Se Dio esiste e non si vede è perché siamo noi a vivere fuori della dimensione divina. Ma Egli si è rivelato. Ha rivelato Se Stesso, la Sua natura e la Sua volontà attraverso una rivelazione intelligibile: la Bibbia. Dio stesso ha guidato gli scrittori nella stesura del testo, affinché il messaggio fosse esattamente corrispondente al Suo pensiero. “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.” (2 Tim. 3:16) Pertanto ogni parola dei manoscritti trasmette senza errori il messaggio che Dio ha voluto far pervenire all’uomo.

La Bibbia è stata scritta nell’arco di circa 1600 anni da una quarantina di scrittori diversi per età, cultura ed estrazione sociale, eppure presenta un’armonia straordinaria che ne dimostra la sua origine divina. “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.” (2 Pietro 1:20)

Nessuna, seppur ragionevole argomentazione può avere comunque la pretesa di essere una “prova” convincente che la Bibbia sia effettivamente la Parola di Dio…a meno che non se ne intraprenda personalmente la lettura. E’ la lettura stessa che infatti consente a ciascuno di realizzare personalmente che è veramente Dio a parlare e non in modo generico e distaccato, ma amorevole e diretto a chiunque sia disposto a udire la Sua voce. “La fede viene dall’udire, e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo.” (Rom.10:17)

La Bibbia non va letta come un libro qualsiasi, ma con il sincero desiderio di conoscere Dio e il suo piano di salvezza per l’umanità; solo così lo Spirito Santo potrà rivelare ciò che l’uomo da se stesso non può comprendere. “Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore.” (Ger. 29:13)

Dio si è dapprima rivelato al popolo d’Israele ed è per questo che l’Antico Testamento, considerato il suo supporto storico, risulta più difficile da leggere. L’A.T. è da considerarsi la preparazione della venuta di Cristo, che rappresenta il filo conduttore di tutta la Bibbia. Il Nuovo Testamento, che è stato scritto alla fine del I sec. d. C., comincia con il racconto della nascita di Gesù, prosegue fino alla formazione della Chiesa cristiana e si conclude con un libro (Apocalisse o Rivelazione) concernente gli eventi futuri e quelli finali del mondo.

Per quanti si accostano alla Bibbia per la prima volta la lettura del N. T. risulta certamente più agevole e soprattutto più utile. Sarebbe anzi opportuno cominciare con il Vangelo di Giovanni che apertamente dichiara: “Queste cose sono scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuolo di Dio, e affinché credendo, abbiate vita nel Suo nome.” (Gio. 20:31)

Perché dunque leggere la Bibbia?

Perché Dio non ha taciuto, lasciando l’uomo in balia di se stesso e dei suoi interrogativi, ma ha parlato affinché l’uomo abbia delle certezze per questa vita e per quella eterna. E la Bibbia è l’unica che possa garantirle.

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