Meditazione quotidiana

UN’ESCLAMAZIONE RIVELATRICE

“...Signor mio e Dio mio!” (Giovanni 20:28)

Meditazione di oggi

Chi non ha imparato ad esclamare “Signor mio e Dio mio!” con tutta la mente e il cuore non è ancora entrato nella gioia di una vita cristiana davvero benedetta. Dobbiamo conoscere Cristo Gesù come il nostro personale Salvatore, ma anche come Signore della nostra esistenza, con tutto ciò che questo implica. Egli deve governare ogni cosa della nostra vita: questo sarà il nostro vero bene. Impariamo a dichiarare con grande convinzione e desiderio: “Signor mio e Dio mio!”. Pensiamo per un attimo a Tommaso: fin quando non proruppe in questa affermazione, la sua posizione di privilegio non gli servì a nulla. Di lui invidiamo che poté stare con il Signore in modo diretto. Di Gesù egli conobbe lo sguardo, il tono della voce, il modo di fare, le parole e le azioni: tutto era vivido nella sua mente, eppure questi ricordi non fecero che confonderlo e sconcertarlo. Egli conosceva tutto di Gesù, tuttavia, nonostante quella conoscenza, si ritrovò solo e sconsolato. Tommaso si ritrovava ad essere come in un sogno, dove tutto è velato, avvolto nella nebbia. La sua anima aveva prodotto tremolanti gemme di speranza: poi, un timore gelido le aveva investite, facendole morire. Ahimè! Povero Tommaso: in lui c’è qualcosa da biasimare, e assolutamente tutto da compatire! Ma oggi non esistono forse miriadi di uomini e di donne come lui? Sono persone per le quali l’evento di Cristo è da coniugare tutto al passato: fanno tesoro della Sua storia, ma non sperimentano mai la Sua presenza. Per loro Egli è soltanto un ricordo, un testo per infiniti sermoni, un nome su cui fondare principi dottrinali e teorie. Una conoscenza del genere rende simili a Tommaso: soli, timorosi e costantemente perseguitati dal dubbio e dal fallimento. Ma consideriamolo dopo questa esperienza. La rivelazione del Signore fu determinante. Ogni speranza in lui cominciò a riprendere vita: ogni sogno e desiderio dell’anima diventavano ora possibili. Tutta la sua vita interiore fu riempita e resa esuberante dal Signore risorto. Possa una fresca manifestazione di Cristo al tuo cuore indurti, non soltanto ad esclamare, ma a vivere il significato più autentico di queste parole: “Signor mio e Dio mio!”.


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