Risveglio pentecostale

HO CERCATO UN UOMO...

HO CERCATO UN UOMO...

In questo passo Dio era alla ricerca di un uomo, di qualcuno, ci dicono le Scritture, “che riparasse il muro e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi”. Il Signore fa anche un’analisi della condizione sociale, religiosa e spirituale del Suo popolo, simile a quella di quanti oggi sono lontani da Dio, senza speranza. L’unico modo affinché essi ritornino al Signore o Lo conoscano per la prima volta, sta nella speranza che degli uomini consacrino la propria vita a Dio e portino una speranza di salvezza a tutti coloro che sono lontani da Cristo Gesù. Scorrendo le pagine della Scrittura si nota chiaramente che Dio è alla ricerca di uomini o di donne per fare di loro “qualcuno”.
“Poiché l’Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui” (2 Cronache 16:9).
Il Signore che genere di uomini ricerca? E quali requisiti devono possedere?

Dio cerca degli uomini disposti a rinunciare a loro stessi
Allora Gesù disse ai Suoi discepoli: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà.” (Matteo 16:24-25).
Di solito, quando qualcuno voleva lasciare tutto e seguire Gesù, il Maestro in un primo momento scoraggiava l’interessato per accertarsi che il suo desiderio fosse realmente genuino.  
“Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua”: riportando questa frase ai nostri giorni e parafrasandola, potremmo dire che il Signore Gesù nell’avvertire il discepolo gli stesse dicendo: “Fai bene i tuoi conti, affinché non sia una scelta dettata dall’emotività momentanea, perché io cerco qualcuno disposto a lasciare tutto e consacrare l’intera sua vita a me”. Una volta che abbiamo scelto consapevolmente di seguire Cristo, diamoGli il primato nella nostra vita.

Dio cerca degli uomini disposti a spendere la loro vita per Lui
“E io molto volentieri spenderò e sacrificherò me stesso per voi” (2 Corinzi 12:15).
L’apostolo Paolo in questo verso esprime sinceramente la sua volontà di sacrificare e spendere interamente se stesso per i fratelli; egli prende esempio dal glorioso ammaestramento lasciato da Gesù, in quanto Egli per primo ha donato interamente la Sua vita per noi. Siamo pronti a spendere ciò che siamo o ciò che abbiamo per servire il Signore?
Dio è alla ricerca di uomini o di donne disposti a spendere la loro vita per Lui. Disposti a rinunziare ai propri “diritti” e consacrare interamente la propria vita a Lui!

Dio cerca degli uomini che abbiano fede in Lui
Una fede come quella di Abramo e Noè: “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6). Nella parola di Dio troviamo tanti uomini che potremmo soprannominare “campioni” della fede; costoro dovrebbero essere d’esempio per noi. Uno di questi era Noè, di lui troviamo scritto nella lettera agli Ebrei: “Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede.” (Ebrei 11:7).
Egli passò molti anni della sua vita in mezzo allo scherno di coloro che lo vedevano erigere quell’arca. Eppure per fede rimase integro e non accettò nessun condizionamento dall’esterno, ma fu ubbidiente al progetto mostratogli da Dio.
Un altro uomo di fede fu Abraamo, di lui troviamo scritto: “Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza». Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione.” (Ebrei 11:17-19). Abraamo credette contro speranza, era pronto a sacrificare suo figlio perché aveva la certezza che Dio lo avrebbe risuscitato.
Il Signore, oggi come allora, ricerca questa fede genuina, in coloro che Lo vogliono servire.

Dio cerca degli uomini di alta statura morale e spirituale
La cui integrità e saggezza siano come quelle di Giuseppe: “Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro; lì non c’era nessuno della gente di casa; allora lei lo afferrò per la veste e gli disse: «Unisciti a me! Ma egli le lasciò in mano la veste e fuggì.” (Genesi 39:11-12). Giuseppe, un giovane di grande caratura spirituale, fuggì di fronte alla tentazione propostagli dalla moglie di Potifar. Fuggiva quando vi era necessità di fuggire, ma rimaneva al suo posto quando bisognava prendere una posizione ben precisa.
Purtroppo per coloro che non credono in Dio la “fuga” rappresenta una sconfitta, una vergogna, per il credente essa rappresenta una vittoria sulla tentazione. Dovremmo imparare da Giuseppe a essere uomini di alta statura spirituale e morale, affinché Dio possa servirsi di noi.

Dio cerca degli uomini disposti a seguire le orme di Gesù
“Benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; ed essendo stato reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore d’una salvezza eterna, essendo da Dio proclamato Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebrei 5: 8-10). Dio non è alla ricerca di qualcuno che abbia chissà quali doti intellettuali, oratorie o strategiche, Egli è alla ricerca di uomini o donne disposti a seguire in tutto e per tutto le orme del Suo Figliolo.
Ci viene descritto dunque la tipologia di uomini di cui il Signore è alla ricerca; piccoli uomini che diventino “qualcuno” agli occhi di Dio… Qualcuno che “parli” ad alta voce con la testimonianza concreta della propria vita, che sia un esempio, in mezzo al popolo Suo, di spiritualità e di vita.
Vincenzo Specchi


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