FEDE E LAVORO

Fede e lavoro sono compatibili

Avevo 38 anni quando sono tornato alla fede cristiana, dopo vent’anni di lontananza assoluta da Dio e dalla Sua Chiesa. In quei vent’anni ero cresciuto in azienda, la stessa per la quale lavoro ancora oggi. Avevo iniziato come operatore di base nel 1995 e non avrei mai pensato che un giorno avrei raggiunto dei ruoli manageriali e dirigenziali, a livello regionale e nazionale. Nel tempo avevo avuto modo di lavorare in tutta Italia. Di fatto ero in carriera benché non fossi mai stato ambizioso. Quello che veramente mi spingeva a raggiungere i risultati erano la competitività e il desiderio di vedere realizzate le persone che lavoravano con me.

Durante quei vent’anni, le parole che tempo prima avevo ascoltato da pastori per me importanti, quasi senza rendermene conto, erano rimaste nella mia testa. Così mi ero costruito un’etica tutta mia, a metà (un compromesso) tra quello che mi avrebbe permesso di realizzare i desideri del cuore e un timore del Signore tutto mio. Avevo coltivato gli idoli della leadership e della personalità, convinto che queste permettessero di raggiungere ogni cosa e che quindi tutto dipendesse da me… Ma per la grazia di Dio, dopo tanti anni, ero tornato nella chiesa evangelica e stavo cercando il Signore. Tra tanti dubbi, c’era una paura che non sapevo come affrontare: sul lavoro, come dire della mia fede in Dio ai colleghi e ai capi con i quali avevo condiviso con goliardia tanti momenti nel passato? …E che leggevo la Bibbia? Che non avrei più parlato di certe cose”

Trascorsi alcuni mesi, mi chiesero di seguire il Triveneto. Vivevo a Roma e gli uffici erano a Milano. Continuai a cercare il Signore alternandomi tra i culti delle nostre chiese nelle due città ma non riuscivo ancora a fare l’ultimo passo e a lasciarmi andare nelle mani di Dio. Uno dei miei più grandi timori era ancora il lavoro: se veramente avessi fatto una scelta definitiva andando fino in fondo, come avrei fatto a conciliare il lavoro con la vita cristiana? Avevo sempre cercato di essere corretto sul lavoro ma essere leader prevedeva una specifica attitudine riguardo la gestione delle persone, dalla comunicazione alla motivazione, spesso al limite della manipolazione. L’utilizzo di frasi ad effetto come “puniscine uno, addestrane cento”, evolutesi poi nell’adozione delle più moderne “soft skills” (una sorta di “frutto dello spirito senza lo Spirito”) erano pane quotidiano.

Sapevo che, se avessi fatto la scelta di seguire Gesù, sarebbe stata fino in fondo e senza compromessi. Sarei stato una pecora in mezzo ai lupi: come avrei fatto a guidare le persone che mi venivano affidate, a raggiungere i risultati, a non deludere le aspettative, a difendermi in un contesto così cinico? Come comportarmi secondo la Parola di Dio e scegliere la cosa giusta da fare davanti a Lui, in un contesto così complesso e insidioso? Seppi poi che il pastore della chiesa che frequentavo aveva avuto un ruolo di rilievo nelle aziende per cui aveva lavorato, anche mentre era pastore.

Fino a quel momento avevo cercato di evitarlo ma ora volevo capire: la vita cristiana e quella lavorativa sono veramente compatibili?

Mi invitò a cena, con sua moglie (penso di averlo consumato di domande!). Mi raccontò delle tante decisioni che aveva dovuto prendere nella sua carriera, alcune delle quali molto difficili. Mi disse che molte volte aveva chiesto al Signore la direzione specifica da prendere e allo stesso tempo mi spiegò che Dio non è un bancomat perché la Parola di Dio, e l’etica cristiana che ne scaturisce, hanno in loro già tutto ciò di cui abbiamo bisogno per onorare Dio anche nel mondo del lavoro.

Quelle parole furono importanti e la sua testimonianza personale dimostrava che “era possibile”; questo era un fatto e mi fu di grande incoraggiamento, fu determinante.

Oggi sono felice di poter raccontare la mia testimonianza. Nei mesi successivi feci la mia scelta, diedi il cuore al Signore che cambiò la mia prospettiva sul lavoro. Da allora sono trascorsi circa 10 anni e ci sarebbero tante cose da raccontare. Prima di fare la scelta per il Signore avevo il timore di essere “una pecora in mezzo ai lupi”, oggi, dopo averla fatta, questa consapevolezza è quello che mi dà sicurezza perché so che sono sempre nella maggioranza. Sono arrivati momenti difficili, a volte avversi, e la fedeltà del Signore è andata ben “oltre quello che possiamo sperare e immaginare”. L’ho visto trasformare situazioni difficili per trarne fonti di benedizione e testimonianza, del bene per me e la mia famiglia, anche con riconoscimenti inaspettati e importanti. Ho attraversato le “grandi acque e queste non mi hanno sommerso, ho camminato nel fuoco e la fiamma non mi ha consumato”. Ho commesso molti errori e il Signore con amore mi ha corretto, proteggendomi al tempo stesso dalle conseguenze. In tutto ciò il Signore ha continuato a lavorarmi e a farmi conoscere ciò che avevo nel cuore…

E non è ancora finita, so che questo è il campo di missione in cui il Signore mi ha messo e voglio continuare a servirlo per “spandere dappertutto, con il Suo aiuto e per la Sua grazia, il profumo della Sua conoscenza”.

Le difficoltà? Una meravigliosa opportunità permessa da Dio per darci modo di rendere una testimonianza efficace, che va oltre le parole!

Caro lettore, se sei un giovane all’inizio del tuo percorso lavorativo e se dovessi riassumerti ciò che raccomando a me stesso ogni giorno sulla base di questi 28 anni di lavoro, ti direi: “…Ricorda che per correre non basta essere agili, né basta per combattere essere valorosi, né essere saggi per avere del pane, né essere abili per ottenere favore; poiché tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze… Confida [quindi] nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento, riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri… Affida al Signore le tue opere, e i tuoi progetti avranno successo [e] qualunque cosa tu faccia, falla di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini”. (Libro dell’Ecclesiaste 9:11, Libro dei Proverbi 3:5,6 e 16:3, Lettera di Paolo ai Colossesi 3:23).

Andrea Sterbini

 

da Cristiani Oggi – maggio 2024