Molti affrontano la vita cristiana con estrema leggerezza senza comprendere che non e’
una passeggiata in cui cullarsi in illusioni e pensare che sara’ tutto semplice. Non e’
nemmeno una metodica pratica di buone opere e di pieta’ formale, ne’ l’allontanarsi e
l’estraniarsi dalle persone per vivere la propria vita nella quieta solitudine di un convento o
nella mistica solitudine di un volontario eremitaggio. La vita cristiana e’ una corsa. Lo
Spirito Santo ha ispirato l’apostolo Paolo a raffigurare la vita cristiana con immagini tratte
dai giochi greci del tempo. “Non sapete voi che coloro che corrono nello stadio
corrono tutti, ma che uno solo vince?” (1 Corinzi 1:24). La corsa, come tutte le altre
discipline sportive, ha le sue regole. Ogni atleta deve essere ben preparato sia fisicamente
sia psicologicamente prima di mettersi sulla linea di partenza. Occorre un allenamento
costante, impegnativo e faticoso. Ci deve essere un controllo nell’alimentazione e nelle
altre sfere della vita. L’atleta affronta volentieri privazioni e fatiche per essere pronto alla
partenza e avere possibilita’ di vittoria. La corsa ha necessita’ di un traguardo. Nessun
atleta inizierebbe una corsa senza conoscere la distanza che lo separa dalla meta. Il
traguardo e’ il punto di riferimento, l’arrivo, il compimento della corsa, che deve avere
pero’ anche un altro importante elemento: un premio per il vincitore. Non ha importanza
se il premio e’ costituito da una corona d’oro o di alloro, di una coppa grande o piccola, di
una somma di danaro o di un oggetto particolare, l’importante e’ che ci sia. Il premio deve
essere consegnato al vincitore davanti agli altri atleti e a tutto il pubblico, perche’ si veda
che quell’atleta, e solo quello, e’ il vincitore. Pertanto il premio ha due componenti
importanti: il valore e l’onore. La vita cristiana richiede sforzo, disciplina e consacrazione
assoluta. Dal momento che abbiamo accettato Gesu’ Cristo come nostro Salvatore
e’cominciata per noi la corsa al Suo servizio. Molti si contentano solo di un debole
rapporto con il Signore. Un po’ come un atleta che, nel campo, non compia nessun sforzo,
non metta nessun impegno per cercare di vincere, accontentandosi solo di essere nel
gruppo di partecipanti. Cio’ non sia per noi! Nella nostra corsa spirituale ci sono regole
che non possono essere trascurate. C’e’ una pista davanti a noi ed e’ la nostra vita con
tutte le sue azioni. C’e’ una distanza da percorrere e questa si copre nell’intero arco della
vita. C’e’ un traguardo, ed e’ la nostra continua santificazione; c’e’ un premio che ci verra’
dato quando avremo finito la nostra corsa ed e’ la vita eterna. Gli ostacoli devono essere
superati, non raggirati; le difficolta’ devono essere vinte, non evitate. Dobbiamo
dimostrare la nostra fedelta’ al Signore. Le tentazioni si presentano e si presenteranno
perche’ impariamo a resistere e non cedere ad esse. Con l’aiuto del Signore e confidando
in Lui possiamo acquisire quella sapienza spirituale tanto necessaria nel cammino
cristiano. La corsa esige il rispetto dei regolamenti, la costanza negli allenamenti. Il
mondo, la nostra famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro ci guardano, ci scrutano e spesso
ci criticano. Non dobbiamo lasciarci fermare da nessuno nella nostra corsa. Non dobbiamo
compromettere la nostra testimonianza cristiana con azioni che non onorano il Signore. L’amicizia del mondo e’ inimicizia con Dio (Giacomo 4:4) . Il cammino cristiano ha
le sue regole che non possono essere violate ne’ ignorate. Il cristianesimo non si vive
agendo come meglio si crede, ma solo in obbedienza a Cristo. Vi e’ un premio per ogni
credente che avra’ raggiunto fedelmente il traguardo. La corona della vita eterna e’ il
premio che Gesu’ Cristo ha riservato a tutti coloro che L’avranno servito fino alla fine.
Servire il Signore ci portera’ inevitabilmente a delle rinunce e a delle privazioni, ma queste
non impoveriranno la nostra vita, anzi la arricchiranno dei doni e dei favori del Signore e
ogni privazione si trasformera’ in ricchezza spirituale. Il mondo fara’ di tutto per rallentare
o impedire la nostra corsa verso la gloria, ma dobbiamo continuare a guardare a Cristo, il
Quale ci ha promesso l’eredita’ con Lui. Non veniamo meno nella nostra fede; non
rallentiamo la nostra corsa; continuiamo a camminare lealmente con Cristo, per poter
avere un giorno il premio da Lui. Antonio Rocca