L’Istituto Evangelico “Betania-Emmaus”, opera nata dapprima separata: il reparto di assistenza ai minori (già “Villaggio Betania”), ha visto la luce grazie alla chiamata e visione della sorella Eliana Rustici, e il reparto di assistenza agli anziani (già Casa Emmaus), fondato nel 1962 dal Consiglio Generale delle Chiese su mandato dell’Assemblea Generale ADI. Era il 10 ottobre 1956 quando la sorella Eliana Rustici con la sorella Angelina Arcangeli e cinque bambini, salirono su un camion che le avrebbe condotte a Ventosa, paesino montano della provincia di Latina, dove avrebbe avuto inizio l’Opera del Villaggio Betania. La sorella Rustici fin dall’adolescenza aveva sempre avvertito un sentimento particolare verso i bambini privi delle cure e dell’affetto dei genitori o costretti a vivere i momenti più delicati della vita in un ambiente privo di quel tepore a loro indispensabile. Attese che Dio aprisse una porta.? Con la conclusione della seconda guerra mondiale era finita anche la persecuzione per i credenti. Restava il ricordo della polizia che all’improvviso irrompeva e conduceva i credenti nelle prigioni con la sola colpa di lodare il Signore.?Anche Eliana visse questa esperienza: per diversi giorni rimase insieme ad altre sorelle fra le squallide mura di Regina Coeli.

In Novembre del 1952 la sorella Rustici stava vivendo le sue ultime ore. Da bambina era stata affetta da una grave forma di artrite che le aveva procurato un incurabile difetto cardiaco, che con gli anni era talmente peggiorato fino a procurarle un tremendo collasso. Tutto ormai presagiva la fine: i medici si erano arresi al male e la sorella Rustici stava lasciandoci. Più tardi lei ricorderà: “Non potevo più aprire gli occhi, ne parlare e sentivo intorno pregare. Mentre stavo così, vidi una grande porta avanti a me e udii la voce del Signore rimproverarmi con le parole di Apocalisse 3:2”. Davanti a quelle parole la sorella Rustici rimase sgomenta ed atterrita : in punto di morte e senza l’approvazione del Signore! La sorella Rustici pregò: “Signore”, disse, “prolungami la vita ed io ubbidirò”.?Dio rispose. Il Signore la guarì e i medici che la visitarono ne diedero conferma.? Dopo quattro anni, ricevuta un’offerta dei coniugi Verrico che davano la loro disponibilità per una casa a Ventosa, senza più esitare, insieme alla sorella Angelina e a 5 bambini salì su quel camion che l’avrebbe portata a fare meravigliose esperienze sulla via dell’ubbidienza a Dio.

Ben presto la famiglia crebbe: i bambini divennero 11 e lo spazio vitale che la casa offriva non era più sufficiente. Tuttavia, giorno per giorno, miracolosamente la “famiglia Betania” (così era stata denominata questa iniziativa di fede) continuava a essere sostenuta da Dio mediante l’intervento inatteso, ma sempre puntuale di amici e fratelli spinti dall’amore di Cristo?

L’orfanotrofio viveva alla giornata, confidando nell’aiuto del Signore. Ormai la necessità di una casa nuova era impellente, ma i mezzi per affrontare un simile impegno mancavano. Sapevano pero’ che il Signore è Padre degli orfani e di certo avrebbe provveduto nel momento opportuno.?Fu così che in una visita a Roma la sorella Rustici venne a sapere che un fratello di Tor Lupara era intenzionato a vendere la casa che fu acquistata. Iddio non solo provvide il denaro per l’acquisto della casa, ma anche per i lavori di restauro e sistemazione. Ogni pagamento fu saldato alla scadenza fissata.? I bambini di Betania appena trasferiti a Tor Lupara, raddoppiarono di numero nel giro di pochi mesi e il problema dello spazio divenne nuovamente di attualità.

Per questo, grazie all’aiuto ed all’interessamento dell’Opera la sorella Rustici si poté recare negli Stati Uniti e Canada dove, per sette mesi, visitò le chiese di lingua italiana e propose all’attenzione dei fratelli d’oltre oceano la necessità degli orfani italiani e l’importanza di una soluzione definitiva o quasi del problema.? Quando nel settembre del 1960 la sorella Rustici fece il ritorno a casa, tutti i bambini erano ad attenderla sulla terrazza dell’aeroporto sicuri che presto avrebbero avuto una casa più grande, più bella e più calda. Dio aveva benedetto quel lungo viaggio; in Novembre 1960 venne finalmente acquistato il terreno e nella primavera successiva iniziarono i lavori per la costruzione della nuova sede. Il denaro raccolto in America era stato sufficiente all’acquisto del terreno ed all’inizio dei lavori e quindi la costruzione veniva intrapresa con la fede che il Signore avrebbe provveduto per il completamento dell’opera. Così fu.

La nuova sede venne insediata nel Maggio 1963 dalla ormai numerosa ed impaziente “Famiglia Betania”. ?Negli spaziosi dormitori i bambini si sentivano spersi e la mattina non erano più costretti ad aspettare il turno per lavarsi, c’erano sufficienti lavabo.?Nel refettorio poi così grande e arioso i ragazzi, abituati com’erano a quella stanzuccia, si sentivano come in piazza. Tutto era più bello, più grande, più comodo?

Betania non può essere considerato un istituto di educazione e neppure un collegio di istruzione, è qualcosa di più: è una famiglia! La ristrutturazione effettuata in questi anni può accogliere piccoli nuclei di ragazzi, ognuno dei quali costituirà una vera e propria famiglia.

L’Opera continua e noi possiamo unirci al profeta Habacuc nella sua preghiera: “Oh Eterno dà vita all’Opera Tua nel corso dei secoli”?