Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Accetta la vera eredità

Tutti siamo abituati a considerare l’eredità come un patrimonio divisibile, frazionabile tra gli eredi, spartibile tra più persone. Ma che cosa cambia quando prendiamo in considerazione l’eredità spirituale di Dio? La parabola del figlio prodigo di Luca 15 ci aiuta a esaminare nel dettaglio la situazione. Gesù iniziò il racconto dicendo: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni». Nel considerare questa semplice parabola una prima domanda sorge spontanea:

Si può davvero dividere l’eredità spirituale di Dio? La risposta sembra ovvia, tuttavia alcuni aspetti offrono una visione d’insieme più ampia e permettono di analizzare in profondità le caratteristiche dell’eredità spirituale di Dio.

Il primo di questi aspetti è la volontà del Padre. Il padre avrebbe voluto davvero dividere quell’eredità? Leggendo le parole di Gesù emerge che la divisione dell’eredità è una richiesta del figlio minore, non un’iniziativa spontanea del padre. Ora, questo frazionamento dell’eredità rappresenta la prima causa dell’errore del figlio, il quale pensò che quella sola frazione di eredità sarebbe stata sufficiente per essere indipendente, che quel poco che aveva colto avrebbe soddisfatto il suo desiderio di emancipazione. Una mera illusione che porterà il figlio a toccare il fondo da lì a poco.

Il secondo aspetto da considerare è la natura di questa eredità. Gesù un giorno parlando con i Suoi discepoli riguardo alla vita eterna disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me. Se avete conosciuto Me, conoscerete anche Mio Padre; e fin da ora Lo conoscete, e L’avete visto». Filippo Gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non Mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto Me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”? Non credi tu che Io sono nel Padre e che il Padre è in Me? Le parole che Io vi dico, non le dico di Mio; ma il Padre che dimora in Me fa le opere Sue. CredeteMi: Io sono nel Padre e il Padre è in Me; se no, credete a causa di quelle stesse opere» (Giovanni 14:6-11).

L’eredità di Dio può essere frazionata, ma non conviene che lo sia.  Filippo chiese a Gesù di mostrargli il Padre, convinto che sarebbe bastato, ma Gesù rispose con pazienza che l’eredità era più ampia e andava colta per intero.

Una via può essere divisa? Nel momento in cui la dividiamo le due strade risultanti porteranno a due destinazioni diverse.

Una verità può essere divisa? Possiamo raccontarci due mezze verità, forse più morbide da accettare, ma due mezze verità non sono la Verità.

Possiamo frazionare la vita? Possiamo fare anche questo se lo vogliamo, possiamo accontentarci di esistere, ma esistere non è vivere! Il figlio nel prendere la sua parte prese la sua strada, si fece bastare delle mezze verità che lo impoverirono, cercò vita piena ma trovò solo misera esistenza.

Allora l’eredità spirituale di Dio si può dividere: ognuno è libero di decidere per sé.  Tutti possiamo decidere di onorare o disonorare, se accettare o rifiutare, che cosa ricevere e che cosa farci bastare, ma Dio ha un invito per tutti: accetta tutta la vera eredità! Dio non forzerà la tua volontà e non ti costringerà. Se vorrai dividere, dividerà, anche se nella Sua volontà quello che ha meditato per noi non prevede divisioni né frazionamenti.

Ma qual è la vera eredità spirituale?

La vera eredità che questa semplice parabola ci presenta è la possibilità di tornare a casa.

La Via è la vera eredità; non una via qualsiasi ma la Via del ritorno.

La Verità è la vera eredità; la verità sulla nostra identità: siamo figli di Dio, non estranei o servi, ma figli.

Il figlio della parabola nelle sue mezze verità pensava di tornare a casa e sperava di essere accolto come servo. Ma Dio ha in mente per noi una Verità piena: non sei estraneo, non sei servo, sei figlio. Il figlio pensava di tornare a casa ed essere accolto con un castigo, ma fu accolto con un abbraccio. La Vita è la vera eredità. Dio non ha preparato per noi una piatta esistenza in attesa di svanire nel nulla, ma Vita. C’era una festa che attendeva il figlio al Suo ritorno, c’era un vitello ingrassato, e c’è abbondanza nella vera eredità di Dio.

Usando le parole dell’apostolo Paolo nel cap. 8 della lettera ai Romani: “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte… E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il Quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con Lui, per essere anche glorificati con Lui…”  Se qualcuno vuole cogliere questa vera eredità non servono imprese eroiche per tornare a casa, serve sincerità nel cuore, dopodiché Dio viene in aiuto a quanti si incamminano sulla via del ritorno.

Marco Serio

Risveglio Pentecostale – marzo 2025

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