Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

La benedizione della continuità

La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla semina … Voi mangerete il raccolto dell’anno precedente e, quando sarà vecchio, lo tirerete fuori per fare posto a quello nuovo. (Levitico 26:5,10)

Capita, considerando il passato, di fare bilanci e riconoscere i traguardi raggiunti, esercitando una sana autocritica per le nostre mancanze e sempre ringraziando il Signore per il Suo insostituibile sostegno. Rispetto al futuro, invece, è frequente l’abitudine a impegnarsi a far meglio, a proporsi nuovi impegni, ulteriori traguardi, sempre confidando di poterli raggiungere con l’aiuto divino.

Quest’anno vorrei, partendo dalla promessa rivelata nel nostro testo biblico, considerare un tratto d’unione tra passato e futuro, considerando “la benedizione della continuità” che Dio garantisce al Suo popolo fedele, che vive per realizzare il Suo piano e i Suoi scopi. La benedizione della “continuità” è certamente conseguenza del favore di Dio, della Sua grazia infinita, ma richiede da parte nostra delle attitudini irrinunciabili senza le quali non potremmo realizzarla.

La prima attitudine è la fermezza nei sentimenti e nei propositi. Dobbiamo, per usare l’espressione biblica, “abitare il paese”, cioè rimanere al nostro posto: “Non scendere in Egitto; abita nel paese che io ti dirò. Soggiorna in questo paese e io sarò con te e ti benedirò”. L’idea di ritornare in Egitto era insita in chi, per la paura della conquista della terra promessa, non nutriva speranza per il futuro. Tornare indietro veniva visto come una salvezza, mentre sarebbe stato il fallimento totale.

La seconda attitudine è l’impegno. Dunque proseguire il servizio cristiano con zelo e fedeltà: “Confida nell’Eterno e fa’ il bene; abita il paese e coltiva la fedeltà”.  Certamente l’ingresso nella terra promessa, dopo il Giordano, non era la fine ma l’inizio della conquista. Così, se il passaggio del Giordano rappresentava la liberazione, quello che c’era dopo il Giordano rappresentava la conquista e la realizzazione della promessa.

Infine, la fiducia in Dio che non fa mancare mai la Sua presenza. È l’attesa fiduciosa della pioggia, imparando a dipendere: “Io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti e gli alberi della campagna daranno i loro frutti”. 

Solo così potremo realizzare la benedizione della continuità, vivendo per realizzare lo scopo del patto divino: “Ti benedirò e sarai fonte di benedizione”.

Gaetano Montante

Risveglio Pentecostale – gennaio 2024