Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

La presidenza della comunità cristiana

La presidenza di una comunità cristiana comporta innanzitutto una grande responsabilità rispetto Dio, per garantire l’edificazione dei credenti piuttosto che la loro gratificazione, inoltre richiede profonda sensibilità nei confronti della guida dello Spirito Santo, per comprendere e assecondare la Sua volontà e, infine, una profonda conoscenza delle Scritture onde rimanere entro i limiti della Parola di Dio.

Il Nuovo Testamento, seppure con poche pennellate, tratteggia un quadro affascinante e soprattutto istruttivo di questo aspetto della vita di una chiesa, che non va erroneamente relegato all’ambito della cura pastorale o, peggio, della liturgia ecclesiale, perché l’indirizzo biblico di una comunità, l’ordine spirituale delle riunioni e la fedeltà al Vangelo determinano il bene e il progresso comune dei credenti.

In primo luogo: “Che cosa si intende con il termine presidenza?” 

Dalla lettura dei testi biblici attinenti risulta evidente che la parola indica il ruolo di governo volto alla guida della comunità cristiana: Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento (1 Timoteo 5:17). 

Il verbo tradotto “presiedere” è adottato nel capitolo precedente per indicare il governo della famiglia: Che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione e in tutta riverenza … I diaconi siano mariti di una sola moglie e governino bene i loro figli e le loro famiglie (1 Timoteo 3:12,14). 

Il confronto fra i due usi, familiare e comunitario, conferma dunque il significato di “conduzione”, cioè di indirizzo e guida, piuttosto che di mansione quasi notarile per registrare quanto altri fanno o, al contrario, di esercizio dell’autorità personale. 

Come il buon padre di famiglia è un saggio amministratore e guida i propri cari al meglio, così i ministri del Vangelo, mossi da amore cristiano, indirizzano la comunità verso l’ottimo. 

La presidenza, dunque, non si esaurisce nella conduzione della riunione pubblica bensì si espande a tutte le manifestazioni comunitarie della vocazione cristiana, per identificarsi nel servizio della Parola esercitato dal pastore o anziano, che nutre, guida e veglia secondo la volontà di Dio. Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono, e di tenerli in grande stima e di amarli a motivo della loro opera. Vivete in pace tra di voi (1 Tessalonicesi 5:12-13).

Chi è incaricato della presidenza

L’uso invalso nel mondo evangelico di trasformare le riunioni di culto in veri e propri concerti musicali ha reso del tutto inutile la presidenza delle riunioni da parte di un ministro, dato che il loro svolgimento è determinato dal criterio del consenso e del coinvolgimento emotivo. 

Seppure in misura inferiore, la prevalenza del canto rispetto agli altri aspetti del culto, è evidente anche nelle comunità cristiane, dove un gruppo musicale guida il canto e determina i tempi autonomamente. Eppure il Nuovo Testamento afferma che la presidenza è al singolare e coincide con il ministero: Chi presiede, lo faccia con diligenza (Romani 12:8). 

Il testo di 1 Timoteo 5:17 restringe la responsabilità della presidenza agli anziani, che debbono tenere “bene”, inoltre la richiesta di doppio onore induce a ritenere la presidenza un aspetto non secondario del ministero della Parola. Infine una nota è doverosa: il testo non divide la presidenza dalla predicazione e dall’insegnamento, quasi che persone diverse svolgano le due mansioni, piuttosto parla di un ministro che, tenendo sensatamente la guida della comunità, si dona al nutrimento spirituale del gregge.

Un terzo aspetto, che non è di secondaria importanza, riguarda le qualità richieste a chi presiede. 

L’assemblea cristiana non è assimilabile a un’azienda o a un’associazione ordinaria, ma è una comunione di credenti in Cristo Gesù. Pertanto l’aspetto spirituale è predominante rispetto a quello sociale che, pur conservando una sua importanza, non determina l’indirizzo della comunità.

La spiegazione di questo esclusivismo è contenuta in 1 Tessalonicesi 5:12: Fratelli, vi preghiamo di avere in considerazione quelli che faticano fra voi, che vi sono preposti nel Signore e vi ammoniscono. Gli anziani sono preposti “nel Signore”, pertanto svolgono il loro servizio in virtù di un dono specifico del Cristo glorificato e non di un’attitudine naturale, caratterizzata da spigliatezza, intraprendenza, intuizione, empatia. 

La differenza fra un dirigente d’azienda, un presentatore di spettacoli e un anziano secondo il Nuovo Testamento risiede in primo luogo nella grazia e nel dono di Dio, e non è poco! 

In secondo luogo, si esplicita nel perseguimento dell’edificazione dello spirito e non nell’eccitamento dell’anima: il gregge necessita di una guida “nel Signore”. 

Romani 12:8 addita il modo della presidenza: Chi presiede, lo faccia con diligenza. Quest’ultima parola indica il meglio dell’attenzione e della cura, l’impegno totale di sé, la sollecitudine affinché il risultato dell’opera sia proficuo. 

Non sono prese nemmeno in considerazione la sciatteria, la svogliatezza o, al contrario, l’entusiasmo e l’euforia. Ciò che conta invece è la cura puntuale, che nasce dalla responsabilità, o forse meglio dall’amore del pastore, verso il bene del gregge, riscattato con il sangue di Gesù. 

Infine, non si può tralasciare l’aspetto pratico della presidenza della comunità cristiana, che si può considerare sotto l’aspetto generale, inerente all’indirizzo biblico ed etico, e sotto quello particolare, che riguarda la conduzione delle riunioni comuni.

La diffusione dei social, la connessione immediata e continua grazie ai cellulari rendono agevole l’introduzione di ogni singolo credente in quella sorta di chiesa parallela costituita dagli innumerevoli video prodotti da comunità, leader, predicatori, cantanti, motivatori cristiani. In tale ridda di voci e teologie il concetto biblico di presidenza è evaporato, per essere sostituito da una sorta di populismo evangelico, in virtù del quale non gli anziani indirizzano l’assemblea secondo la Parola di Dio ma, al contrario, sono attenti alle richieste e alle voglie dei credenti, per soddisfarle prontamente. 

Il modello rivelato nel Nuovo Testamento è ben altro: Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e per il suo regno: predica la Parola, insisti al momento opportuno e in quello sfavorevole, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo (2 Timoteo 4:1-2).

Salvatore Cusumano

da Risveglio Pentecostale – dicembre 2023