Osservatorio cristiano

Il nostro posto è sulla ruota di Gesù!

Il nostro posto è sulla ruota di Gesù!

Questa è la parola che il Signore rivolge a ognuno di noi oggi, soprattutto ai Suoi ministri. Mentre nel Convegno Pastorale di Paestum 2017 è stato affrontato il tema del seminatore che uscì a seminare, perché Gesù gli ha affidato il seme da spargere, vediamo ora che per permetterci di predicare o parlare ad altri il Signore vuole prima parlare a noi. 

Come Geremia, che in questa circostanza non venne mandato alla porta di Gerusalemme a predicare, ma in casa del vasaio per ricevere il messaggio di Dio così ben confezionato, addirittura “un messaggio audio-video”, di quelli che rimangono stampati negli occhi del cuore e nella mente… Il nostro testo presenta tre inviti.

 

Alzati

Questo messaggio è in movimento. “àlzati“, lo si dice a uno che è seduto. È un invito a passare da una posizione a un’altra. Ben venga se ci trova in un momento di riposo. 

Altre volte però ci coglie seduti con la testa tra le mani. O perché siamo semplicemente stanchi o mentre versiamo lacrime amare sulle sorti della nostra Chiesa, o della nostra famiglia o di noi stessi. 

Come avvenne a Davide, il re depresso per la morte del figlio Absalom, il quale pianse e fece cordoglio anziché festeggiare la vittoria, fino a quel “Àlzati dunque ora, esci e parla al cuore della tua gente” di 2 Samuele 19:7 che cambiò le sue sorti.

Quante volte proprio noi servi di Dio ci siamo domandati, lamentandoci: “Cosa ne sanno gli altri di quello che sto passando?” Eppure ci tocca asciugare gli occhi, darci un tono… alzarci e presentarci davanti al popolo. Il Signore lo sa, e al momento opportuno ci metterà nel cuore e nella bocca il Suo messaggio!

Qualche volta ci trova in sciopero, con le braccia incrociate, mentre gridiamo: “Basta, Signore! Non ce la faccio più! “Sono diventato, ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me… Non parlerò più nel tuo nome…” Manda un altro!”

E il Signore lo sa… soffia su di noi e il fuoco che è in noi fa faville… perché “c’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzo di contenerlo, ma non posso” (Geremia 20:7-9). 

Collegare l’esperienza di Geremia al corpo pastorale potrebbe lasciar intendere che la questione sia solo al maschile, ma sappiamo bene che non è così. Anzi, coinvolge proprio tante donne, mogli di conduttori e sorelle impegnate nel servizio cristiano. Sorelle, quanto è importante il vostro ruolo, anche di stimolo a rialzarci… perché “Il Signore è con noi come un potente eroe!”

 

Scendi!

Andiamo bene! Ci saremmo aspettati un bel “sali!”. Sali al monte dell’Eterno… Sali sul Libano e grida da parte mia… Sali a Galaad e prendi del balsamo… 

Invece, “Scendi!” Da un punto più alto a uno più basso. 

Nelle cose di Dio molte risalite sono precedute da discese nelle valli. 

Molte vittorie giungono dopo sonore sconfitte (riparleremo di re Davide?). 

Soprattutto quando ci arrendiamo nelle mani di Dio e ubbidiamo alla Sua richiesta: “Scendi!” Perché “l’umiltà precede la gloria”: non ce l’ha dimostrato concretamente proprio Gesù?  Ci sono anche volte in cui dobbiamo scendere dal pulpito (o da dove siamo visibili a tutti) e nasconderci nella cameretta segreta dove ci vede solo il Signore. Come altri hanno detto: “Non solo in occasione della preparazione di sermoni o di lezioni di studio della Parola…”.

 

Scendi nella casa del Vasaio!

Geremia non chiede: “Dove si trova?” Non dice: “Che cosa ci vado a fare? Sono già un bel vaso!” Quanto a noi, sicuramente sappiamo dove trovare Gesù come Signore, Re, nostro rifugio, Colui che provvede, e tanto altro. Ma che il Signore ci aiuti a non perdere l’indirizzo di Gesù come Vasaio!

Forse qualche volta ci è sfuggito un pensiero: “Dovrebbe andarci quel tal fratello/sorella, così Gesù gli/le dà una bella regolata!” Sela! Se la cosa si ripete, prima o poi disimpariamo la strada. Con tanta pazienza Gesù dice: “No! Proprio tu che mi conosci, che mi servi, scendi nella casa del Vasaio! Mi troverai in mezzo a polvere e fango, alle prese con altri vasi”. 

Nel considerare il nostro testo di Geremia 18, dobbiamo sforzarci di andare oltre il suo significato profetico. Certamente Dio è sovrano sulle nazioni, sui popoli, tanto più sul Suo popolo. Quando questo si guasta, Lui ha il diritto di rifarlo “come a Lui pare bene”. 

Lo ha dimostrato e lo dimostrerà! Ma oggi dobbiamo guardare a noi stessi. Non siamo vasi da vetrina! Semmai siamo vasi da combattimento! Siamo vasi che contengono Cristo, per “far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.” (2 Corinzi 4:6,7). 

Sì, vasi di terra: ecco perché abbiamo bisogno di salire sulla ruota di Gesù, per essere modellati dalle Sue mani tutti i giorni! 

Lui non si vergogna di sporcarsi, anzi vuole avere “le mani in pasta” con noi. 

Così, se trova qualcosa che non dovrebbe esserci, lo potrà togliere. Se ci trova mancanti di qualcosa, lo potrà aggiungere. Se ci scopre ammaccati, graffiati, feriti, ci curerà. 

Se siamo troppo a secco, da Lui troveremo il refrigerio dell’acqua della Parola. 

Se troppo freddi, ci avvicinerà al fuoco del Suo Spirito.

Non solo abbiamo bisogno di salire sulla ruota di Gesù, ma anche di restarci! 

Gesù non ha ancora terminato di lavorare in noi e non vuole lasciarci come un’opera incompiuta. E, cosa più importante di tutte, solo se rimaniamo sulla ruota di Gesù, Egli potrà continuare a parlarci! Mentre ha le mani su di noi, a distanza ravvicinata…

 

Concludiamo

“Ecco, quel che l’argilla è in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia…” Fratello, sorella, il nostro posto è sulla ruota di Gesù. ChiediamoGli insieme: “Signore, metti ancora oggi le tue mani su di me! Lavora la mia ubbidienza, costanza, fedeltà, pazienza, rispetto, amore… Sana le mie ferite…”. 

Finché vi rimarremo, conserveremo la confidenza con le Sue mani, capiremo sempre di più che ha un piano per ognuno di noi, e lo accetteremo volentieri, addirittura con entusiasmo! 

Saremo di nuovo pronti a udire la Sua voce… “Àlzati, scendi in casa del vasaio, e là ti farò udire le mie parole.” Le Sue sono parole di vita eterna, prima per noi, poi per gli altri. Tra gli altri ci sono i nostri coniugi, i nostri figli, ogni credente delle nostre Chiese: per loro preghiamo ardentemente che nessuno perda il suo posto sulla ruota di Gesù! 

 

Elio Varricchione

 

 


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