IL SIGNORE CI HA DATO FELICITÀ ANCHE QUANDO IL VENTO HA SOFFIATO CONTRARIO

Come tutte le giovani coppie, anche noi avevamo il nostro proposito matrimoniale e, avendo creduto nel Signore Gesù anni addietro, sapevamo che Lui avrebbe custodito il nostro progetto. Durante il fidanzamento con colui che sarebbe diventato mio marito, avevo subìto un intervento a causa di una patologia seria e, mentre pregavo e chiedevo al Signore di non togliermi la possibilità di diventare madre, stavo – mio malgrado – affrontando un’operazione alquanto spiacevole. I medici mi dimisero consigliandomi di dare avvio a una gravidanza quanto prima, perché questa mi avrebbe evitato di ritornare in sala operatoria.

Dopo il matrimonio, rimasi incinta. Eravamo contenti, stavamo per coronare il nostro sogno, ma durante un’ecografia il dottore vide che il bambino era morto. Mai avrei voluto sentire la parola aborto, affrontare il dispiacere, l’ospedale e preparare le valigie per recarmi nello stesso reparto dove altre donne stavano partorendo. Tanti perché si affollavano nella mente, i dubbi, la fede che si affievoliva… dopo aver pregato a lungo. Mi ero totalmente appoggiata su mio marito. Lui era più saldo di me, sebbene soffrisse in silenzio.

Come coppia, dovemmo elaborare quella perdita cercando di rialzarci con l’aiuto che il Signore ci dava giorno per giorno. Il tutto era reso più difficile dal fatto che intorno eravamo costretti a vedere intorno a noi coppie con figli in arrivo, gravidanze felici e culle preparate.

“Signore – chiedevo – perché i nostri progetti non sono andati a buon fine, mentre quelli degli altri sì?” 

Passò del tempo. Rimasi nuovamente incinta. Eravamo spaventati, ma avevamo speranza che questa gravidanza fosse quella giusta. Altra ecografia. Guardai il viso del dottore. Lessi sul suo volto un disappunto; questa volta erano due embrioni, ma non erano più in vita. Altro aborto. Altra sala operatoria. Altro grande dispiacere. Stavolta il colpo era stato più violento al punto che, insieme alla delusione, subentrò un momento di depressione.

Nonostante tutto, Dio ci era vicino e ci stava aiutando. In quegli anni, ho potuto apprezzare ancora di più la persona che Lui mi aveva messo accanto. Mio marito infatti, non mi giudicava, mi spronava ad andare avanti, ad accettare l’accaduto e ad affidarmi totalmente a Colui che tutto può. Propositi che io conoscevo bene, avevo avuto tante prove durante la mia giovinezza, ma metterli in pratica in un momento così critico, sembrava un’impresa impossibile. Ripetevo a me stessa: “Stavolta è troppo dura, è un boccone troppo amaro da mandare giù… desideravo avere dei gemelli e invece, ho dovuto abortire di nuovo”.

Il desiderio forte mi aveva spinto a rispondere ad un appello durante una predica in chiesa e avvertivo che Dio ci avrebbe dato la benedizione che cercavamo. Avevamo pregato, sperato, sofferto, atteso. Un dottore finalmente capì il problema delle gravidanze interrotte. Mi curò. La medicina non fu tuttavia risolutiva; si parlava di un’altra operazione che avrei dovuto subire… con tanti rischi. Avevo preparato anche le carte con tutti gli esami diagnostici. Invece, restai incinta!

Dio stava fortificando la nostra fede per credere al miracolo con più insistenza. Mi presentai in clinica con i documenti e ricordo che mi rivolsi all’ostetrica che, insieme al ginecologo, stava seguendo il mio caso: “Oggi sono qui per dirle che non mi opero più. Sono incinta!” 

La gravidanza proseguì non senza problemi. Si trattò di una gravidanza a rischio per tutti i nove mesi. Sebbene nell’apprensione, il Signore stava proteggendo la gestazione. Finalmente Dio ci donò il nostro primogenito. Parto difficile, dopo il quale nostro figlio perse peso e restò in incubatrice. Prima della nascita, e durante una delle ultime ecografie, ci fu detto che aveva un problema allo stomaco e che solo dopo la nascita si sarebbe visto meglio. Infatti aveva difficoltà ad alimentarsi e, con la crescita questo problema si era riacutizzato.

Nel frattempo, il Signore aveva ascoltato l’altra nostra richiesta: un’altra gravidanza! 

Questa volta, ci regalò una bambina. Gravidanza a rischio, altro parto difficile, ripresa dolorosa. Nostra figlia restò in terapia intensiva alcuni giorni a causa di un virus contratto in ospedale. Giorni che sembrava non passassero mai. Avevo lasciato a casa mio marito e mio figlio ancora molto piccolo mentre io ero in ospedale ad assistere la piccola. Ero sofferente e anche stanca ma, davanti a me, vedevo l’obiettivo: ora eravamo genitori di due bimbi e il Signore ha risposto. Senza possibilità e con una salute precaria Egli è intervenuto.

Da allora, sono passati 14 anni e il percorso non è stato semplice. Ad oggi, possiamo affermare che il Signore ci ha dato la felicità anche quando il vento ha soffiato contrario. Ha trasformato le nostre lacrime e dalla prova ha tratto una benedizione come Lui solo sa fare. Ci ha dato la possibilità di aiutare chi si trova nelle tempeste della vita e di conoscerLo meglio. 

Aiutare gli altri! Vista la benedizione che il Signore ci aveva rivolto, decidemmo di aiutare anche una coppia di amici che erano alla ricerca di un figlio. Questa coppia si era sposata prima di noi e aveva provato diverse strade per avere figli, tra cui anche l’inseminazione assistita senza ottenere nessun risultato, avviando le pratiche per l’adozione. L’aiuto che fornimmo a questa coppia fu quella di invitarla a casa e di pregare il Signore insieme a loro; non passò molto tempo che la risposta arrivò. Il Signore ancora una volta aveva manifestato la sua bontà; questa coppia, di altra fede, ha una testimonianza perenne della Sua opera, della Sua grazia e della Sua benedizione quando ci si affida a Lui con tutto il cuore. “Io so, Signore, che i tuoi giudizi sono giusti, e che mi hai afflitto nella tua fedeltà” (Salmi 119:75).

Simona

da Cristiani Oggi dicembre 2023