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il timore di Dio

il timore di Dio

unico fondamento per la crescita e l’edificazione spirituale della chiesa nell’anno che verrà

Quelli che hanno timore del Signore si sono parlati l’un l’altro; il Signore è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il Signore e rispettano il suo nome (Malachia 3:16)

Sebbene consapevole che le riflessioni di fine/inizio anno possono facilmente essere percepite come ovvie, pure voglio ugualmente provare a presentare, anche in occasione di questo nuovo anno 2023, un’esortazione biblica che possa spingerci a ricercare la saggezza che procede “dal saper contare bene i giorni”.

Nella Bibbia, infatti, possiamo trovare non solo la speranza e la fiducia che il Signore ci conceda un nuovo anno colmo della Sua benedizione, ma anche l’incoraggiamento e la motivazione per servirLo con zelo, per promuovere l’edificazione della Sua chiesa e l’evangelizzazione.

I. Vivere nel timore di Dio: “Quelli che hanno timore del Signore … e rispettano il suo nome”

Il nostro testo, tratto dal profeta Malachia, acquista un valore molto più forte se collocato nel contesto del libro dove molti credenti nominali e perfino le famiglie sacerdotali, pur vivendo una religiosità formale, coltivavano sentimenti di arroganza, profanità e, per l’appunto, mancanza di timore di Dio. Quest’ultima non è una piaga che riguarda soltanto l’uomo naturale o l’incredulo ma spesso attacca il popolo di Dio trascinandolo “fuori strada” quando trascura la devozione, la Parola e la preghiera.

Ecco la prima richiesta al Signore per il 2023: Signore, aiutaci a nutrire un sano timore del Tuo Nome, che caratterizzi la nostra vita tutti i giorni e tutto il giorno, per essere luce e sale in un mondo che ne ha tremendamente bisogno!

II.Vivere in comunione con il popolo di Dio: “…si sono parlati l’un l’altro…”

In gran parte del libro, Malachia rimprovera il popolo per quello che diceva contro il Signore: Voi usate parole dure contro di me… Voi stancate il Signore con le vostre parole!

Eppure, perfino in un periodo e in un contesto di ribellione come quello, vi erano coloro che si radunavano per il meglio, i cui discorsi, indubbiamente edificanti e positivi, erano oggetto dell’attenzione di Dio: Quelli che hanno timore del Signore si sono parlati l’un l’altro.

Dobbiamo riconoscere, purtroppo, che neanche la chiesa è risparmiata dalla piaga dell’individualismo e della competizione che caratterizza così fortemente la nostra società. Dio ci preservi dallo spirito di questo mondo che, se assecondato, ha la terribile capacità di indebolire e frantumare i legami fraterni e di compromettere l’efficacia della testimonianza cristiana.

Ecco, perciò, che diventa necessario perseguire un altro importante obiettivo nell’anno che verrà: rinsaldare i legami di comunione fraterna anzitutto a livello locale, ma anche a livello nazionale e globale visto che la promessa della Scrittura resta immutabile: “perché là il Signore ha ordinato che vi sia la benedizione, la vita in eterno”.

III. Vivere realizzando l’approvazione di Dio: “Il Signore è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui”.

L’immagine che restituisce la profezia di Malachia è molto incoraggiante: quelli che hanno timore del Signore si sono radunati, hanno conversato fra loro e sono stati notati da Dio, il Quale ha ordinato che dei loro discorsi sia presa nota, perché se ne conservi il ricordo.

Si tratta di un onore straordinario che ovviamente non dipende né dalle capacità oratorie né dalla ricercatezza del lessico, ma piuttosto dal fatto che quei discorsi procedono da menti e cuori graditi a Dio.

Vogliamo umilmente chiedere al Signore che ci aiuti in tutta semplicità ad avere mente e cuore rinnovati, in sintonia con il Suo cuore. Questo non solo per attirare la Sua attenzione, ma per ricevere la Sua approvazione che apre la strada alla Sua benedizione in modo da essere, a nostra volta, di benedizione per tutti coloro che, in ogni sfera della nostra vita, entreranno in contatto con noi.

Dio ci aiuti perciò, mentre entriamo nel nuovo anno che ci dona nuove possibilità di crescita, di consacrazione e di servizio, a vivere – indipendentemente dall’età, dall’occupazione e dal ruolo che rivestiamo nella Comunità – nel santo timore del Suo nome, in comunione e in collaborazione con i fratelli per realizzare la Sua approvazione qui sulla terra, ma soprattutto lassù nel cielo dove vogliamo sentirci dire, dalla Sua stessa voce: “Va bene, servo buono e fedele… entra nella gioia del tuo Signore”.

Gaetano Montante

da Risveglio Pentecostale – gennaio 2023