DIO AMA LE DONNE

“Come sei bella amica mia, come sei bella! … Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma potente” [dal Cantico dei Cantici 4:1 e 8:6]

 

Prendi uno specchio. Puoi guardarti e rallegrarti di te stessa? Oggi io posso. Ma per me non è stato sempre così.

Non mi piacevo. Avrei voluto essere un’altra persona. Ero piena di vergogna. Non perché avessi peccato o fossi scortese o trascurata. Solo perché vedevo tutte le mie mancanze. Quando facevo l’insegnante la mia materia principale era la matematica. Pertanto mi piace il pensiero logico. Quindi pensavo: “Essere amata così come sono non è logico”, e anche: “Per essere amata devo essere perfetta. Quando il mio comportamento sarà perfetto, allora sarò degna di essere amata”. Era questo il modo con cui volevo piacere a Gesù, essere amata da Lui.

Quante volte ho fallito! Potevo credere che Dio ama i peccatori, perché si ravvedono. Ma non potevo comprendere che Lui mi ama anche quando commetto peccato. Una notte Dio mi rivelò che Lui mi ama esattamente come sono e mi mostrò tramite la Sua Parola, la Bibbia, che ero molto preziosa ai Suoi occhi. E che dovevo guardare a me stessa come Lui guarda a me. Incontrai Gesù come “l’amante dell’anima mia”, come recita un vecchio canto spiritual. Tramite le Scritture la Sua voce amorevole mi cambiò in profondità. Lui mi rivelò di essere contento di vigilare nella mia vita di ogni giorno. Come un marito amorevole, Lui ama quello che faccio. Si rallegra per me perché sono una Sua figlia. Proprio come io mi rallegro per le mie due figlie, mia nuora, mio figlio e mio genero.

So di non essere l’unica a pensare di essere senza valore. Ci sono molte donne (ma anche diversi uomini) che non si sentono amate e valorizzate. E questo non dipende da quanto sei ricca, di successo o in alto nella scala sociale.

 

Qual è l’origine del sentirsi senza valore?

Spesso si tratta di ferite che abbiamo ricevuto, per lo più durante l’infanzia, che quando possiamo aver sperimentato per carenze e mancanza d’amore in famiglia o dintorni. La nostra reazione è stata di dolore, che abbiamo spinto in profondità nel cuore e lì lo conserviamo. Però l’origine di questo sentirsi senza valore non viene solo dal nostro passato. Esso è profondamente radicato nel genere umano. Viene da Satana in persona che non conosce l’amore incondizionato di Dio. Risultato: uomini e donne sentono forte il bisogno di essere apprezzati dagli altri. Soprattutto le donne vogliono essere apprezzate dagli uomini. Dalla Bibbia sappiamo che Dio ama gli uomini e le donne nello stesso modo. Come mai? Poiché entrambi, uomini e donne, sono fatti a immagine e somiglianza di Dio.

 

Alcuni versi della Bibbia sul nostro valore

  1. Dio mi guarda con ammirazione “Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo…” (dal libro di Isaia 43:4). C’è un coro che dice: “Signore, Tu sei più prezioso dell’argento. Signore, Tu sei caro più dell’oro”. Con questo canto esprimiamo adorazione al nostro amato Signore Gesù. Ma il significato reale di queste parole è proprio l’opposto. Infatti, in origine queste parole erano profetiche, tramite le quali Dio dice: “Figlio mio, per me tu sei più prezioso dell’argento, più caro dell’oro”. Dio ha fatto te e me in modo meraviglioso! Quando ti senti dimenticata o non apprezzata leggi il Salmo 139. Nei versi 1-6 dice che tu sei amata dal Padre celeste, Lui ti conosce, Lui ti circonda, perché tu sei una Sua figlia desiderata!
  2. Dio mi guarda con gli occhi di uno sposo! “Come la sposa è la gioia dello sposo, così tu sarai la gioia del tuo Dio” (dal libro di Isaia 62:5). Che cosa caratterizza l’amore tra lo sposo e la sua sposa? Il desiderio reciproco: dell’altro amano qualsiasi cosa (in tedesco “mit Haut und Haaren”, ovvero “con pelle e capelli”, tutto).
  3. Dio mi guarda tramite la salvezza di Cristo! “Il Signore, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acqueterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con grida di gioia (o con canti)” (dal libro di Sofonia 3:17). Questo passo parla del tempo della completa salvezza del popolo di Israele. Avverrà nel futuro. Però possiamo applicare questa Scrittura anche a coloro che hanno ricevuto salvezza. Come credenti sappiamo che la nostra salvezza è già compiuta. Da quando ho accettato Gesù come mio Salvatore, io l’ho fatto, sono come Dio mi vuole: sono una Sua figlia. Non perderò questa posizione per tutta l’eternità! Quindi ho il diritto di godere del fatto che Dio si rallegra per me. Posso sapere ogni giorno che Lui esulta per la mia vita. Qualsiasi siano le circostanze. Sofonia dice che Dio canta per me. E spesso io sento questo canto nel mio essere interiore. Questo mi dà pace in ogni circostanza, dovunque io sia. Il mio Padre celeste è con me, è vicino. Qualche volta ciò mi fa piangere, lì dove mi trovo, magari in cucina.
  4. Sono una figlia di Dio. Figlia dell’Altissimo. Figlia del Re dei re. Il titolo è Principessa! “Tutta splendore è la figlia del re, nelle sue stanze; la sua veste è tutta trapunta d’oro” (dal Salmo 45:13). Significa che ho una posizione reale. C’era una “posizione di prima”, e ora c’è un’altra posizione, quella “del dopo”. Prima c’erano altre relazioni. Ora il Re mi ha scelta come figlia. Per mezzo di questo, mi trovo in una nuova posizione. Il Salmo dice che dentro è una posizione splendida, gloriosa, eccezionale e di fuori è tutta trapunta d’oro. Il significato: la posizione di figlia rimane. Ma Dio sta compiendo un’opera di cambiamento in lei. Lei vive in una stanza. La stanza (o camera) che è il luogo dell’intimità, della relazione con l’amato. Qui Dio sta compiendo la Sua opera in Sua figlia che di fuori “è tutta trapunta d’oro”. C’è un detto anglosassone che dice così: “Weaving is connecting threads” e si può tradurre con “tessere è mettere insieme i fili”. Significa collegare, mettere insieme le attitudini di Dio con le mie. Collegare i Suoi valori con i miei.
  5. L’amore di Dio verso me non finirà mai! “Da tempi lontani il Signore mi è apparso. «Sì, io ti amo di un amore eterno…»” (libro di Geremia 31:3). Questa è senza dubbio una parola per Israele, ma anche noi delle altre nazioni la possiamo ricevere perché siamo inclusi in questo amore. L’amore di Dio è eterno. Che cosa significa questo per me oggi? Che Dio non vorrà mai separarsi da me. Ma devo domandarmi: “Questo corrisponde anche al mio desiderio?”La mia risposta è: “Io non voglio essere separata da te, mio Dio!” Faccio un esempio: nel primo anno di matrimonio sono stata separata da mio marito. Perché? Dovetti vivere in un’altra città, perché là mi avevano assegnato la prima scuola nella quale insegnare. Eravamo sposati, ma stavo con mio marito solo nei fine settimana. Essere separati proprio nel periodo del primo amore è stato davvero crudele. Quanto più Dio, nel Suo amore, desidera che Lui e noi non siamo mai separati! Per l’eternità.

Hannelore Illgen

 Hannelore Illgen, di Hannover, è stata per anni coordinatrice delle attività rivolte alle donne nell’ambito della “Pentecostal European Fellowship” (PEF – network dei movimenti evangelici di fede pentecostale a livello europeo al quale sono associate anche le Assemblee di Dio in Italia). Per 12 anni è stata responsabile del “German Pentecostal Women’s Ministry”, per 17 anni impegnata come editrice del periodico mensile del “German Pentecostal Movement” (BFP). Hannelore ha partecipato inoltre ai lavori di diverse iniziative e associazioni cristiane. Ha insegnato nella scuola primaria per 26 anni, sposata con Dieter, designer grafico, ha tre figli e tre nipoti.

da Cristiani Oggi – febbraio 2024