Io so in Chi ho creduto

Presa di mira e umiliata

ma Gesù ha cominciato un’opera buona in me

Mi chiamo Ilaria, ho 26 anni e ho avuto il privilegio di nascere in una famiglia cristiana. I miei genitori sono stati per me un grande esempio di fede; ma prima di aprire il mio cuore a Gesù ho trascorso diversi anni tra i “perché”.

Fin da piccolina cominciai a pormi tante domande esistenziali a cui non sapevo trovare una risposta esauriente. A causa di questo, arrivai al punto di chiudermi in me stessa e ad essere molto introspettiva.

Alle scuole medie, ma soprattutto alle superiori, i miei compagni di classe mi presero di mira: ogni giorno venivo umiliata senza riuscire a difendermi.

Perciò mi autoconvinsi di questo: se venivo presa in giro, significava che in me non c’era nulla di buono. Questa piccola voce di disprezzo si insinuò nella mia mente e via via prese sempre più spazio; tanti cattivi pensieri attraversavano la mia mente, torturandomi. Arrivai a credere che nella vita non avrei mai concluso nulla perché quello che per gli altri era semplice e naturale, a me in realtà costava fatica. Così disprezzavo me stessa. Mi chiedevo: “Perché Dio mi ha creata?”. Allora Egli non era il Dio d’amore di cui sempre avevo sentito parlare, dato che mi trovavo a vivere in quelle condizioni! Ripetevo a me stessa continuamente che essere “sensibile” o “emotiva” non erano pregi ma difetti che rendevano debole. Perciò decisi che da quel momento sarei cambiata. Mentre il mio cuore si induriva sempre più ad ogni tipo di emozione, nella mia solitudine divenivo ansiosa e sofferente a causa di continui attacchi di panico.

Durante questo periodo frequentavo la chiesa locale a cui appartenevano i miei genitori. Una sera, toccata da una predica, durante il culto settimanale, feci un tentativo: forse il modo migliore per capire chi fosse questo Dio, di cui avevo sempre sentito parlare, era leggere la Bibbia. Dunque cominciai a leggerla, partendo dalla storia di Gesù. Devo confessare che tante cose non le compresi subito, ma una cosa mi toccò profondamente: Gesù aveva sofferto per me! Compresi di avere sbagliato tutto, di essere una peccatrice ai Suoi occhi. Mentre lasciavo crescere l’idea di essere troppo sbagliata persino per Dio, cadevo nella disperazione. Qualche mese più tardi, mi iscrissi ad un campeggio evangelico: anche se non avevo molta voglia di parteciparvi ci andai ugualmente, chiedendo al Signore di cambiare la mia vita in maniera reale ed evidente. Il Signore ascoltò quella richiesta e il secondo giorno di campeggio mi salvò. Tutto il buio che fino a quel giorno mi aveva accompagnata, sparì alla luce splendente della Sua grazia e la ragazza che odiava provare emozioni si ritrovò a piangere come una bambina al cospetto della presenza di Dio, grata per il miracolo più grande che mi era stato concesso. Ebbi la certezza che grazie al sacrificio di Gesù ora appartenevo a Dio e una profonda pace invase il mio cuore; scese in me la consapevolezza che il Signore si sarebbe preso cura di me perché, come dice nella Sua Parola: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (lettera ai Filippesi 1:6).

Il Signore ha dato un senso e uno scopo alla mia vita: quello di servirLo per poi un giorno poterLo incontrare faccia a faccia, quando tornerà. Subito dopo avermi salvata mi mise in cuore di fare domanda all’Istituto Biblico Italiano e oggi, per la Sua fedeltà, sto frequentando il primo anno per conoscere più a fondo la Sua Parola, consacrarmi maggiormente a Lui e contemporaneamente comprendere il Suo piano per me.

Credevo di non avere speranze per il futuro ma, quando Dio è entrato nella mia vita, mi ha donato la gioia e la consapevolezza che Egli si prenderà sempre cura di me. Se anche tu ti senti così, apri oggi il tuo cuore a Gesù e scoprirai il valore della vera vita, quella per la quale Egli ti ha creato e per la quale ha dato la Sua.

Ilaria