Un messaggio per te

Ferragosto

Secondo un vecchio detto siciliano agosto è il principio dell’inverno.

Quando inizia l’ultimo mese delle vacanze estive, ci si prepara a ricominciare l’anno lavorativo. Da anni si è scelto di fare festa a metà agosto. Che si tratti di una gita in campagna o montagna, oppure una cena in spiaggia, tantissimi scelgono di festeggiare Ferragosto.

Il significato del Ferragosto nelle origini

La giornata ha origini risalenti al periodo romano e al calendario pagano: il termine deriva dal latino feriae Augusti, momento in cui i romani si astenevano dai raccolti. Il nome significa “riposo di Augusto”, in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto.

Era stato proprio lui nel 18 a.C. a stabilire questa festività che andava ad aggiungersi ai Nemoralia e ai Vinalia rustica, feste che nel mese di agosto celebravano i raccolti e la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, il dio della terra e della fertilità nella religione romana. In questo modo, si concedeva al popolo un meritato periodo di riposo dopo le grandi fatiche delle settimane precedenti.

Anticamente, il Ferragosto era celebrato il primo di agosto con corse di cavalli, feste, decorazioni floreali, ma i giorni di pausa erano molti di più, tanto che si arrivava fino al 15 di agosto. Nacque, quindi, come riposo dal lavoro nei campi.

In molti luoghi ancora oggi, in memoria della tradizione contadina, viene acceso un falò. Fino al sinodo di Magonza (742 d.C.) i festeggiamenti di ferragosto erano vietati in quanto considerati come una festività

pagana. Patrizio, evangelizzatore dell’Irlanda, tollerò che fosse introdotto in quella nazione per la Pasqua come sostituto dei falò dei druidici pagani di primavera. Quel fuoco divenne così simbolo di Cristo.

L’affermazione del Ferragosto come festività religiosa

È stata la Chiesa cattolico-romana a spostare i festeggiamenti a questa data, assimilando la festa pagana intorno al VII secolo, quando è stata fissata al 15 agosto, giorno in cui si celebra la festività della cosiddetta “Assunzione di Maria”.

Secondo la tradizione cattolico-romana sarebbe il giorno in cui il corpo di Maria fu accolta in cielo.

Molte delle tradizioni diffuse ancora oggi nella giornata di Ferragosto derivano proprio da questi antichi

significati. Da festa pagana a cattolica, dunque.

Come si festeggia il Ferragosto?

Nel 2013, l’Unesco ha inserito la celebrazione nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Dal 1182 nelle Marche c’è la tradizionale “Cavalcata dell’Assunta di Fermo” con celebrazioni religiose, cortei in costume e tornei sportivi.

In Sardegna si celebra la “Faradda de li candareri”, nel cuore di Sassari. Una processione religiosa che deriva da un voto fatto alla Madonna nel 1652, che avrebbe poi salvato la città dall’arrivo della peste, al tempo maggiore motivo di morte in Europa.

Nel mondo non scarseggiano i festeggiamenti del Ferragosto. A Madrid celebrano la “festa della Paloma”, in Irlanda la “Féile Mhuire ‘sa bhFomhar”, in Canada “l’Acadian day”. Il 15 agosto In India si festeggia l’indipendenza del Paese ottenuta nel 1947. Il Paese fu allora diviso in due stati: l’attuale India, a maggioranza induista, e il Pakistan, a maggioranza musulmana.

Il Ferragosto a confronto con l’insegnamento biblico

Probabilmente l’invito dell’apostolo ai credenti romani: “Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza; senza contese e gelosie” (lettera ai Romani 13:13), includeva anche i festeggiamenti di Ferragosto.

Gozzovigliare, in greco komois, significa: “festeggiare, banchettare, mostrare intemperanza, avere un comportamento immorale e permissivo, dando sfogo ai desideri più bassi”.

Ubriachezze, in greco methais, significa “prendere droghe tossiche o bevande per oscurare le facoltà, i sensi e, intossicarsi con il proposito del piacere o desiderio; cercare di allentare il controllo della morale per amore dei piaceri del corpo, essere intossicati o ebbri”.

Immoralità, in greco koitais, indica “fornicazione, sesso prematrimoniale, adulterio, immoralità sessuale”.

Dissolutezza, in greco aselgeiais, denota “sensualità, essere sregolati, dissolutezza, perversione; rapporti sessuali disordinati, lascivia, vivere una vita selvaggia, sfrontata e immorale”. È desiderio eccessivo, irrefrenabile che consuma i pensieri e il carattere. Contese, significa “litigi, dispute, questioni”. È il desiderio profondo in una persona che vuole onori, riconoscimenti, autorità, ruoli.

Naturalmente non bisogna demonizzare il Ferragosto in sè. È un giorno come tutti gli altri del calendario, è un dono divino. Non è il caso di proibire lo stare insieme con la famiglia o la chiesa per non conformarsi alle abitudini dei non credenti. L’importante è vivere quel giorno come un momento di riposo e comunione familiare. La mente dell’uomo è stata infettata dal peccato e ha necessità di essere rinnovata.

Resta fermo che il credente non deve conformarsi, modellare se stesso secondo il mondo: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).

Quello che le Sacre Scritture dicono è evidente. Il credente deve essere trasformato e cambiato interiormente: la sua natura, essenza, personalità, essere interiore, l’io, devono essere cambiati.

Ogni occasione, momento, ricorrenza, festività, deve essere vissuta da figli di Dio. Anche il Ferragosto.