Un messaggio per te

Potenza utilizzata male, potenza utilizzata bene

Il 6 agosto di quest’anno tutto il mondo ricorda il settanquattresimo anniversario dell’utilizzo di una potenza devastante usata per compiere un massacro e far capitolare un popolo. I bombardamenti atomici, prima di Hiroshima e poi di Nagasaki, furono i due attacchi nucleari operati sul finire della seconda guerra mondiale dagli Stati Uniti in Giappone, che segnarono l’epilogo del conflitto.

Il mattino del 6 agosto 1945 alle ore 8:15 l’aeronautica militare statunitense sganciò dal bombardiere Enola Gay la bomba atomica denominata Little Boy sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno Fat Man su Nagasaki provocando immediatamente un numero di vittime elevatissimo (si stima fra 100.000 e 200.000 civili). È stato il primo e unico utilizzo in guerra di tali armi che hanno provocato danni diretti e indiretti di enorme gravità, vere armi di distruzione di massa.

 

Anche oggi l’uomo ha un nemico che cerca di utilizzare una ben più potente arma di distruzione di massa, capace di penetrare le difese migliori, di oltrepassare i bunker più profondi, e portare morte eterna. È il peccato.

La Bibbia afferma che “il salario del peccato è la morte”, ma lo stesso verso della Parola prosegue affermando che Dio non rimane immobile di fronte al piano di devastazione dell’avversario per l’uomo, ma ha un progetto meraviglioso per lui: “…ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (lettera di Paolo ai Romani 6:23).

Sì, duemila anni fa un’altra potenza, non devastante né distruttiva, ma in grado di ricostruire le vite distrutte, è stata mandata non per far capitolare un popolo, ma per aprire i cuori all’amore di Dio: Dio è amore (prima lettera di Giovanni 4:8).

C’è stato un fanciullo migliore di Little boy che è venuto in mezzo a noi, che è cresciuto e si è manifestato nella Sua potenza d’amore: è Gesù.

Questa potenza meravigliosa Dio l’ha mandata affinché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna!

Che differenza con quella di Little boy! Questa è una potenza meravigliosa: non dà morte, ma vita!

Purtroppo gli effetti devastanti del lancio della bomba sono stati duraturi nel tempo e hanno portato morte per anni ancora con vite deformate e conseguenze terribili.

Gli effetti della venuta del fanciullo, Colui che è cresciuto in mezzo agli uomini e si è manifestato quale Figlio di Dio, invece, sono stati per la vita e non per la morte, per la Salvezza delle anime e non per la distruzione dei popoli.

Nella sinagoga dove si recava con gli altri ebrei, un giorno fu consegnato a Gesù il rotolo del libro di Isaia dal quale poté pubblicamente leggere agli astanti quanto, profeticamente, era già stato scritto della Sua venuta e del Suo operato: “Lo spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria. Essi ricostruiranno sulle antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, rinnoveranno le città devastate, i luoghi desolati delle trascorse generazioni. (libro di Isaia 61:1-4).

Un vero uomo, ma Figlio di Dio, è venuto per portare la Buona Notizia, il Vangelo: per tutti quelli che hanno il cuore spezzato, per tutti quelli che sono afflitti, per tutti quelli che sono prigionieri di paure, di angosce, di vizi, di dipendenze, c’è una Buona Notizia! È quella di una potenza non distruttiva, ma costruttiva, non di annientamento, ma di Salvezza a disposizione anche per loro, anzi, per chiunque crede in Lui, Gesù.

Questa Buona Notizia, questo Vangelo, oggi viene presentato anche a te per ricostruire ciò che era distrutto, le rovine di un rapporto, il luogo desolato delle difficoltà, senza vergogna né timore.

L’apostolo Paolo scriverà: “Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: «Il giusto per fede vivrà». (Lettera ai Romani 1:16).

Fede è un movimento del cuore, che prima guarda solo se stessi e poi guarda verso Dio fiduciosamente, sapendo che Lui, l’Onnipotente, è potente a salvare perdonando ogni peccato per mezzo del sacrificio di Gesù sulla croce.

Per fede credi che l’Eterno era, è, e sarà in grado di intervenire in ogni tipo di difficoltà spirituale, esistenziale, relazionale e materiale.

Fede è confidare nella verità della Sua immutabile Parola credendo che “a Dio ogni cosa è possibile” e che, perfino nelle malattie, Lui è e rimane l’Eterno io sono, Colui che ti guarisce.

Sì, il Padre ha mandato non un Little boy devastante, ma il Suo unigenito Figlio per compiere un’opera di ricostruzione del rapporto interrotto fra Dio e l’uomo a causa del peccato: “Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati sanati” (prima lettera di Pietro 2:24).

 

Duemila anni fa la potenza dell’amore di Dio, non devastante o distruttiva, in grado di ricostruire, è stata mandata per riscattare l’uomo dalla schiavitù del peccato e dalla condanna a morte, per conquistare e aprire i cuori all’amore di Dio: “Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (prima lettera di Giovanni 4:16).

Ne parliamo non per celebrare un memoriale, ma per invitarti a sperimentare questa dolce potenza salvifica e ristoratrice che penetra nell’anima portando un nuovo sentimento verso Dio, una nuova vita nei rapporti interpersonali, un rinnovato desiderio di vivere una vita piena, esuberante e gioiosa nell’attesa di incontrare, fra brevissimo tempo, Colui che ha compiuto tutto per questo. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui“ (seconda lettera ai Corinzi 5:17-21).

Sì, più che un ricordo, è un incoraggiamento a rivolgerti a Dio, una supplica dal mio al tuo cuore, perché tu che stai leggendo possa compiere quel passo di riappacificazione con Dio che ha portato tanto bene all’anima mia e che, sicuramente, così potrà fare per la tua. “Ti supplichiamo nel nome di Cristo: sii riconciliato con Dio”.

 

Lorenzo Framarin