Vita cristiana

Una fede certa

alla ricerca di speranza in un mondo confuso

 

Una fede certa?

“Nel mondo ci sono milioni di persone, come può Dio interessarsi proprio a me?”.

“Sono soltanto un piccolo ingranaggio di un gigantesco meccanismo. Non conto nulla”.

“Dio mi sembra molto distante. Come posso sapere con certezza che mi ama?”.

“Ho sentito dire da alcune persone che Dio è con loro. Come posso sapere se è anche con me nella vita di tutti i giorni?”.

“Non riesco neanche a perdonare me stesso, come posso credere che Dio mi perdoni?”.

“Il giorno del giudizio e la morte riempiono il mio cuore di paura”.

“Come posso essere sicuro che la morte non sia davvero la fine di tutto?”.

“Esiste davvero una vita oltre la morte?”. “Dopo la morte, dove andrò?”.

Molte persone si pongono queste domande o altre simili, che possono essere fonte di grande preoccupazione e infelicità.

L’incertezza dell’esistenza, l’apparente silenzio e la presunta inattività di Dio riempiono di paura e insicurezza.

Alcuni ritengono che sia una forma di orgoglio e di presunzione dire che si possa conoscere Dio ed avere vita eterna.

 

Possiamo esserne veramente certi?

Può anche darsi che tu creda in Dio, sia stato battezzato e vada regolarmente in chiesa, e tuttavia non sei capace di affermare con certezza d’essere un credente. In alcuni giorni credi di esserlo, in altri pensi proprio di non saperlo. Tenti di vivere all’altezza delle esigenze di Dio con la speranza che alla fine tutto si aggiusterà, ma in realtà non lo sai veramente.

Nel profondo del tuo cuore desideri ardentemente avere la certezza interiore di essere perdonato, di appartenere a Dio e di conoscere il Suo amore nella tua vita.

 

Come posso sapere che Dio mi ama?

La creazione parla dell’amore di Dio.

Guardati attorno e contempla il mondo che Dio ha creato. Contempla la splendida bellezza e i colori accattivanti, l’immensità dello spazio e la meraviglia del cielo stellato, il movimento senza sosta del mare, la maestà delle montagne, la dolcezza delle colline e delle valli, il disegno di un fiocco di neve e la mole ingombrante dell’elefante: tutto parla di Dio.

Anche noi siamo parte della Sua creazione.

 

La venuta di Gesù mi parla dell’amore di Dio

Posso formarmi una qualche idea del Creatore osservando la creazione, esattamente come posso imparare qualcosa di Bach studiando la sua musica.

Tutto questo però rimane piuttosto vago. Dio rivela Se stesso nella creazione, ma la Sua piena rivelazione è avvenuta quando ha inviato Suo Figlio, Gesù Cristo, nel mondo.

Questa è la prova più grande dell’amore di Dio. “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Vangelo di Giovanni 3:16).

La Bibbia mi parla dell’amore di Dio. La Bibbia parla molto a lungo dell’amore di Dio per tutti. Sovrabbonda di promesse sull’amore del Signore per noi. Dio dice: “Sì, io ti amo di un amore eterno” (libro di Geremia 31:3).

Nel libro del profeta Osea c’è una bellissima e intima immagine dell’amore di Dio: “Io insegnai al mio popolo… sorreggendolo per le braccia; … Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:3-4).

 

Dio conosce tutto di te

“Ci sono così tante persone nel mondo, come è possibile che Dio ami proprio me?”.

Talvolta noi immaginiamo Dio come un telefonista sovraccarico di lavoro che cerca disperatamente di filtrare tutte le telefonate in arrivo.

Dio non è un superuomo, è molto, molto più grande di quel che la nostra mente limitata possa mai immaginare. Egli ha perfetta conoscenza. Il salmista lo presenta così in uno dei Salmi più conosciuti: “Signore, tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero. Tu mi scruti quando cammino e quando riposo, e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci appieno. Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me. La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci. Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra” (Salmo 139:1-6, 13, 15).

 

Dio si prende cura di te, individualmente!

Hai un valore così grande per Lui, che ha mandato Gesù: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato, e io ti amo” (Isaia 43:1, 4).

 

Un nuovo rapporto

Ormai stanchi della dittatura del peccato e disillusi da una vita vana, aneliamo ad una vita nuova. Riconosciamo il nostro peccato, ci “pentiamo” e gli voltiamo le spalle. Affidiamo la nostra vita a Gesù Cristo e chiediamo a Lui di assumerne il controllo.

Per il credente, il nuovo paese è il Regno di Dio. Per il credente la nuova autorità è la sovranità di Dio.

Ecco come l’apostolo Paolo descrive questa nuova condizione: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (seconda lettera ai Corinzi 5:17).

Hai posto la tua fiducia in Cristo?

Lo hai accettato come Signore nella tua vita? Allora tu sei nel Suo regno, sotto la Sua protezione, sei un credente, appartieni al Signore per l’eternità.

 

Adottato nella Sua famiglia

L’immagine dell’adozione viene utilizzata nella Bibbia per mostrare la condizione giuridica dei credenti nella famiglia di Dio: “…ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: ‘Abbà! Padre!’” (lettera ai Romani 8:15).

Paolo usa il più confidenziale e intimo “Abbà” (papà) per dire “Padre”.

Credendo in Gesù noi diventiamo non soltanto figli, ma anche eredi giuridicamente riconosciuti.

Gesù è Figlio ed erede di Dio. Anche noi diventiamo eredi con Lui, coeredi, e avremo tutte le benedizioni e i diritti dell’eredità che Egli conserva per il Suo popolo: “È piaciuto al Padre mio dare a voi il regno”, dice Gesù. Molto prima che noi sentissimo parlare di Cristo, prima ancora della nostra risposta di fede, il Suo amore era già stato manifestato per noi; siamo stati salvati e siamo entrati a far parte della famiglia di Dio per condividere con Cristo la gloriosa eredità che appartiene a tutti i figli di Dio. Principi e principesse del regno di Dio: questo siamo in Cristo!

 

Accettato come sei

Questa è la pietra angolare della fede cristiana: tu non devi diventare buono, prima di essere accolto da Dio. Se le cose stessero così, nessuno di noi sarebbe mai diventato un credente.

Dio ci accetta non perché c’è qualcosa di buono in noi o qualcosa che abbiamo fatto per meritarci la salvezza, ma unicamente a motivo di Gesù, per ciò che Egli è e che ha fatto per noi.

Gesù prese su di Sé, al nostro posto, l’intero peccato.

Dio dichiara “giusti” noi, peccatori colpevoli, perché Gesù, l’innocente, per puro amore subì le conseguenze dei nostri peccati. Così noi siamo giustificati da parte di Dio per la fede in Cristo e la Sua morte per noi. Gesù è morto al mio posto, a causa del mio peccato.

Quando Dio mi guarda vede Cristo in me.

Come posso dubitarne?

Non mi resta che accettarLo con gioia, con umiltà e con ringraziamento.

Ecco come Paolo presenta l’intera situazione: “… Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Gesù Cristo è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amo re di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (lettera ai Romani 8:31-35, 37-39).

 

Dio perdona i tuoi peccati

Una conseguenza del peccato è la separazione da Dio. Nulla di male può sussistere alla Sua presenza, allo stesso modo in cui le tenebre non possono coesistere con la luce.

Questa è la ragione per cui Dio può sembrare lontano e irreale, senza interessarsi alle nostre frustrazioni e alle nostre ansietà.

Questa è anche la ragione per cui sembra che le nostre preghiere non riescano ad oltrepassare il soffitto della nostra cameretta.

La morte di Gesù sulla croce ci dimostra che Dio ci ama, che ci accetta come siamo e perdona i nostri peccati per la fede riposta in Lui. Gesù ha scontato completamente le conseguenze di tutto il peccato umano: “Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio …” (prima lettera di Pietro 3:18).

Il perdono dei nostri peccati si basa esclusivamente sulla completezza dell’opera di Gesù sulla croce.

Poco prima di morire Cristo esclamò a voce alta: “È compiuto!” (Vangelo di Giovanni 19:30). Questo fu un grido di vittoria: “L’opera è stata portata a termine! Il debito per il peccato dell’uomo è stato pagato, è finito, cancellato per sempre”.

Non potremmo mai guadagnarci il perdono. La Bibbia ci dice che anche le nostre buone opere sono come spazzatura, paragonate all’assoluta perfezione di Dio.

Il sacrificio di Gesù sulla croce ci ricorda che l’enorme debito del nostro peccato è stato pagato da Cristo, una volta per sempre.

Quando accettiamo Gesù nella nostra vita, riceviamo il perdono di Dio.

Ogni peccato che abbiamo commesso viene cancellato per sempre: “Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe” (Salmo 103:12).

Dio non perdona soltanto tutti i nostri peccati, ma li dimentica completamente: “… io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato” (libro di Geremia 31:34).

Potresti trovare difficile capire e accettare tutto questo, ma la misura dell’amore di Dio per te è proprio questa.

Una delle più belle immagini dell’amore e del perdono di Dio si trova nella parabola del figliol prodigo, narrata da Gesù (nel Vangelo di Luca al capitolo 15 da verso 11). Il figlio più giovane vuole avere il denaro dell’eredità per vivere la sua vita in piena autonomia. Sperpera tutte le sue sostanze e, quando rimane senza niente, si ricorda del padre e decide di tornare a casa, aspettandosi di essere sconfessato e punito. È veramente pentito: “Ho peccato contro Dio e contro di te; non so no più degno di essere chiamato tuo figlio”.

Ma il padre lo abbraccia, gli fa portare un vestito nuovo e un anello, il segno della sua dignità di figlio.

Non c’è una parola di rimprovero, ma soltanto amore, accoglienza e perdono totale.

Nella lettera agli Efesini troviamo una sintesi di quest’opera in queste parole: “… a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia che egli ha riversata abbondantemente su di noi …” (Efesini 1:6-8).

 

Un futuro certo

Malattia e sofferenza fisica, tragedie, incidenti e morte capitano ai credenti, come alle altre persone, per il semplice fatto che sono esseri umani.

Noi soffriamo a causa dell’avidità e dell’egoismo altrui, perché siamo parte della società e tutto quel che facciamo si riflette, nel bene o nel male, sugli altri.

Ma Dio ci promette un nuovo corpo, un corpo di risurrezione, simile a quello di Gesù risorto.

Come un uccello ha una conformazione fisica adatta per volare nell’aria, il pesce per nuotare nell’acqua e l’uomo per vivere sulla terra, così ci sarà dato un corpo adatto per vivere alla presenza di Dio. Nella prima lettera di Giovanni è scritto: “Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è” (3:2).

Il credente può affrontare il mondo, la vita e tutto quello che riserva, il futuro, ed anche la morte stessa, con totale fiducia, che non deriva da noi stessi o dalla nostra forza e sapienza, ma si trova nel nostro Dio, onnipotente, onnisciente e amorevole. “Colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria” (lettera di Giuda 24) “… colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (prima lettera di Giovanni 4:4).

“In tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (lettera ai Romani 8:37).

Dal momento in cui permettiamo allo Spirito Santo di riempire la nostra vita, sperimenteremo la vita vittoriosa di Gesù in noi, che ci darà una sempre maggiore fiducia in Lui: “… siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito” (seconda lettera ai Corinzi 3:18).

 

E tu, che cosa aspetti per avere una fede certa nel Signore Gesù, per il tuo oggi, per il tuo domani, per la vita eterna?

Solo in Gesù puoi avere vera speranza, sicurezza e certezza: “Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il Signore: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi», dice il Signore” (libro di Geremia 29:11-14).

Dio ti benedica!

 

Cristiani Oggi – settembre 2019