Meditazione quotidiana

UNA PREGHIERA ADATTA

“E pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno” (Matteo 24:20)

Meditazione di oggi

Possiamo scorgere in queste parole il modo in cui il Padre celeste opera nei nostri riguardi. Si presenta la difficoltà, c’è il combattimento, il nemico ci minaccia. I soldati ci circondano. Ma la fuga non è avvenuta in inverno. L’amore ha steso la mano sulla difficoltà, mitigandola in qualche modo. Sembrava che non potesse esserci nulla di peggio ma, a ben guardare, notiamo la tenerezza che alleviò quella tragedia: questa non avvenne in inverno. Accade la medesima cosa per l’afflizione: c’è sempre in essa qualche segno dell’amore che ci saluta con un dolce sussurro: è il Signore. Queste parole costituiscono una preghiera adatta per quella che sarà la nostra ultima fuga. Signore, fa’ che essa non avvenga quando saremo nelle condizioni peggiori: non quando tutto è ghiacciato, quando paure lugubri sferzano la vita come venti gelidi, quando le foglie morte ostacolano il cammino, quando gli alberi tendono le braccia nude verso il cielo e la tempesta impietosa colpisce ovunque. Prendici, Signore, quando siamo nel momento migliore, quando il Tuo soffio ha rinnovato il giardino dell’anima, quando il caldo raggio del tuo favore ha rinvigorito il nostro cuore, quando la gioia e l’amore, come fiori profumati, spandono la loro dolcezza ovunque, quando la fede cresce forte e tutta la vita è coronata dal suo frutto dorato! Allora, nel fresco di quel giorno estivo, potremo udire le tue parole: “Lèvati, amica mia, mia bella, e vientene, poiché, ecco, l’inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n’è andato: i fiori appaion sulla terra, è giunto il tempo di cantare, e la voce della tortora si fa udire nelle nostre contrade ... Lèvati, amica mia, mia bella, e vientene” (Cant. dei C. 2:10-13).


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