Campo di missione

Mi chiamo Francesca Pino e sono nata in una famiglia cattolica. Fin da piccola ho sempre creduto in Dio pur non essendo particolarmente religiosa. Mi ponevo non poche domande riguardo Gesù, ma nonostante cercassi di trovare risposte in merito, nessuno sapeva rispondermi in maniera esaustiva. La preghiera era qualcosa che non mi apparteneva; sapevo dell’esistenza di Dio, ma non conoscendolo, vivevo la mia vita come se non ne facesse parte.

Ma all’età di 13 anni, quando a motivo della malattia di mia nonna, mi scontrai per la prima volta con la realtà della morte. Fu allora che cominciai a rivolgermi a Dio. Una gran paura della morte prese il mio cuore e la mia mente, al punto di soffrire di forti attacchi di panico. Sapevo che esisteva il paradiso ma sapevo anche che esisteva l’inferno; la mia preghiera costante, insieme alle tante altre preghiere recitate a memoria, era: “Signore, se muoio voglio venire da te”.

Intanto la mia condizione peggiorava fino a quando furono costretti a ricoverarmi. Passai un lungo periodo in ospedale, seguita da psicologi e sotto terapia di psicofarmaci. Ritornata a casa cercavo di distrarmi e di soffocare la mia paura della morte, uscendo e circondandomi di amici, frequentando locali e cercando ogni forma di divertimento.

Ma tutto ciò non riusciva a risolvere il mio problema e quando la sera mi trovavo sola nel mio letto mi sentivo insoddisfatta e triste; avvertivo un profondo bisogno di essere amata, avevo bisogno di qualcuno che sapesse rispondere alle mie domande riguardo Dio. Sognavo spesso di essere perseguitata dal nemico che voleva impaurirmi e scoraggiarmi a cercare Dio, ma pregando il Signore, Egli veniva in mio soccorso. Il mio cuore era assetato di Dio e fu così che l’aiuto dall’alto arrivò. Dio mise in me il desiderio di leggere la Bibbia; pensai che, se avessi voluto conoscere Dio, l’unica maniera era trovare risposte nella Sua Parola.

Così effettivamente avvenne. Leggendo cominciai a comprendere molte cose a me sconosciute e a conoscere Gesù, quel Gesù di cui io ero sempre stata desiderosa di sapere di più. I miei occhi cominciarono ad aprirsi su diverse realtà, cominciai a capire che molte delle cose che facevo erano considerate peccato agli occhi di Dio. Tuttavia non vi era un cambiamento nella mia vita e nel mio cuore, sentivo che il peso del peccato mi opprimeva. Cominciai a frequentare la scuola superiore e lì conobbi una ragazza evangelica che da poco aveva ricevuto la salvezza. Facevo molte domande alla ragazza divenuta mia amica e constatavo che, tutte le risposte che dava alle mie domande, coincidevano con ciò che avevo letto nella Bibbia. Lei mi spiegò che se avessi pregato e chiesto al Signore di parlarmi per mezzo della Sua Parola, lo Spirito Santo mi avrebbe aiutato e Dio avrebbe potuto parlare direttamente al mio cuore.

Così cominciai ad approcciarmi in maniera diversa quando leggevo la Sua Parola. Prima avevo una conoscenza razionale delle cose di Dio, ma quando cominciai a chiedere l’aiuto dello Spirito Santo, fu il mio cuore ad essere toccato ed Egli dava risposta a tutto ciò che Gli chiedevo in preghiera. Il Signore lavorò il mio cuore fino a quando, ascoltando un cantico che parlava del sacrificio della croce, realizzai che Gesù aveva dato la Sua vita per me, il Suo sangue era stato sparso per me e per i miei peccati. Chiesi semplicemente perdono e in un istante il mio cuore fu sgravato da quel macigno che sentii rotolare dal mio cuore; una profonda pace e certezza del perdono entrò in me, inoltre, fui guarita in quello stesso momento dalla mia malattia.

La paura della morte scomparve, il bisogno d’amore fu colmato: finalmente avevo trovato Dio! Lessi in Galati 5:1 ‘’Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore’’. Ciò che è scritto lo realizzai appieno dentro di me per la grazia infinita di Dio. Immediatamente cominciai a domandare perdono e a riconciliarmi con tutti quelli con i quali non parlavo da tempo. Il mio carattere era cambiato, tutto il mio rancore, la mia irritabilità non c’erano più. Qualche giorno dopo entrai per la prima volta in una chiesa evangelica e riconobbi che lo stesso Dio che mi aveva salvato era lì presente in quel luogo.

Fin da subito cominciai a parlare di Gesù agli altri e testimoniai della mia guarigione ai medici che mi seguivano. Ricordo che la psichiatra che mi prescriveva gli psicofarmaci, non voleva farmi sospendere la terapia e disse a mia madre: “Tra un po’ di tempo sua figlia diverrà atea”. Ciò nonostante decisi di sospenderla perché ero certa che Dio mi aveva veramente guarito! Dopo aver conosciuto Gesù e la verità del Vangelo, l’insegnante di religione decise di portare in classe una giovane missionaria cattolica la quale ci raccontò a sua esperienza. Era ritornata da poco dall’Africa e spiegava della necessità e del suo desiderio di portare il Vangelo in questa terra. Nella mia mente pensai: “Lei è stata disposta a lasciare tutto per andare in Africa a portare un “falso” Vangelo, e io che ho conosciuto la verità?”. Mi sentii responsabile e coinvolta in prima persona.

Da quel momento in poi il pensiero e l’amore per l’Africa non mi hanno mai abbandonato. Tuttavia, ero consapevole che per fare ciò vi era bisogno di una chiamata particolare e io non reputavo di averla ricevuta. Intanto parlavo di Gesù a scuola, e se qualche insegnante veniva in classe per fare supplenza non mi lasciavo scappare l’opportunità. Il mio sogno ad occhi aperti era diventato quello di evangelizzare. Intanto cominciai a pregare per capire che strada intraprendere dopo il diploma, e quelli che erano i miei progetti di diventare una stilista, cambiarono perché sempre più forte era il desiderio di servire il Signore: desideravo spendere la mia vita completamente per Lui.

Dopo il battesimo in acqua cominciai a servire il Signore nel canto nella mia comunità locale, e cominciai a ricercare il battesimo nello Spirito Santo. In questo periodo feci un sogno di cui non racconto i particolari che inizialmente compresi solo in parte, ma che rimase impresso nel mio cuore. Solo più tardi ne compresi il pieno significato. Ciò che posso raccontare è che Dio mi aprì gli occhi per vedere la condizione spirituale di chi mi stava intorno e un uomo di alta statura di cui non vedevo le sembianze mi prese per mano da un determinato luogo per portarmi fuori in un campo vasto, dove insieme cominciammo a correre lontano. Quell’uomo era Gesù.

A 18 anni il Signore compì la sua promessa battezzandomi di Spirito Santo. Egli mi parlò dicendomi: “Lascia tutto e seguimi e io farò di te una pescatrice di uomini”. Non nascondo che per un momento pensai di dover lasciare la scuola nella mia ingenuità. Ma poi compresi che Dio voleva aiutarmi a terminare i miei studi, così come aveva aiutato i discepoli nel loro lavoro compiendo il miracolo della pesca, per poi dedicarmi al suo servizio. In seguito Dio mi concesse la possibilità di frequentare l’Istituto Biblico, fu un periodo di grande benedizione e consacrazione a Dio. La mia preghiera era di ricevere una conferma se era veramente Lui a chiamarmi per andare in Africa o se era semplicemente un mio desiderio, e Gli feci una richiesta particolare. Fino a quel momento non vi erano missionari inviati dal Dipartimento Estero in Africa, e lo Spirito Santo mi spinse a chiedere che il pastore che doveva venire ospite la settimana seguente nella mia comunità dicesse che sarebbe partito per l’Africa. Pregai, ma la richiesta mi sembrò assurda. La settimana seguente Dio esaudì questa mia strana richiesta.

Il pastore ospite sarebbe stato proprio il primo missionario inviato in Africa dal Dipartimento Estero! A questo seguirono una conferma dopo l’altra, tramite la predicazione della Parola, tramite incontri apparentemente casuali, incoraggiamenti ispirati dallo Spirito Santo. Dopo il primo anno alla scuola biblica, il Signore mi spinse a fare richiesta per un ulteriore secondo anno di studi e proprio in quel periodo che Dio mi parlò dicendomi che sarei stata messa in condizione di scegliere se partire per la mia “terra promessa” o meno.

Non è stato facile decidere di iniziare questo meraviglioso cammino, ma Dio è fedele e nonostante le mie debolezze e le mie paure, oggi eccomi qui, in ubbidienza a servire il Signore nello stato del Niger!

Atti 13:47 “Così infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo: “Io ti ho posto come luce dei popoli, perché tu porti la salvezza fino all’estremità della terra”»

Francesca Pino

Contributi dal campo di missione

Orfanotrofio "Il buon samaritano" - Niamey

Presentazione del Niger

Le MISSIONI sono fatte dai PIEDI di quanti vanno, dalle GINOCCHIA di quanti pregano e dalle MANI di quanti danno.