Campo di missione

Mi chiamo Raffaella Capasso e ho 26 anni. Sono nata in una famiglia cristiana evangelica e, fin da piccola ho avuto grazia di ricevere insegnamenti conformi alla Parola di Dio e di poter conoscere il Signore, non solo tramite le parole, ma soprattutto tramite il comportamento e l’esempio della mia famiglia! Nonostante ciò il mio percorso personale verso la salvezza fu graduale.  All’età di 12 anni iniziai a credere che Dio non esistesse, iniziai a credere che fosse un’astrazione ideata dai miei genitori per dare un senso alle loro azioni. Iniziai a credere che anche se fosse esistito, era troppo impegnato per potersi curare di una ragazza come me. Era come se ogni giorno ricoprissi il mio cuore con strati di pietra sempre più spessi al punto da rendermi in certi aspetti insensibile, scettica e disinteressata! 

MA … nei “Ma” di Dio sono davvero racchiusi tutti i segreti della sua sapienza e della sua potenza  e ancora oggi non trovo le parole giuste per ringraziarLo per quel suo intervento nella mia vita e per quel MA …

Una sera mentre ero a casa, credendo di essere sola, avvertii sensazioni comuni alla maggior parte delle persone: solitudine, tristezza, insoddisfazione. Non ne capivo l’origine e non capivo l’intensità di quel vuoto. In quello stesso momento entrò nella stanza mia madre, che non riuscendosi a spiegare il motivo di quelle lacrime iniziò a raccontarmi la storia di mia nonna e di come aveva conosciuto il Signore. Mia nonna era credente, convertitasi a Cristo nella sua giovane età, a differenza di mio nonno, molto ostile alle cose di Dio e talvolta dimostrava il suo disappunto anche con la violenza. Lei continuava a rimanere aggrappata a Dio ad ogni costo, nonostante le circostanze fossero palesemente avverse. Mentre ascoltavo, non riuscivo a capacitarmi da dove quella donna prendesse le forze per andare avanti e come potesse amare così tanto un Dio che non interveniva prontamente e che le facesse vivere tutto ciò. E mentre riflettevo, mia madre racchiuse il tutto con una frase: 

“Lei amava Dio ed era disposta a dare la vita per Lui semplicemente perché Lui l’aveva fatto per primo! Imparerai ad amare Dio non solo per quello che Egli fa ma per quello che Egli è.” 

Quelle parole frantumarono il primo strato di pietra che circondava il mio cuore. Ma dato che al Signore non piace lasciare le cose a metà, il giorno dopo durante una lezione di Scuola Domenicale mi parlò nuovamente. Ricordo ancora le parole del mio monitore:  “il Signore vuole fare di te una grande servitrice ma non si accontenta di una piccola parte del tuo cuore, lo vuole tutto”. 

E così fu, il Signore si prese interamente il mio cuore e la mia vita, e io provai quella completezza e quella gioia che bramavo da sempre! Completezza che in questa vita solo il Signore può donare! 

Tempo dopo, il Signore chiamò a se il mio monitore. Io ero semplicemente l’ultimo frutto del lavoro affidatogli da Dio. Iniziai a riflettere sulla possibilità di affidare il mio futuro interamente a Lui. La mia preghiera era che anche io come quel suo servitore potessi formare Cristo nelle persone e affinarle al senso delle cose di Dio! Iniziai a servirlo proprio nella stessa classe di Scuola Domenicale dove ero stata salvata fino a quando però il Signore non mi rivolse un’altra chiamata! Una chiamata che però ha avuto la sua attuazione esattamente dieci anni dopo… 

Il pastore predicò in Deuteronomio 30:11-20 dicendo che quello che Dio avrebbe messo nel mio cuore non sarebbe stato né troppo lontano né troppo difficile, ma era proprio lì affinché io lo mettessi in pratica.  Come di consueto appuntavo tutto sulla mia agenda ma quella sera feci un eccezione, appuntai due pensieri che in quell’ultimo periodo stavano diventando frequenti: il primo era un luogo, il Burkina Faso (sarei dovuta partire di li a qualche giorno con un fratello, ma il viaggio fu annullato) e il secondo era un target di persone a cui riferirmi. Il Signore aveva messo nel mio cuore il desiderio di continuare i miei studi nell’ambito dell’interpretariato per le persone sorde. Ho sempre considerato queste due cose separatamente e con il tempo finii anche per dimenticare questi appunti! 

Iniziai gli studi all’Ente Nazionale Sordi dove sono stata per 3 anni, e proprio mentre mi stavo preparando alla fine del terzo anno, il Signore mise nel mio cuore il desiderio di dover consacrare a Lui un anno della mia vita e inviai la domanda per L’Istituto Biblico Italiano. Per poter descrivere tutte le esperienze che Dio mi ha dato grazia di fare lì servirebbe un libro. So solo che dopo quella meravigliosa esperienza io ero un’altra persona, con un altro sentimento, con un’altra visione. La consapevolezza delle mie mancanze e delle mie debolezze e la conoscenza un po’ più profonda del mio Dio, la continua meditazione della Sua parola e l’educazione anche ad una vita di preghiera mi hanno reso una persona diversa. E non lo ringrazierò mai abbastanza per questo, per il percorso di studi, per il percorso di formazione e per l’occasione che mi ha dato di incontrare servi e serve di Dio meravigliosi. 

Ricordo in particolare che, durante un culto, Dio parlò nuovamente al mio cuore e mai potrò dimenticare la sensazione che ancora oggi porto nel cuore, la sensazione di aver trovato la MIA promessa! Parlava di piedi che andavano e di luoghi che Lui mi avrebbe dato. Riferimenti che non caratterizzarono solo quel culto ma furono la sintesi perfetta del mio anno!

Durante l’anno accademico ebbi anche modo di incontrare il fratello Douglas Ouedraogo, responsabile di ADI-Aid in Africa che mi presentò la realtà del Burkina Faso. Mostrò un video specifico dove apparve un Istituto per bambini sordi. Il collegamento che ora mi sembra banale all’epoca non fu per niente scontato perché avevo completamente rimosso dalla mente quello che scrissi tempo addietro. Confesso che in alcuni circostanze paura e dubbi sono stati innumerevoli,  come innumerevoli però sono state le risposte avute dal mio Dio! 

Una risposta in particolare mi ha accompagnato durante tutto il percorso fatto fin ora:

Allora Rut si gettò giù, prostrandosi con la faccia a terra, e gli disse: «Come mai ho trovato grazia agli occhi tuoi, così che tu presti attenzione a me che sono una straniera?»  Boaz le rispose: «Mi è stato riferito tutto quello che hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo, per venire a un popolo che prima non conoscevi. Il SIGNORE ti dia il contraccambio di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte del SIGNORE, del Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!»  Lei gli disse: «Possa io trovare grazia agli occhi tuoi, o mio signore! Poiché tu m’hai consolata, e hai parlato al cuore della tua serva, sebbene io non sia neppure come una delle tue serve».” (Ruth 2:10-13)

C’era da fare una scelta coraggiosa e dopo tutto quello che Dio aveva fatto per me non potevo tirarmi indietro. Ritrovai l’agenda e capii che quei due desideri erano più collegati che mai! Quindi conoscevo il posto giusto e il tempo stava per giungere, feci domanda di candidatura al Dipartimento delle Missioni Estere quando ancora stavo completando i miei studi. Durante questo anno di attesa ci sono stati molti impedimenti, arrivarono anche moltissime proposte di lavoro e altre proposte di continuare gli studi, ma le ho rifiutate tutte perché ero già stata scelta dal Re dei re nonostante le mie mancanze e i miei limiti, e non potevo desiderare di meglio. 

Ora mi trovo da aprile 2018 qui in Burkina Faso, l’inizio non è stato semplice, oltre al francese e al moore (lingua del luogo) ho dovuto imparare anche la lingua dei segni che viene utilizzata sul posto dalle persone sorde, la strada è ancora lunga ma con l’aiuto di Dio, si iniziano già a vedere i primi progressi. 

Sono impegnata tutti i giorni nell’Istituto per bambini sordi e in un orfanotrofio gestito dalle Ad del luogo. Nel mese di agosto abbiamo avuto modo di organizzare un campeggio esclusivamente rivolto a persone sorde e la partecipazione è stata strabiliante: più di 100 sordi oltre a 30 ragazzi dell’Istituto, per alcuni di essi  è stata la prima volta che hanno sentito parlare del Signore nella loro lingua! Alcuni erano già convertiti, sono stati svolti così degli studi mirati sulla santificazione e sulla consacrazione nella vita cristiana.

Vi chiedo di pregare per quest’opera perché a volte, soprattutto con i ragazzi, troviamo impedimenti da parte delle famiglie ma crediamo che se Dio ha iniziato quest’opera non ci saranno per lui ostacolo insormontabili! 

Da qualche settimana Dio mi ha dato modo di incontrare un gruppo di circa 30 sordi e quindi di iniziare con la traduzione dei culti in modo che il messaggio dell’Evangelo possa giungere anche a loro attraverso un ulteriore mezzo! 

Non so cosa mi riserverà il futuro, se resterò qui, se ci saranno altri spostamenti ma una cosa è certa, la Persona a cui ho affidato la mia vita è Fedele. 

Spero che, alla fine di tutto, sia trovata fedele al mio Dio e che possa affermare ciò che ha scritto l’apostolo Paolo  “Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.”  Filippesi 3:12-14

Contributi dal campo di missione

Orfanotrofio "Il buon samaritano" - Niamey

Presentazione del Niger

Le MISSIONI sono fatte dai PIEDI di quanti vanno, dalle GINOCCHIA di quanti pregano e dalle MANI di quanti danno.