5° Congresso Missionario Mondiale della Assemblee di Dio

Dal 18 al 20 di ottobre 2018 si è tenuto a Madrid il 5° Convegno Missionario Mondiale delle Assemblee di Dio. Al convegno hanno partecipato i delegati di ben 92 nazioni.
Le Assemblee di Dio in Italia sono state rappresentate dai membri del Comitato del Dipartimento Estero e da altri credenti intervenuti dalle varie chiese.
Il primo oratore è stato il Pastore Asa Kain del Bangladesh che ha predicato sul senso di necessità e d’urgenza che la Chiesa deve avvertire nell’adempiere il Grande Mandato che il Signore Gesù ci ha affidato.
Altri oratori si sono alternati nel corso della prima giornata del congresso predicando sul tema “Obbligati a potare l’Evangelo ai non raggiunti”.
Nel mondo ci sono più di 3 miliardi di persone che non hanno mai avuto accesso al Vangelo. La Chiesa è “obbligata” a fare tutto il necessario per raggiungerli perché la salvezza contemplata nel Grande Mandato riguarda anche costoro.
Sono state altresì mostrate delle interessanti ed edificanti relazioni con lo scopo di illustrare ciò che si sta facendo nei confronti dei rifugiati e delle vittime di traffico umano. Dio è all’opera riscattando, salvando e abilitando migliaia di persone visitate nei campi profughi e sulle strade delle varie città.
Il culto principale della serata è stato celebrato da più di 1.300 partecipanti al Congresso; credenti, pastori e responsabili nazionali che hanno a cuore l’opera delle missioni.
Il predicatore ufficiale è stato il fratello Doug Clay, presidente delle Assemblee di Dio degli Stati Uniti; il tema del sermone metteva in evidenza l’opera e l’azione insostituibile dello Spirito Santo nella nostra vita, nel ministero e nell’attività missionaria.
Lo Spirito Santo è stato invocato e celebrato durante il culto, è sceso con potenza sull’assemblea e ha elargito i Suoi doni e le Sue copiose benedizioni.
Durante la seconda giornata del Congresso ha presieduto il culto il fratello David Wells, presidente dell’Opera Pentecostale Canadese, mentre il predicatore è stato il fratello George Wood, presidente della World Assemblies of God Fellowship (WAGF).
Il tema affrontato, tratto dall’Epistola ai Romani 1:15, aveva per titolo “Io sono pronto”; proprio  perché nel passato altri sono stati pronti a predicare l’Evangelo, ha consentito che a questo congresso potessero partecipare credenti provenienti da più di 90 nazioni del mondo.
Nella nostra generazione vogliamo anche noi essere maggiormente responsabilizzati ad essere pronti e adempiere il Grande Mandato che il Signore Gesù Cristo ci ha affidato.
1. Io sono pronto a predicare della potenza di Cristo.
2. Io sono pronto ad accettare la grande responsabilità di predicare il Vangelo.
3. Io sono pronto a predicare perché sono sostenuto da una grande certezza.
Il programma è proseguito sulla materia delle Missioni e nello specifico si è trattato il tema del dare come beneficio della Chiesa e dei credenti per partecipare all’adempimento del Grande Mandato.
Una chiesa ripiegata su se stessa non cresce, può solo esistere. Solo una chiesa che ha una visione globale della sua chiamata vedrà uno sviluppo in maturità e numero. Offrire per le Missioni è un privilegio e una responsabilità  del popolo di Dio, il quale sente forte la necessità di accompagnare sempre i missionari e il lavoro che essi svolgono attraverso la preghiera.
Durante il culto successivo, il messaggio della Parola è stato predicato dal pastore Michael Dissanayeke, presidente delle Assemblee di Dio dello Sri Lanka, nazione dove non sempre è facile predicare il Vangelo. Quest’ultimo ha sottolineato nuovamente il senso di responsabilità dei credenti che sono “obbligati” a predicare l’Evangelo: adempiere il Grande Mandato non è facoltativo, ma ciascun credente nato di nuovo è “obbligato” a farlo.
Successivamente, molto toccante e intenso è stato il momento della preghiera per i missionari. A centinaia si sono presentati all’appello e i direttori dei vari Dipartimenti Missioni sono stati invitati a pregare per loro.
Anche questo Congresso Missionario è giunto alla conclusione ma non la volontà e l’impegno di compiere il Grande Mandato che la Chiesa è chiamata ad adempiere.
Quanti hanno partecipato, ritornano alle proprie case rinnovati nello Spirito, confermati nella chiamata ricevuta e sempre più convinti del senso di urgenza di predicare il Vangelo fino all’estremità della terra.
L’intero mondo è campo di lavoro e in qualità di credenti abbiamo una grande responsabilità verso coloro che ancora non credono.
Gesù sta tornando, non rimane molto tempo, vogliamo continuare ad adempiere il Grande Mandato che il Signore Gesù ci ha affidato con zelo, rinnovato vigore e pieno coinvolgimento.
“Io corro con quelli che corrono”. Purtroppo tanti non vorranno impegnarsi nelle missioni e non comprenderanno che la chiamata della chiesa è globale e non solo locale ma, grazie a Dio, altri sentiranno il peso dei perduti, non solo di coloro che sono accanto a noi ma anche di coloro che sono lontani, oltre la nostra Gerusalemme e, allora: “Io corro con quelli che corrono”.
Il Signore ci aiuti ad adempiere alle nostre responsabilità con gioia perché “LE MISSIONI SONO FATTE DAI PIEDI DI QUANTI VANNO, DALLE GINOCCHIA DI QUANTI PREGANO E DALLE MANI DI QUANTI DANNO”