A LAVORO  CON DIO

Nel tumultuoso scenario del mondo del lavoro contemporaneo, caratterizzato da ritmi frenetici e pressioni implacabili, ci troviamo costantemente immersi in un vasto mare di decisioni e situazioni che mettono alla prova i nostri principi morali, etici e biblici più profondi. Che ci troviamo in posizioni di leadership, in ruoli subordinati o nell’ambito imprenditoriale, tutti dobbiamo confrontarci con interrogativi cruciali: che cosa è giusto fare e che cosa è sbagliato? Affrontare tali domande e navigare nel complesso labirinto delle decisioni etiche sul posto di lavoro è un compito impegnativo, poiché spesso ci troviamo di fronte a conflitti tra i nostri obiettivi personali, le pressioni del mercato e i nostri valori più profondi.

In un’epoca in cui la cultura aziendale tende talvolta a privilegiare il pragmatismo a discapito della coscienza morale, diventa essenziale fare una pausa e riconsiderare il ruolo cruciale che l’etica biblica può svolgere nella nostra vita professionale. Anche se non tutti sono “religiosi o praticanti”, i principi proposti nella Bibbia offrono comunque una base solida e universale su cui fondare le nostre azioni e decisioni rispetto al mondo del lavoro, risultando particolarmente rilevanti per chi professa la fede in Gesù.

 

Di seguito ecco alcuni semplici e utili consigli biblici:

 

Cerca la guida di Dio: per essere guidati nel nostro lavoro, dobbiamo prendere esempio da Gesù, il nostro modello supremo. Egli stesso agì solamente seguendo l’indicazione divina. “In verità, in verità io vi dico che il Figlio non può da sé stesso fare cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre, perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente” (Vangelo di Giovanni 5:19). Quanto è importante cercare la volontà di Dio per le nostre vite e fare ciò che Egli indica! Il confronto con gli altri non ci porta mai benefici, poiché non possiamo paragonare le nostre capacità e talenti con il piano di Dio per qualcun altro. Dobbiamo restare nella “nostra corsia” e pregare perché Dio riveli il Suo piano per le nostre vite “affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Lettera di Paolo ai Romani 12:2).

 

Lavora “come per Dio”: Gesù stesso ci ha offerto il modello perfetto di disciplina, sacrificio, integrità, devozione, perseveranza e fedeltà al Padre Celeste. La Scrittura ci esorta a lavorare non per gli uomini, ma per il Signore, dando così il massimo di noi stessi. “Qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui. Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità.” (Lettera di Paolo ai Colossesi 3:17,23,24). Immagina se lavorassimo direttamente per Dio! In tale prospettiva, non saremmo mai in ritardo, non prenderemmo pause pranzo eccessivamente lunghe, non abuseremmo della nostra posizione, né passeremmo il tempo sul telefono durante l’orario lavorativo. Affronteremmo piuttosto il lavoro con gioia ed entusiasmo, impegnandoci per adempiere alle nostre responsabilità. Come discepoli di Gesù, è nostro dovere onorare il Suo Nome anche nel mondo del lavoro, trattando i nostri datori di lavoro, dipendenti e colleghi, con la stessa cortesia che riserveremmo a Dio stesso. “Perciò, sia che mangiate sia che beviate, o qualsiasi altra cosa facciate, fate tutto per la gloria di Dio” (Prima Lettera di Paolo ai Corinzi 10:31). Pertanto, in ogni aspetto della nostra vita lavorativa, la saggezza e la devozione al Signore dovrebbero guidare le nostre azioni, affinché possiamo glorificarLo e servirLo fedelmente in tutto ciò che facciamo.

 

Ricorda sempre chi sei e Chi rappresenti: nella vita professionale, l’attitudine è altrettanto importante quanto le azioni lavorative.

Quando gli altri vedranno il nostro esempio e saranno respinti o attratti a Cristo: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Vangelo di Giovanni 13:35). Il nostro comportamento riflette la nostra attitudine. Se arriviamo regolarmente in ritardo o se prendiamo del tempo libero senza motivo, se trattiamo o maltrattiamo i nostri dipendenti, ciò riflette una mancanza di lealtà e impegno verso il lavoro che abbiamo accettato di fare.

Sembrerebbe quasi troppo semplice da dire, ma Gesù conosceva l’importanza di insegnarlo, e vale la pena ripeterlo qui: tratta gli altri come vorresti essere trattato! È una scelta quotidiana. Quando si manifesta in noi il carattere di Cristo sul posto di lavoro, il nostro lavoro diventa un’altra forma di adorazione a Dio.

 

Lavora sodo, ma confida nella Sua provvidenza: nel percorso professionale, a qualsiasi livello, la determinazione e l’impegno personale sono senza dubbio pilastri imprescindibili. Tuttavia, ancorati alla saggezza trasmessa dalla Sacra Scrittura, apprendiamo che c’è un aspetto ancor più profondo da considerare: affidare il risultato del nostro lavoro al favore di Dio. “Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori; invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato” (Libro dei Salmi 127:1,2). I Proverbi ci esortano inequivocabilmente a “confidare nel Signore con tutto il cuore”. Questi inviti risuonano come un richiamo alla consapevolezza dell’intercessione divina nella nostra vita e nei frutti delle nostre fatiche, e chiudono la porta all’ansia e alle preoccupazioni.

È facile cadere nella tentazione di cercare risultati “miracolosi” senza investire il dovuto sforzo personale.

Al contrario, non dovremmo nemmeno arrogarci il ruolo di soli artefici del nostro successo. Infatti, le Sacre Scritture ci rassicurano che Dio provvederà in abbondanza a tutte le nostre necessità, secondo la Sua gloriosa ricchezza in Cristo Gesù (cfr. lettera di Paolo ai Filippesi 4:19).

Una vita sottomessa alla Parola di Dio non è solo un’espressione di devozione spirituale, ma anche una via verso una esistenza professionale di integrità, responsabilità e successo. Lasciare che i principi biblici permeino e plasmino la nostra vita lavorativa non solo garantisce un fondamento solido per le nostre azioni, ma costituisce anche la chiave per realizzare la benedizione divina in modo autentico e duraturo, anche sul posto di lavoro.

Cristian Infantino

 

da Cristiani Oggi – maggio 2024