Osservatorio cristiano

recovery time

In questi mesi sentiamo spesso parlare di “Recovery Found”, di “Recovery Plan”… termini in lingua inglese che forse non avevamo mai sentito nominare prima, e che oggi sono diventati così usuali. Ma che cosa si-gnifica davvero la parola Recovery?

Come ogni altro termine, ha diversi significati e diverse traduzioni possibili, e tra queste le tre principali rimandano ai significati di Recupero, Ripresa e Guarigione.

Questi mesi che abbiamo vissuto hanno prodotto degli scombussolamenti senza uguali nell’intera società. Ad iniziare interiormente nelle persone e poi in ogni aspetto della vita, scolastica, lavorativa…

Come si dice che questo virus lasci degli effetti nel fisico delle persone per lungo tempo, così sembra che ci siano dei segni a livello psicologico, comportamentale e sociologico.

Ma quello che ci preoccupa di più, è che neppure i credenti e le chiese sono rimasti immuni da questo sconvolgimento mondiale. Nelle chiese si nota una percentuale variabile di credenti che non sono tornati a partecipare ai culti. Sentiamo un peso grande per i nostri giovani, adolescenti e ragazzi, che beneficiavano delle varie attività anche di aggregazione, che al momento non è possibile riprendere.

Anche noi corriamo il rischio di vivere di riflesso le paure e le ansie, di vivere quasi “in modalità sopravvivenza”, perdendo la visione spirituale e dimenticando le priorità della nostra fede.

Se quello che stiamo vivendo (come molti pensiamo) è soltanto “l’inizio di dolori”, non possiamo farci destabilizzare, ma dobbiamo fortificarci nel Signore, chiudere le brecce, per riuscire a “perseverare fino alla fine”!

Considerando i tre principali significati della parola Recovery, vediamo come si possono applicare alla nostra vita spirituale, prendendo spunto, per analogia, da un tempo del passato in cui, per il popolo di Dio, c’era bisogno di recuperare e di ricostruire: il tempo di Neemia.

 

TEMPO DI RECUPERO

“Parole di Neemia, figlio di Acalia. Nel mese di Chisleu del ventesimo anno, mentre mi trovavo nel castello di Susa, Anani, un mio fratello, e alcuni altri uomini arrivarono da Giuda. Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati, superstiti della deportazione, e riguardo a Gerusalemme. E quelli mi risposero: “I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in gran miseria e nell’umiliazione; le mura di Gerusalemme restano in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco”. Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza. Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo.” (Neemia 1:1-4)

Neemia, pur nella sua condizione e posizione privilegiata, si interessò alla condizione del suo popolo, si fermò, sentì il peso e lo portò a Dio…

Sentiamo urgente il bisogno di impegnarci per un “Tempo di Recupero” nella Chiesa!

A partire dai pastori, dai Consigli di Chiesa, da chi ha dei compiti di responsabilità con i giovani, i ragazzi, dai genitori che hanno la responsabilità maggiore per i propri figli… Neemia era certamente un leader, ma non fu lasciato solo in quel tempo di Recupero, di Ricostruzione. Sebbene lui fosse tra coloro che ne ebbero la maggiore responsabilità, fu aiutato da altri:

– nel 538 a.C. venne emanato l’editto di Ciro e circa 50.000 Giudei tornarono a Gerusalemme guidati da Zorobabele, governatore e Giosuè, sommo sacerdote;

– nel 520 a.C. vennero incoraggiati a riprendere i lavori nel Tempio dal ministerio profetico di Aggeo e Zaccaria;

– nel 445/433 a.C. Neemia arrivò con pieni poteri a Gerusalemme per riedificare le mura; poi, aiutato da Esdra, insieme “cercando il bene dei figli d’Israele” per circa 12 anni;

– nel 426 a.C. Neemia compì una seconda missione in patria;

– nel 398 a.C. Esdra, a capo di 2.000 persone, tornò a Gerusalemme come governatore e compì una riforma spirituale nel paese.

Non importa se siamo in prima linea e chiamati per nome come Neemia, Esdra ed altri, o se siamo come quei 50.000 o quei 2.000 di cui non conosciamo il nome, Dio conosce il nostro nome e si aspetta che siamo tutti al nostro posto per un “Tempo di Recupero” nella Sua Chiesa!

I nostri governanti dicono che bisogna fare in fretta per recuperare quanto perduto in questi mesi, perché altrimenti i danni causati da questa pestilenza potrebbero essere irrecuperabili… Anche noi tutti dobbiamo metterci in fretta, con impegno, per cercare di recuperare i nostri giovani, gli adolescenti, gli anziani soli, le famiglie e i singoli credenti che hanno mollato…

Fratelli, dobbiamo sentire questo impegno, e pregare che possa diventare capillare nella Chiesa, non apicale.

Non aspettiamo solo dagli altri, dai responsabili, dobbiamo sentire tutti la necessità e l’urgenza di un “Tempo di Recupero” e lavorare fianco a fianco, uno accanto all’altro.

Facciamo tutti la nostra parte! Sentiamo tutti il peso!

 

TEMPO DI RIPRESA

È interessante notare che il termine Ripresa in lingua inglese è sinonimo di Revival, Risveglio… Qui non sono solo i conduttori, i responsabili, che devono cercarlo, promuoverlo, ma la Chiesa assieme, partendo da un profondo e sincero ravvedimento, come Neemia, che, pur essendo un uomo fedele a Dio, si auto esaminò e confessò le sue colpe e le colpe del suo popolo al Signore, con una supplica profonda.

“Siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera che il tuo servo ti rivolge adesso, giorno e notte, per i figli d’Israele, tuoi servi, confessando i peccati dei figli d’Israele: perché abbiamo peccato contro di te; abbiamo peccato io e la casa di mio padre. Abbiamo agito da malvagi contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu hai dato a Mosè, tuo servo” (Neemia 1:6-7).

Anche l’apostolo Pietro esorta coloro che bramano un “Tempo di Ristoro”, di presentarsi a Dio con un profondo e sincero ravvedimento.

“Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesú” (Atti 3:19-20).

Sentiamo il bisogno di cercare dalla presenza del Signore un “Tempo di Ripresa”, un “Tempo di Risveglio” spirituale della nostra vita e di tutta la Chiesa!

Abbiamo bisogno di ricevere nuove forze dal Signore per destarci dal torpore, dall’abitudinarietà della nostra religiosità, dalla mediocrità spirituale.

Neemia lavorò duramente, ma il suo lavoro fu sorretto dalla forza e dalla presenza del Signore!

“…perché la benefica mano del mio Dio era su di me… Raccontai loro come la benefica mano del mio Dio era stata su di me, e riferii le parole che il re mi aveva dette. Quelli dissero: “Sbrighiamoci e mettiamoci a costruire!” E si fecero coraggio con questo buon proposito… Allora risposi loro: “Il Dio del cielo ci farà ottenere successo. Noi, suoi servi, ci alzeremo e costruiremo…” (Neemia 2:8b, 18, 20)

“Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: “Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo. Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!” (Neemia 4:14)

 

TEMPO DI GUARIGIONE

Sentiamo ogni giorno parlare di nuove cure, di terapie, aspettiamo con ansia l’annuncio di un vaccino veramente efficace… Mai come in questi tempi, vediamo quanto questo mondo ha bisogno di Guarigione!

Ma forse anche noi abbiamo bisogno di guarigione, anche nella nostra Chiesa c’è bisogno di guarigione: nei rapporti fraterni, per rafforzare la nostra comunione, per riacquistare fiducia fraterna, per superare le incomprensioni, per sanare le ferite…

Forse anche nella tua vita c’è bisogno di guarigione: per tornare al Signore, per riparare le brecce nel tuo cuore, per riparare quello che si è rotto dentro di te…

In un altro tempo difficile del passato, il profeta Malachia auspicava un tempo di Guarigione per il popolo di Dio.

“Allora quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l’un l’altro; il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il SIGNORE e rispettano il suo nome. “Essi saranno, nel giorno che io preparo, saranno la mia proprietà particolare”, dice il SIGNORE degli eserciti; “io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. Voi vedrete di nuovo la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve… Ma per voi che avete timore del mio nome spunterà il sole della giustizia, la guarigione sarà nelle sue ali…” (Malachia 3:16-18; 4:2)

 

Infine, dal momento che non parliamo di finanza, di mercato del lavoro, ecc… che sono governati da leggi precise di causa/effetto, ma che stiamo parlando di persone e di anime, sicuramente dobbiamo pregare per un “Recovery Time”, un tempo per cercare di recuperare, per cercare la ripresa, il risveglio, la guarigione…

Ma riflettiamo bene: non basta il migliore dei programmi, il piano più oculato, gli investimenti più cospicui; se io e te non vogliamo, non ci sarà mai un vero recupero, una vera ripresa, una vera guarigione.

 

Mauro Stevanato

 

Cristiani Oggi – anovembre 2020