Osservatorio cristiano

Vaccino

Un anno fa, a inizio gennaio 2020, come sempre tutti noi avevamo buoni propositi per l’anno nuovo: programmi, progetti, attese e speranze si connettevano fra di loro.
Eravamo del tutto ignari dell’emergenza sanitaria che sarebbe occorsa, causata da un nuovo virus altamente contagioso e completamente sconosciuto al nostro sistema immunitario che, anche se ne eravamo ignari, aveva già iniziato a circolare in Cina, in particolare a Wuhan, la città più popolata della parte orientale, perno del commercio e degli scambi.
Non avremmo mai pensato che questo virus, apparentemente così lontano geograficamente da noi, avrebbe potuto diffondersi e giungere fino alle nostre case causando tanti problemi a livello individuale e collettivo, per la salute, per i sistemi sanitari ed economici.
Ma in poco più di due mesi lo scenario globale è cambiato radicalmente e noi abbiamo dovuto imparare ad adattarci per far fronte a una spaventosa pandemia.
L’11 febbraio è arrivato il nome della nuova malattia causata dal coronavirus. Il nome, scelto dall’Oms, è Covid-19: Co e VI per indicare la famiglia dei coronavirus, D per indicare la malattia (disease in inglese) e infine 19 per sottolineare che è stata scoperta nel 2019.
Il virus, da subito aggressivo, ha seminato paura e morte, ma sembrava avesse terminato la sua virulenza con l’arrivo dell’estate.
Successivamente, una seconda ondata ha prodotto in Italia numeri di contagi davvero impressionanti.

IL VACCINO
La scoperta e lo sviluppo di un vaccino contro la Covid-19 sono gli obiettivi di un vasto sforzo scientifico a livello mondiale, volto alla ricerca e sperimentazione di un prodotto biotecnologico in grado di indurre l’immunità acquisita contro la malattia.
Ci si interroga sul suo utilizzo, sulla sua somministrazione in tempi rapidi e sulla individuazione, almeno inizialmente, di coloro che sono maggiormente esposti al virus, come il personale medico e paramedico.
Il raggiungimento di un vaccino efficace è l’obiettivo primario che tutto il mondo attende con ansia e apprensione.
Come credenti nati di nuovo, consapevoli del difficile momento che stiamo vivendo e della gravità della pandemia, non possiamo però dimenticarci di un’altra pandemia spirituale di cui la Bibbia ci parla.

L’UNIVERSALITÀ DEL PECCATO: IL VIRUS DIFFUSO TRA TUTTI GLI UOMINI
“Tutti hanno peccato, e sono privi della gloria di Dio” (lettera ai Romani 3:23).
Per alcuni il peccato non è altro che un concetto medievale, che aveva lo scopo di incutere timore nei fedeli.
Molti ritengono che il peccato sia una condizione relativamente naturale dell’essere umano e, di conseguenza, non poi così grave; altri ancora hanno limitato e classificato il peccato agli atti dell’omicidio e del furto, giustificandosi con espressioni tipo: “Io non sono un peccatore: non uccido e non rubo”.
Eppure la Bibbia parla del peccato diffuso in tutto il mondo, presente in tutti e le cui conseguenze sono disastrose e innegabili.
Le conseguenze del peccato si traducono in una esistenza lontana dalla presenza e dalla benedizione di Dio, che la Bibbia definisce come “morte spirituale”.
Oltre a tutto questo, il peccato porta ad una conseguenza ben più grave: l’eterna separazione da Dio.

IL VACCINO CONTRO IL VIRUS DEL PECCATO
“Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita” (libro di Numeri 21:9).
Qui troviamo il popolo di Israele che si ribella contro Dio e per la prima volta viene morso dai serpenti. Non era avvenuto prima e mai più accadrà.
Mosè, seguendo l’indicazione di Dio, forgia un serpente di rame, lo mette sopra un’asta in modo tale da renderlo visibile in tutto l’accampamento e spiega che Dio aveva detto che, chiunque avesse guardato al serpente di rame, sarebbe sopravvissuto al morso mortifero. Ecco il vaccino per il popolo di Israele.
Gesù stesso utilizza tale immagine come paragone nella sua conversazione notturna con Nicodemo: “E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (Vangelo di Giovanni 3:14-15).
Gesù fu innalzato su una croce e tutta l’umanità, avvelenata dal peccato, può ora guardare a Lui e vivere.
Infatti, il passo che abbiamo letto continua con quello che è il versetto chiave di tutta la Bibbia: “Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16)
Questa immagine riassume in modo chiaro il messaggio di salvezza che il Signore ci rivolge attraverso il Vangelo. Semplicemente “credere in Lui” per essere ricongiunti con Dio e avere una vita eterna con Lui.
Se è vero che le conseguenze del peccato sono disastrose, è altrettanto vero che la grazia di Dio viene incontro all’uomo che si pente.
La Sua grazia è gratuita, efficace e sicura contro il virus del peccato. Realizzare ciò è garanzia di vita eterna.
Carmine Lamanna

Cristiani Oggi – gennaio 2021