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Che tipo di amici frequenti?

La vicenda narrata in questo capitolo è tragica, cruda, dolorosa, turpe, deprecabile e ripugnante, perché avviene all’interno di una famiglia; la famiglia di Davide. Secondo gli esperti la maggior parte delle violenze avvengono all’interno del nucleo familiare. Ricordiamo le conseguenze del peccato di Davide: “Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai fatto uccidere Uria, l’Ittita, hai preso per te sua moglie e hai ucciso lui con la spada dei figli di Ammon. Ora dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, perché tu mi hai disprezzato e hai preso per te la moglie di Uria, l’Ittita.” 2Samuele 12:9,10. Per quanto doloroso e tragico l’episodio che questo capitolo riporta, non voglio parlare del fatto in se stesso, ma dell’influenza che possono avere certe amicizie sulla nostra condotta.

L’amicizia è importante. Un giovane senza amici e come un campo senza fiori, come il cielo senza stelle. Quanti aforismi, detti e proverbi sull’amicizia. “Chi trova un amico trova un tesoro”. L’amicizia è un tema trattato sin dai grandi classici dell’antichità; chi ha studiato Virgilio e Omero ricorderà le storie di Eurialo e Niso, di Achille e Patroclo. Chi conosce la Parola del Signore ricorderà la fraterna, disinteressata, commovente amicizia tra Davide e Gionathan. Ecco alcune considerazioni anche per te.

Non considerare l’ambiente familiare cristiano come una gabbia da cui evadere, ma come un castello fortificato nel quale godi di ogni protezione.

Inevitabilmente, la benedizione del Signore che ricopre la tua famiglia si estenderà anche su di te, secondo la promessa del Signore. “Sí”; cosí dice il Signore: “Anche i prigionieri del forte verranno liberati, e il bottino del tiranno fuggirà; io combatterò contro chi ti combatte e salverò i tuoi figli.” (Isaia 49:25)

È altresì vero che ogni figlio di credenti è pervaso dalla sindrome del “figliuol prodigo” che face apparire la casa paterna come una prigione e il mondo circostante come la sconfinata prateria della libertà.

L’affetto e la protezione vengono considerati legami opprimenti, mentre l’apparente libertà di cui sembrano godere gli amici non credenti appare come l’Eldorado da raggiungere quanto prima. Anche a Lot le scintillanti pianure di Sodoma dovevano apparire come magnifiche e incomparabilmente migliori delle tende d’Abramo. Ma quale amaro e triste risultato. A Sodoma Lot perse la moglie, l’onore e tutti i suoi beni.

Tornando al testo vediamo un giovane Amnon che si trovava davanti a un dilemma, ad un bivio nella sua vita; costui, difatti, si era innamorato della sua sorellastra; non poteva corteggiarla apertamente perché sarebbe stata una cosa illecita; e lui sapeva bene che questo non era giusto. Anche se era dominato da pensieri e desideri così impuri, sicuramente da solo non avrebbe mai fatto nulla, ma… “Amnon aveva un amico…”.

Sicuramente, da solo Amnon non avrebbe commesso quel turpe reato, non avrebbe infangato la sua reputazione e quella della sua famiglia, proprio perché c’erano delle cose che avrebbero frenato e soppresso quel suo insano desiderio.

  • la sua condizione e reputazione. Era il figlio del re, aveva tutto quello che potesse desiderare, era un privilegiato. Personalmente, come il figliuol prodigo, ho scoperto la bellezza dell’ambiente familiare cristiano solo quando stavo perdendolo. Ringrazio il Signore per avermi fermato in tempo.
  • la sua educazione. Conosceva la Legge di Dio, sapeva che cosa essa vietava e come poteva educarlo; nella Parola sta scritto: “Come potrà il giovane render pura la sua via? Badando a essa mediante la tua parola” (Salmo 119:9). Amnon era stato educato nel rispetto della Parola del Signore. Sicuramente i tuoi genitori ti avranno insegnato qual è la volontà del Signore per te, e lo hanno fatto perché vogliono il tuo bene e la tua salvezza.
  • la sua coscienza. Amnon non aveva fatto nulla di simile in precedenza. Non era abituato a fare certe cose; il v.2 lascia trasparire il suo problema di coscienza. Posso confermarti che anch’io, come figlio di credenti, ogni qualvolta stavo per fare qualcosa che non era secondo la volontà del Signore mi sentivo combattuto e turbato. Avviene quello che capitò allo stesso Davide quando, fuggiasco da Saul, lo vide entrare nella grotta di En-Ghedi dov’era nascosto, e gli tagliò un lembo dal suo mantello: “Il cuore gli batté” perché aveva messo la mano sull’Unto del Signore.
  • la cattiva esperienza di Davide. La tragedia dell’adulterio di Davide, la sua scellerata e illusoria decisione di coprire il peccato con l’omicidio di Uria, dovevano essere vive nella mente di Amnon. Logicamente, e a mente fredda, non avrebbe voluto ripetere l’esperienza di suo padre, ma ora era agitato da una insana passione, stava in un equilibrio molto precario, si trovava sull’orlo di un precipizio, forse non sarebbe caduto nel baratro del peccato senza una spinta decisiva, ma… “Amnon aveva un amico…”;

Tutte queste cose avrebbero senz’altro contribuito a frenare Amnon, a dissuaderlo dal suo proposito, invece questo non successe, perchè “Amnon aveva un amico….”. I consigli, l’apparente e subdola premura e l’influenza di questo amico portarono Amnon a commettere un crimine gravissimo che non era mai accaduto in Israele. Quando Amnon stava per compiere il suo atto vile e infame, Tamar gli aveva ricordato una cosa molto importante: “Questo non si fa in Israele” (v.12). Un crimine che gettò fango e vituperio su Israele, su Amnon stesso, su sua sorella e su tutta la famiglia reale.

Il significato del nome Amnon è “fedele”, ma egli non onorò il significato del suo nome, lo disonorò per sempre.

Non esiste un peccato che non abbia delle conseguenze.

La Parola del Signore ci riporta un’altra storia di tradimento e di violenza: la vicenda di Giuseppe e dei suoi fratelli. Costoro, dopo averlo venduto ad una carovana di mercanti diretti in Egitto, pensavano che il loro atto non avrebbe avuto conseguenze; gli anni passavano e nessuno sapeva nulla, ma quando furono costretti a ricorrere all’Egitto per comprare dei viveri e vennero riconosciuti da Giuseppe che, con uno stratagemma, li incolpò di furto, dovettero amaramente ammettere che stavano pagando le conseguenze del loro scellerato atto: “Giuda rispose: “Che diremo al mio signore? Quali parole useremo? O come ci giustificheremo? Dio ha trovato l’iniquità dei tuoi servi. Ecco, siamo schiavi del mio signore: tanto noi, quanto colui in mano del quale è stata trovata la coppa” (Genesi 44:16)

E il peccato di Amnon, come tutti i peccati ebbe delle tragiche e nefaste conseguenze, non solo nella sua vita, (raramente il peccato ha conseguenze solo nella vita di chi lo commette.), ma anche nelle persone a lui vicine.

  • in Israele; sicuramente lo scalpore e lo scandalo furono grandissimi; il biasimo e lo sdegno furono rivolti a Davide e a tutti i suoi familiari. Qualche tempo dopo, quando Absalom si ribellerà al padre costringendolo a fuggire, un uomo di nome Simei, maledirà Davide con queste parole: “Vattene, vattene, uomo sanguinario, scellerato.” (2Samuele 16:7). Basta poco per rovinare l’onorabilità, il rispetto e il buon nome che una famiglia di credenti si sono faticosamente costruito nel corso di anni di fedele servizio e di buona testimonianza. Non permettiamo che questo accada.
  • nella vita di Tamar (v.20); immagino che Tamar non riuscì più a innamorarsi di un uomo; la violenza di Amnon aveva distrutto il mondo dei suoi sentimenti; aveva subito un trauma che l’avrebbe segnata per il resto de suoi giorni. Era una ragazza rovinata. Questo era successo perché “Amnon aveva un amico.”. E che nessuno pensi che non siamo responsabili di chi ci circonda. Potrà accadere che il Signore ci ponga la medesima domanda posta a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?” (Genesi 4:9). Come risponderemo?
  • nella vita di Absalom; Absalom era il fratello di Tamar ed era destinato a succedere al re Davide; era considerato un uomo saggio e prudente, degno erede del Padre. (il suo nome significa “Padre di pace”). Ma l’oltraggio fatto alla sorella gli provocò un trauma tremendo, si riempì di un odio cieco e profondo, al punto da organizzare una festa per uccidere Amnon. Dovette scappare, fuggire, vivere in esilio, come un volgare ribelle. Quello che aveva fatto non doveva assolutamente accadere, ma “Amnon aveva un amico!”

Facciamo attenzione agli amici che scegliamo

Questo è molto importante. Lo stesso Davide affermò: “Quanto ai santi che son sulla terra, essi sono la gente onorata in cui ripongo tutto il mio affetto.” (Salmi 16:3).

Gli amici esercitano una forte influenza nella nostra vita. Ad una certa età l’influenza degli amici supera di gran lunga quella dei genitori infatti da bambini i nostri genitori sono gli eroi cui vogliamo assomigliare; da adolescenti sono quelli che non capiscono nulla. Da adulti rimpiangiamo le volte che non abbiamo dato loro ascolto. Facciamo attenzione a chi ci influenza. “Due uomini camminano forse insieme, se prima non si sono accordati?” (Amos 3:3) “Chi va con i saggi diventa saggio, ma il compagno degli insensati diventa cattivo” (Prov.13:20). Voglio ricordare che, a volte, l’influenza degli amici è assolutamente condizionante.

  • La testimonianza di molti tossicodipendenti su come hanno iniziato a fare uso di droghe è, nella maggioranza dei casi, identica: hanno iniziato perché un amico, un compagno di scuola, ecc. ha fatto provare loro la prima sostanza e poi, in una escalation senza fine, sono arrivati alle droghe pesanti. Forse moltissimi non si sarebbero mai drogati, ma avevano anche loro un amico.
  • Se chiedessimo ad un alcolizzato quando e come ha iniziato ad ubriacarsi, anche costui risponderebbe che è stato un amico a introdurlo nel vizio. Non l’avrebbe mai fatto da solo, ma aveva un amico.
  • Se chiedessimo ad un accanito fumatore quando ha iniziato a fumare, costui risponderebbe che è stato insieme agli amici, magari per non apparire diverso e inferiore. Non avrebbe mai toccato una sigaretta, ma aveva un amico.

“Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.” Quante volte abbiamo sentito questa massima? La frequentazione di certi amici ci farà capire immediatamente il futuro che ci aspetta. Abbiamo letto in Amos 3:3 che non si può andare insieme con qualcuno se non sei completamente d’accordo con lui.

Sembra che i giovani abbiano uno speciale radar che li guida a cercare quelli che sono come loro.

L’amico che consigliò Amnon su come circuire e approfittare di Tamar era Ionadab, un suo parente, forse più grande di lui. Avrebbe dovuto dargli un consiglio da uomo maturo, invece non fece così. È interessante leggere l’ultima parte del v.3 nell’originale ebraico. Quello che la Nuova Riveduta traduce “Ionadab era un uomo molto accorto” dove l’originale riporta: “uomo molto astuto”. Il primo termine, “accorto” ha un’accezione positiva, ma “astuto” ha una connotazione negativa.

Di che tipo di amici dobbiamo circondarci?

  • Abbiamo bisogno di amici che ci incoraggino sempre a fare il bene; che preghino con e per noi. Che ci ricordino sempre che cosa la Parola del Signore dice intorno al peccato e alle sue conseguenze.
  • Abbiamo bisogno di amici che abbiano una influenza positiva sopra di noi. “Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro” (2Timoteo 2:22);

Non posso concludere questo messaggio senza parlare dell’Unico, Vero e Insostituibile Amico. Solamente a Lui si applica quello che afferma la Parola del Signore: “L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura” (Proverbi 17:17). Gesù ha tutte le caratteristiche di un Vero amico.

  • la Sua completa disponibilità. Gesù non ha mai rifiutato chi è andato a Lui; ed ha operato su tutti quelli che si sono disposti a sottomettersi alla Sua volontà.
  • la Sua perfetta affidabilità. Afferma giustamente il salmista: “Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c’è delusione.” (Salmo 34:5);
  • la Sua attiva operosità. Anche quando tu non te ne accorgi, il Signore sta lavorando e operando per te. Le parole di Elihu a Giobbe: “E tu, quando dici che non lo scorgi, la tua causa gli sta davanti; sappilo aspettare.” (Giobbe 35:14). Qualcuno ha detto che il silenzio del Signore è la Sua più concreta espressione del fatto che è all’opera.

Vorrei concludere invitandovi a contemplare ed ammirare il nostro splendido Amico; Egli è la bellezza incomparabile del Giglio della valle, lo splendore inarrivabile della Stella del mattino, è il profumo inconfondibile della Rosa di Sharon. Facciamo in modo che non sia solamente l’Amico dei nostri genitori, ma che diventi il nostro Amico.