avrebbero coperto due campi di calcio, mentre con tutte le tovaglie a bordo si sarebbe potuto apparecchiare una tavola lunga 27 chilometri. A bordo era presente ogni genere di comfort, tra cui 58 suite con balcone, cinque ristoranti, 13 bar, 5 vasche idromassaggio e 4 piscine, di cui due con tetto in cristallo, per godersi il sole anche d'inverno. Un vero e proprio “tempio galleggiante del divertimento sul mare”, come la definiva la stessa compagnia sul suo sito Internet, con quasi 2mila metri quadrati articolati su due ponti destinati allo sport e al benessere e un'area termale di 6 mila metri quadrati su due piani. Notevole, come vuole la tradizione Costa, era la presenza di opere d'arte a bordo: oltre seimila tra copie e originali, di 35 artisti contemporanei, insomma su questa nave tutto era davvero di primordine, non di meno erano la tecnologia per la navigazione ed i sistemi di sicurezza, eppure.. essa e' affondata! Un avvenimento sul quale riflettere.
LA SICUREZZA DELLA VITA
Se avessimo messo nello stesso porto l’arca di Noe' la Concordia, la maggior parte avrebbero preferito la seconda, perche' probabilmente l’arca di Noe' al confronto sarebbe apparsa piu' fragile, cosi' come alle volte appare proprio la volonta' di Dio, ma in realta' essa e' perfetta, come lo era l’arca anche se non aveva la tecnologia, il materiale, i professionisti, i mezzi di comunicazione, la bussola e i mezzi di salvataggio presenti sulla Concordia. L'arca fu costruita da dilettanti, tali erano Noe' ed i suoi figli (con i materiali esistenti a quel tempo!), mentre la Concordia da professionisti, che hanno avuto a disposizione i migliori materiali e la miglior tecnologia conosciuta dall’uomo! L’apostolo Paolo pote' dire: “Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perche' nessuno si vanti di fronte a Dio” (I Corinzi 1:27-29).
Anche se l’uomo in un delirio d’onnipotenza, ha certificato le proprie opere come “assolutamente sicure”, le amare esperienze della vita, al contrario, ci hanno insegnato che nulla al mondo e' totalmente al sicuro, a tal proposito Salomone, l’antico saggio re d’Israele, afferma: “Io intrapresi lavori grandi ... piu' di tutti quelli che erano stati prima di me a Gerusalemme...Cosi' divenni grande e superai tutti quelli che erano stati prima di me... la mia saggezza rimase essa pure sempre con me...Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanita', un correre dietro ai vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole” (Ecclesiaste 2:4,7,9,11).
La Concordia era curata in ogni particolare che riguardava il conforto, la velocita', l'emergenza, aveva tutti i dispositivi piu' moderni, non esageriamo nel definirla una nave “magnifica”, eppure nonostante tutti gli forzi umani non e' riuscita a completare il suo viaggio: “Io mi sono rimesso a considerare che sotto il sole, per correre non basta essere agili, ne' basta per combattere essere valorosi, ne' essere saggi per avere del pane, ne' essere intelligenti per avere delle ricchezze, ne' essere abili per ottenere favore; poiche' tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. L'uomo, infatti, non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, cosi' i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversita', quando essa piomba su di loro improvvisa” (Ecclesiaste 9:11,12)
LA FUGACITA' DELLA VITA
I passeggeri della Concordia, avevano programmato una meritata vacanza, magari ambita da tanto tempo e rinviata chissa' quante volte, che e' stata vanificata improvvisamente; questa tragedia ci porta a riflettere sulla fugacita' della vita, ci pare di ascoltare Gesu' che narra questa parabola: «La campagna di un uomo ricco frutto' abbondantemente; egli ragionava cosi', fra se': “Che faro', poiche' non ho dove riporre i miei raccolti?” E disse: “Questo faro': demoliro' i miei granai, ne costruiro' altri piu' grandi, vi raccogliero' tutto il mio grano e i miei beni e diro' all'anima mia: «Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; riposati, mangia, bevi, divertiti»“. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sara' ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sara'?” Cosi' e' di chi accumula tesori per se' e non e' ricco davanti a Dio» (Luca 12:14-21).
LA FRAGILITA' DELLA VITA
Venerdi' 13 Gennaio alle ore 21,30, il comandante decide di passare nei pressi dell’isola del Giglio per effettuare una manovra di saluto (il cosiddetto inchino), ma si avvicina troppo… Un boato scuote l’aria e tutte le anime presenti sulla nave che in pochi minuti passeranno dalla gioia, dalla celebrazione della vita, alla paura di morire. È bene conoscere Dio e stare vicino a Lui nel corso della vita, e non attendere che la morte ci sorprenda: “Proclamatelo, fateli avvicinare, si consiglino pure assieme! Chi ha annunziato queste cose fin dai tempi antichi e le ha predette da lungo tempo? Non sono forse io, il Signore? Fuori di me non c'e' altro Dio, Dio giusto, e non c'e' Salvatore fuori di me. Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremita' della terra! Poiche' io sono Dio, e non ce n'e' alcun altro. Per me stesso io l'ho giurato; e' uscita dalla mia bocca una parola di giustizia e non sara' revocata: Ogni ginocchio si pieghera' davanti a me, ogni lingua mi prestera' giuramento” (Isaia 45:21-23).
Quanto e' avvenuto a bordo della nave, rispecchia l'inclinazione dell'uomo a non volersi rendere conto della realta' e dell'ineluttabilita' della morte, difatti tutta l’umanita' “e' in viaggio” e questo avvenimento deve farci riflettere. Caro amico, spero tu appartenga al Signore ed abbia posto la tua fiducia in Lui, perche' soltanto Gesu' puo' prendersi davvero cura di te in ogni circostanza avversa della vita. Gli eventi accadono cosi' rapidamente che spesso siamo letteralmente “travolti” dagli stessi, senza poter fare nulla o quasi per evitarne le conseguenze. Poniti queste domande e rispondi sinceramente: pensi di essere pronto ad incontrare Dio? Hai accettato Cristo Gesu' come tuo personale Salvatore? Perche' non realizzi ora il beneficio della certezza della gloria celeste? Perche' attendere che qualche vicenda triste della vita faccia “affondare” la barca della tua vita? Oggi e' il tempo propizio di Dio, questa e' la tua opportunita': “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrero' da lui e cenero' con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20).