PRENDE E NASCONDE

Nel Vangelo di Luca 13:20-21 è riportato quanto Gesù ha detto: “E di nuovo disse: «A che cosa paragonerò il regno di Dio? Esso è simile al lievito che una donna ha preso e mescolato (nascosto) in tre misure di farina, finché sia tutta lievitata»”. Questa breve parabola narrata da Gesù è come uno scrigno che nasconde al suo interno dei tesori dottrinali fondamentali per chi vuole entrare a fare parte del regno di Dio.

Gesù parlando della farina afferma che, nonostante il suo grande potenziale, da sola non può trasformarsi in pane perché non ha capacità né vita in sé. La farina illustra molto bene la condizione spirituale dell’uomo, il quale, benché abbia un grande valore agli occhi di Dio, se non ha ricevuto vita da Gesù, non può autotrasformarsi in figlio di Dio.

Gesù prosegue parlando dell’importanza del lievito, l’elemento in grado di trasformare la farina in pane. Così avviene per mezzo della Sua parola: questa è una guida autorevole per l’uomo, perché ha la potenza di soccorrere chi desidera sperimentare un giusto rapporto di comunione con Cristo.

Infine nella parabola si evidenzia il ruolo determinante di chi deve preparare l’impasto per fare il pane. Di solito questo compito toccava alla donna: era lei infatti che per fare il pane doveva “nascondere” il lievito in tre misure di farina. Figurativamente ognuno di noi deve accettare per fede il Signore e “nasconderlo” nel proprio cuore, nella propria anima e nel proprio spirito (le tre misure di farina). L’espressione mescolare, o nascondere, suggerisce l’idea che il miracolo della nuova vita inizia per fede nel segreto del cuore e in seguito può essere visto anche dagli altri. Il corpo, l’anima e lo spirito, finalmente vivificati dalla potenza dello Spirito Santo, iniziano a gustare la dolcezza della comunione con Dio grazie a Cristo. Il regno dei cieli comincia finalmente a conquistare tutta la “pasta” imprimendo nell’uomo l’immagine del Re che lo governa, cioè Gesù.

Noi, e chiunque riceva Gesù quale proprio Salvatore, grazie alla genuina conversione non è più cittadino del regno delle tenebre, ma diventa cittadino del regno dei cieli. Allora che cosa dobbiamo fare? Prendere Gesù ricevendoLo quale nostro Salvatore, “nasconderLo” in noi e lasciare che agisca cambiando la nostra “struttura” interiore, in modo che poi, come conseguenza, Lo possiamo continuamente manifestare a favore del prossimo nella nostra vita.

Alessio Festa

da Cristiani Oggi – gennaio 2024