Campo di missione Eurasia

Mi chiamo Andrea, sono cresciuto in una famiglia cristiana evangelica e sono stato circondato da credenti fino a quando ero un ragazzino. Per tale ragione, sia all’interno della chiesa che all’interno della mia famiglia, ho avuto il privilegio di ricevere i giusti insegnamenti biblici, che sono stati inculcati nel mio cuore e nella mia mente. Con il passare del tempo è cresciuta in me la fede in Gesù e presto feci l’esperienza della “nuova nascita” accettandoLo come mio personale Salvatore. Ricordo che, fin da quando ero ragazzo, il Signore rispondeva alle mie preghiere e si rivelava nella mia vita in modo meraviglioso e soprannaturale. Riguardando il mio passato, posso confermare che, ogni istante della mia vita, è stato nelle Sue mani e che ha diretto i miei passi in ogni occasione e circostanza che è venuta a presentarsi. Nella Sua immensa grazia, mi ha dato la possibilità di crescere e maturare in un ambiente sano e sereno; non mi ha fatto mai mancare nulla, né sotto l’aspetto spirituale né sotto l’aspetto materiale; nella Sua infinita bontà ha corretto e diretto i miei passi quando stavo perdendo la giusta direzione. Inoltre, nella difficile e tanto critica età adolescenziale, quando la vita comincia a spalancare le porte delle occasioni, il Signore, tramite la predicazione della Sua Parola e attraverso il consiglio dei miei genitori, mi ha aiutato a scegliere per Lui e, grazie a questo, Egli mi ha evitato dolorose o compromettenti esperienze.
Ogni volta che guardo al mio passato, mi rivedo come il figlio descritto nel Vangelo che ha sempre abitato nella casa del Buon Padre, e devo ammettere che, talvolta, non mi sono accorto delle ricchezze spirituali presenti in questa casa. Ho avuto momenti bui, problemi sentimentali, ho attraversato difficoltà lavorative e scoraggiamenti personali, ma Dio è stato sempre fedele e buono con me al punto che ho sempre potuto dire: “Fin qui il Signore mi ha soccorso”. Ringrazio il Signore per aver messo in me, fin da piccolo, il desiderio di servirLo e di dare la mia vita per la gloria del nostro Signore Gesù affinché potessi essere uno strumento al Suo servizio “per salvarne ad ogni modo alcuni….” (I Cor. 9:22)

Fin da quando ero un adolescente, ho sempre avuto nel cuore un particolare interessamento all’opera delle missioni. Questo interesse è sempre rimasto vivo nel mio cuore, ma allo stesso tempo silente, fin quando mi innamorai di una ragazza che, a sua volta, amava Dio e l’opera missionaria. Nel nostro stare insieme, la nostra vita prese una direzione ben precisa e definita, secondo la Volontà del Signore per il quale ci diceva “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” Marco 16:15.
Mentre eravamo ancora fidanzati, dopo aver ricevuto varie conferme da parte del Signore, lasciammo entrambi il lavoro e ci recammo in Inghilterra per frequentare una scuola di discepolato ad orientamento missionario con l’organizzazione denominata YWAM (Youth with a Mission), che prevedeva tre mesi di addestramento teorico e due mesi di addestramento pratico in Malesia ed Indonesia.

Furono mesi intensi e meravigliosi, ma altrettanto sfidanti e impegnativi sotto tutti i punti di vista. Ma da quella esperienza Dio rafforzò in me il forte desiderio di servirLo attraverso le missioni. Pochi mesi dopo, nel 2007, io e mia moglie ci sposammo con l’intenzione che da lì a poco saremmo partiti per un campo di missione. Ma non arrivarono particolari opportunità: Dio ci stava semplicemente dicendo di lavorare nel posto dove eravamo e fare al meglio il nostro compito. Negli anni seguenti pregammo affinché si aprissero altre porte. Nel 2009 ci recammo in India per portare aiuti ad un orfanotrofio e inoltre fummo chiamati a sporadiche collaborazioni con altre associazioni missionarie: nel nostro cuore era sempre vivo e forte il desiderio di servirLo in questo campo, ma non avevamo ancora chiarezza di quali fossero i piani di Dio, né tantomeno si creavano opportunità di servizio in tal senso. Nel frattempo la famiglia si allargò, infatti Dio ci donò due splendide bambine che, nel 2016, avevano 4 e 2 anni. In quell’anno cresceva in me una forte e determinata consapevolezza che proprio questo sarebbe stato l’anno della svolta! Cominciai a valutare opportunità con agenzie missionarie americane, spinto dal sentimento di dimostrare a Dio la mia determinazione ad adempiere il Grande Mandato che Lui ci ha affidato e di servirLo nelle missioni, ma non potevo ignorare il percorso compiuto fino a quel momento con le Assemblee di Dio in Italia, opera che avevamo servito per anni tramite la nostra chiesa locale. Era tutto chiaro: la chiamata, la visione e il tempo… ma mancava la nazione. Mia moglie in particolare desiderava una conferma sulla destinazione, ed infatti, poiché Dio è fedele, negli ultimi mesi mise nei nostri cuori una nazione dell’Eurasia Centrale (per motivi di sicurezza non è possibile specificare il luogo esatto). Sappiamo per certo che questa è la porta che Dio ci ha aperto perché, la forte determinazione di entrami, la profonda pace che Egli ha messo nei nostri cuori e la certezza di essere al centro della volontà del Padre Celeste, costituiscono un’incredibile conferma.

Mi chiamo Carla e sono nata in un paesino del sud Italia nel 1977 in una famiglia appartenente alla fede tradizionale, ma solamente di nome in quanto non praticavamo e non frequentavamo la chiesa. Quando avevo solo 4 mesi, mio padre si trasferì all’estero per motivi di lavoro, perciò sono cresciuta con mia mamma e i miei fratelli. Mio padre ci sosteneva economicamente e veniva a trovarci tre volte l’anno: nel periodo di natale, di pasqua e nel mese di agosto. Per me lui era come un miraggio, ad un certo punto compariva e poi scompariva velocemente. Mia madre dovette ricoprire, oltre al già difficile ruolo di mamma, anche quello di padre, trovandosi ad affrontare svariate situazioni sempre da sola, dalle malattie alle difficoltà quotidiane e senza mai poter contare sull’aiuto di nessuno. Crescendo, cominciai a nutrire dentro di me il sentimento dell’odio: odiavo quella nazione estera che mi aveva sottratto il padre e odiavo i miei genitori perché, a mio parere, avrebbero potuto fare delle scelte diverse per assicurare a me e alla mia famiglia una vita “normale”. Mentre dentro il mio cuore cresceva l’odio, esternamente si formava una corazza dura che mi rendeva ribelle, insensibile ed egoista nei confronti di chiunque e verso qualsiasi cosa. L’unica cosa che mi importava era solamente che io stessi bene e null’altro. Mia madre accettò il Signore quando avevo 14 anni, ma la sua fede non mi interessava. Nella mia adolescenza, infatti, cominciai ad affacciarmi al mondo degli adulti. Avevo un forte desiderio di libertà, che mi portò a commettere vari errori, ma già da allora era come se ci fosse un amico invisibile che in qualche modo si prendeva cure di me. Ma ancora non sapevo chi fosse. Quando ero piccola mio nonno mi portava con sé in una piccola chiesa che frequentava, una chiesa cristiana evangelica. Nel mio cuore credevo in quel Dio di cui mio nonno mi parlava, e cominciavo a vedere come Egli si muoveva nella mia famiglia: ero come se fossi una spettatrice degli eventi che si succedevano. Pensavo inoltre, che la religione fosse più adatta agli anziani piuttosto che ad una ragazza giovane e ambiziosa quale ero io, quindi, decisi di rimandare la mia eventuale scelta per Dio all’età di 70/80 anni!

A 18 anni, dopo il liceo, mi trasferii al Nord per intraprendere gli studi universitari. Questa scelta apparentemente mi appagava e mi rendeva felice. Finalmente, vivevo lontano da casa e pensavo di aver conquistato la libertà che tanto desideravo, non avevo nessuno che mi potesse controllare e tutte le sere potevo uscire con le mie nuove amiche. Ma dopo circa un anno, nel 1997, mi resi conto che questa felicità era solo apparente e sentivo nel mio cuore una profonda delusione. Mi chiedevo il perché di questo mio senso di malessere e tristezza, non riuscivo a comprenderne il motivo dal momento che apparentemente sembrava tutto funzionasse: non avevo nessun tipo di difficoltà con lo studio e superavo tutti gli esami che sostenevo, non avevo problemi di nessun tipo ed ero libera di fare ciò che volevo. Eppure… eppure ero insoddisfatta. Sono stata sempre una ragazza solare ed ottimista, ma in quel periodo caddi in una specie di crisi. Per una strana coincidenza, proprio vicino alla mia abitazione, scoprii che c’era una chiesa evangelica e, un giorno, memore di quello che avevo vissuto da bambina con mio nonno, decisi di visitarla. Nel mio cuore stava nascendo il desiderio di conoscere Dio. Promisi a me stessa che se non l’avessi trovato in questa circostanza e che se nulla fosse cambiato, avrei chiuso questo capitolo e sarei tornata alla mia solita vita. Appena entrata in chiesa, una donna mi regalò una Bibbia e mi disse: “Leggila, dovunque tu ti trovi, cerca il Signore e Lui si farà trovare!”. Queste parole toccarono il mio cuore e la mia mente perché constatavo che non c’era nessun interesse da parte di questa persona. Non mi fu detto: “Vieni qua, che puoi trovare il Signore…”, ma: “leggi la Parola di Dio. Egli è ovunque, sicuramente ti parlerà”! Pertanto, cominciai a leggere la Bibbia e da lì ad una settimana avvenne un miracolo: un libro che consideravo al pari di tutti gli altri, parlò direttamente al mio cuore: mi sentivo profondamente peccatrice e sporca davanti al Signore. Davanti alla santità della Sua Parola, percorsi mentalmente tutta la mia vita e considerai i miei sbagli. Capii che tutto quello che facevo era solo perché volevo seguire la massa, volevo vivere il di più per riempire quel vuoto che c’era dentro di me. Grazie alla Parola di Dio, finalmente, scoprii quell’amico invisibile che mi aveva sempre accompagnato e protetto: Gesù!
Sentii nel mio cuore di essere amata, sentii la presenza di Dio oltre ad una pace profonda. Da quel momento in poi, Egli diede un senso nuovo alla mia vita, donandomi la vera pace, la vera gioia di vivere, un nuovo amore per la mia famiglia, ma sopratutto, da quel momento, ebbi la certezza del perdono dei peccati e della vita eterna! Meraviglioso! Un miracolo possibile solo a Dio, l’Eterno! Sentii indirizzate proprio a me le parole scritte nell’epistola ai Romani “…Dio mostra la grandezza del proprio amore per ME in questo: che mentre ERO ancora peccatore, Cristo è morto per ME!” (Romani 5:8).

Dopo due anni dalla mia conversione, nel 1999, all’età di circa 21 anni, Dio sensibilizzò il mio cuore per i bisogni della chiesa perseguitata. Durante un culto, Egli mi chiamò personalmente, decisi di arrendere completamente la mia vita al Signore, e gli promisi di seguirLo DOVUNQUE e per sempre. Dopo quella arresa, varie volte Dio parlò al mio cuore in maniera chiara ed inequivocabile. Mi diede la possibilità di vivere esperienze meravigliose e uniche, esperienze che convergevano verso l’opera missionaria nei confronti di popoli bisognosi. Infatti mi diede l’opportunità di fare un viaggio in Cina per portare delle Bibbie e uno in Tailandia per portare aiuti con lo scopo di costruire case dopo il tragico evento dello tsunami. Inoltre, Dio guidò varie situazioni affinché potessi frequentare la scuola di discepolato in Inghilterra e di svolgere il relativo tirocinio in Asia.
Il mio cuore continuava a battere per le missioni e in questi 17 anni non ho mai dubitato che Dio avesse sbagliato ad indirizzare la mia vita in questo campo o che io avessi sbagliato a capire quale fosse la Sua volontà. Semplicemente ero in attesa di sapere “dove” andare. Insieme a mio marito, per il quale ringrazio Dio ogni giorno, abbiamo continuato a pregare nei nove anni di matrimonio successivi e, finalmente, arrivò la risposta che tanto desideravamo: una direzione, una certezza, un punto di partenza, una nazione dell’Eurasia Centrale!
Cosa ci ha dato la sicurezza e la convinzione che fosse giusta la nazione scelta? Tante apparenti “casualità”, tante risposte nei modi più svariati, e la certezza profonda dentro il nostro cuore. Man mano tutto divenne più chiaro e non avemmo nessun dubbio. A distanza di un anno e mezzo da quando ci siamo stabiliti nel campo di missione, possiamo dire che MAI abbiamo avuto rimorsi o ripensamenti. La nostra visione per la nazione in cui viviamo è vedere la presenza diffusa della chiesa tra tutti i gruppi non raggiunti. Il nostro impegno è quello di condividere il messaggio di salvezza con chiunque riusciamo a entrare in contatto. Cerchiamo di parlare con i nostri vicini, amici, conoscenti e con chiunque stabiliamo un legame durante le evangelizzazioni su strada. Purtroppo, questa zona del mondo richiede un lavoro molto discreto per varie motivazioni politiche e religiose, di conseguenza occorre investire lentamente e con pazienza nelle vite delle persone. Pregate per noi perché Dio tocchi i cuori e salvi il maggior numero di vite affinché la Sua opera possa compiersi anche in questa zona.
Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele. Ti ho stabilito come la luce delle nazioni, perché tu sia la mia salvezza fino alle estremità della terra». Isaia 49:6

Dio ci benefica.

Andrea e Carla

Le MISSIONI sono fatte dai PIEDI di quanti vanno, dalle GINOCCHIA di quanti pregano e dalle MANI di quanti danno.