Osservatorio cristiano

Fede virtuale? No, grazie!

So di trattare un tema ormai noto alla maggior parte dei lettori e di non presentare alcuna nuova scoperta, ma all’inizio di un nuovo anno ho bisogno di riflettere su un tema così scontato per alcuni, rinnovando nel mio cuore le posizioni bibliche e spirituali che permettano di vedere il Signore operare nella mia vita. La realtà virtuale è, per sua stessa definizione, una simulazione della realtà. In pratica, indica l’interazione con qualcosa che sembra reale, ma non lo è. Così ci si ritrova in un ambiente che non è reale, si incontrano persone e situazioni che non sono reali, tutti i sensi sono immersi in una finzione che ti fa sembrare reale ciò che non lo è. In poche parole si viene catapultati in una sorta di mondi alternativi, realizzando  un vissuto di totale coinvolgimento. Sino a quando parliamo di giochi, niente di male, se sappiamo distinguere il virtuale dal reale.

Il problema ha inizio laddove c’è confusione fra le due esperienze, fra il reale ed il virtuale. Intravedo il pericolo che ciò possa colpire la sfera spirituale dei vari internauti, con tutte le conseguenze nefaste che ne conseguono, in particolare quelle di vivere una fede virtuale, distanti dalla propria comunità, semplicemente attingendo da internet e dalla sconfinata rete che propone nuovi predicatori, nuovi gruppi di aggregazione (alcuni non usano più il nome chiesa…), nuovi insegnamenti, nuove rivelazioni, e così via. Navigando nella rete virtuale si ha la sensazione di trovarsi in una realtà alternativa. Ho voluto fare un breve excursus su questa temativa per appuntare alcuni punti  sulla mia agenda, da rivedere ogni giorno in questo nuovo anno che si va dipanando.

Con che cosa ti connetti?

La tecnologia ha messo a disposizione degli utenti periferiche sempre più sofisticate che permettono di vivere una realtà virtuale di tipo “immersivo”. Ci si può ora armare di un visore, oppure di un casco o di speciali occhiali speciali con auricolari, guanti che hanno soppiantato i vecchi joystick e i mouse. Si può addirittura indossare una cybertuta che avvolge il corpo e lo trasferisce in una virtuale realtà tridimensionale che, di fatto, annulla il mondo reale, immergendo la persona in una nuova avventura percepita in modo vivo come reale.

Quale periferica?

Riflettendo sull’utilizzo di queste “appendici” sono partito dal presupposto che la fede è reale, non un gioco immaginario o fantascientifico. Essa costituisce la vita reale di chi crede in Dio, di chi ricerca con l’amato Salvatore e Signore esperienze concrete che producono effetti tangibili nella vita di ogni giorno. E così mi trovo a scegliere di privilegiare una vista particolare delle cose, prodotta dalla Parola di Dio nella mia vita, e non da un visore virtuale. Solo in questo modo potrò avere una corretta visione per i giorni futuri e dire, con Paolo: “…io non sono stato disubbidiente alla visione celeste (Atti degli Apostoli 26:19) e, allo stesso tempo fisserò il mio sguardo non su un visore di realtà virtuale, ma “su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta” (Lettera agli Ebrei 12:2).

È per questo che vorrò anche, allo stesso tempo, stare ben attento a quanto odo lungo il cammino: “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!” (Vangelo di Luca 11:28), e a chi voglio prestare ascolto: “Io ascolterò quel che dirà Dio, il Signore: egli parlerà di pace al suo popolo e ai suoi fedeli, purché non ritornino ad agire da stolti!” (Salmo 85:8). Starò inoltre attento a quello che impugneranno, le mie mani, così da non vivere l’illusione virtuale del combattimento, avendo la consapevolezza che la Chiesa è sempre in guerra e quindi “non c’è congedo in tempo di guerra” (Libro dell’Ecclesiaste 8:8). Seguendo l’incoraggiamento della Scrittura le mie mani impugneranno “la spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (lettera agli Efesini 6:17), “…vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore” (lettera agli Ebrei 4:12), la sola che permetta di ottenere vittorie reali: “…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti” (seconda lettera ai Corinzi 10:4).

Infine cercherò qualcosa di reale che avvolga il mio corpo, che non crei illusioni virtuali, ma che sia una vera protezione in ogni tempo: “Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo … Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (lettera agli Efesini 6:11,13).

Quale scelta?

Qualcuno ha affermato che “il mondo virtuale strettamente inteso è un ambiente idoneo a compiere esperimenti di vita artificiale, studiare i comportamenti sociali degli umani e supportare nuove forme di comunicazione”. Senza nulla togliere alla scienza e alla sperimentazione volta a migliorare la qualità della vita dell’uomo, per quanto riguarda la mia vita spirituale voglio rifarmi a Colui che non ha bisogno di studiare o esperimentare nuove forme di comunicazione. Infatti “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (lettera agli Ebrei 1:1-2). La Sua è la Parola definitiva, che continua a parlare a coloro che credono in Lui, e che, per mezzo della Sua potenza, continua a sostenere e guidare il Suo popolo. Alla presenza di Dio ci immergiamo in una realtà spirituale che non ha niente di mistico né di immaginario! Qui possiamo gustare la Sua presenza, udire la Sua voce, acquistare nuove forze e siamo trasformati di gloria in gloria.

Ecco perché voglio affermare: “Fede virtuale? No, grazie!”