Profughi a Pantelleria

A seguito dei recenti sviluppi politici e militari nei paesi della costa meridionale del Mediterraneo, sono avvenuti anche nell’isola di Pantelleria numerosi sbarchi di migranti clandestini. Nonostante che questi sbarchi non abbiano avuto  risonanza nei mass media, purtroppo anche qui si sono verificate gravi situazioni che hanno mietuto vite umane.
Il 14 aprile scorso in località Arenella, zona situata in prossimità del centro abitato di Pantelleria, è accaduta una tragedia. Centonovanta persone a bordo di un’imbarcazione che ne poteva trasportare al massimo venti si è incagliata sul fondo roccioso caratteristico di quel tratto di mare. A causa del fortissimo vento le onde hanno sbattuto la barca  facendola inclinare su un fianco e i naufraghi, aiutati dalle forze dell’ordine e da volontari sopraggiunti in quel momento, sono stati tratti in salvo.
Da una conta dei naufraghi, in un primo tempo, risultavano disperse tre persone. I corpi di due di queste, due donne,  venivano trovati senza vita dopo lunghe e angosciose ricerche. Dopo qualche giorno anche il corpo dell’altro disperso è stato trovato tra gli scogli in prossimità del luogo del naufragio. Tra tutti i naufraghi, venti bambini sono stati accolti  presso la struttura ospedaliera del comune di Pantelleria.
Durante l’avvenimento mi trovavo fuori sede ma, al mio rientro avvenuto il giorno successivo, con i fratelli della comunità ADI di Pantelleria ci si è attivati per fare il punto della situazione cercando di comprendere che cosa avremmo potuto fare per queste persone in difficoltà. Abbiamo contattato il responsabile della Protezione Civile, il Comandante dei Carabinieri, il Sindaco e i responsabili delle Associazioni di Volontariato, cercando di coordinarci. Successivamente si è tentato di individuare i bisogni più urgenti ai quali le istituzioni non erano state in grado di sopperire. Ci siamo adoperati con carte internazionali affinché i profughi, a turno, potessero contattare le loro famiglie.
Abbiamo fornito frutta fresca, pranzi, cene per tutti i profughi del centro di accoglienza. Abbiamo anche donato cellulari, indumenti, calzature e quant’altro si è potuto per cercare di rendere più umana la loro permanenza nei locali di una caserma ormai in disuso adibiti a improvvisato centro di accoglienza.
La fratellanza della Chiesa ADI di Pantelleria ha potuto ripetutamente offrire dei cibi preparati nelle case per i  centonovanta profughi. Ma, oltre all’assistenza materiale, abbiamo cercato fra questi migranti quanti fossero di fede  cristiana e, con grande gioia, abbiamo censito cinquantadue credenti evangelici, per la maggioranza giovani, quattordici francofoni e trentotto anglofoni. Tra questi ultimi tre si sono qualificati come pastori, uno delle Assemblee di Dio del Congo. Una volta stabilito il contatto abbiamo tenuto dei culti presso  la struttura ospitante, dato che l’eventuale loro partecipazione alle nostre riunioni di culto avrebbe causato non pochi problemi logistici, non potendo essere trasferiti
da veicoli non autorizzati. Ogni sera, alle ore 20 e 30, tutta la comunità di Pantelleria si è unita con i nostri fratelli in Cristo per celebrare il culto al Signore. Dio ci ha dato grazia di vedere il personale del campo e le forze dell’ordine presenti interessati alla predicazione della Parola, tradotta in francese e in inglese. I culti celebrati hanno dato l’opportunità di  annunciare il lieto messaggio di “Tutto Evangelo” ai presenti, alle forze dell’ordine, ai volontari, ai visitatori.

Il Prefetto di Trapani, accordatosi con il Comandante dei Carabinieri, ha poi concesso il permesso a questi credenti di  partecipare al culto presso i nostri locali di via Bovio 10 a Pantelleria. Così, grazie a Dio, domenica 24 aprile abbiamo  avuto la gioia di vedere il locale di culto gremito di fedeli di diversa lingua e colore, ma uniti nel Signore come un solo   uomo, per adorare il nostro comune Salvatore Gesù Cristo.

I classici inni evangelici cantati al Signore fanno parte del patrimonio mondiale delle nostre chiese e, tradotti nelle  rispettive lingue, sono stati elevati a Dio. La presenza dello Spirito Santo si è manifestata in modo reale, tutti sotto  l’unzione dello Spirito ci siamo sentiti una Chiesa sola in Cristo. I fratelli del Comitato Zona Sicilia, sentite le esigenze, ci hanno inviato il 2 maggio un camion di beni di prima necessità donati generosamente dalla fratellanza delle comunit�
della provincia di Palermo. I nostri fratelli migranti, fin dal primo momento, hanno fatto una sola richiesta:

“Abbiamo perso tutto, il Signore ci ha dato la vita un’altra volta salvandoci dalla tempesta; per favore, desideriamo una  Bibbia per ciascuno di noi, per favore, fate presto!”

Il desiderio di questi cari ci ha fatto considerare quanto è importante per ogni cristiano la Parola di Dio e, appena  possibile, la richiesta è stata esaudita. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno risposto con entusiasmo e generosit�
all’emergenza venutasi a creare. Ringraziamo il Signore per la generosa risposta del Comitato di Zona Sicilia e del Consiglio Generale delle Chiese per la sensibilità mostrata verso questa emergenza. Preghiamo il Signore affinché anche questi difficili movimenti migratori possano avvenire per diffondere l’opera e per la maggior gloria di Dio.

Daniele Vitale