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Ricordando “la sala di sopra” – 47a Assemblea Generale a Chianciano Terme (SI)

Dal 2 agosto scorso, giorno in cui il Consiglio Generale delle Chiese A.D.I. ha informato il corpo pastorale di avere indetto una assemblea straordinaria, il tempo ha scandito l’avvicinarsi del 17 ottobre ’19 quando i rappresentanti delle chiese A.D.I. dalle Alpi alla Sicilia hanno raggiunto Chianciano Terme (SI).
Il fratello Gaetano Montante aveva già anticipato le ragioni di questo Convegno:
– rinsaldare i legami di comunione fraterna in considerazione dell’imminente ritorno di Gesù;
– godere tempi di preghiera, comunione e conforto fraterni;
– prendere decisioni su argomenti di carattere amministrativo.
Il corpo pastorale ha risposto numeroso e sensibile a questo invito ed ha gremito la sala del Palamontepaschi. La 47a Assemblea Generale ha avuto inizio poco dopo le ore 17, quando il fratello Gaetano Montante ha letto il tema dell’incontro Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù (Filippesi 2:5) per incoraggiare i pastori a rafforzare la comunione fraterna, forti dello stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù.
È seguito quindi un tempo di ringraziamento al Signore per ricercare la Sua guida sui lavori del Convegno e il primo culto alle ore 18,30. Per questa occasione, il Consiglio Generale delle Chiese A.D.I. ha scelto due fratelli, anziani di ministerio, per porgere la Parola di Dio.
Nel culto serale di giovedì 17, il fratello Daniele Melluso, già pastore di Napoli con i suoi 85 anni d’età, ha letto Daniele 1:1-8; 11:32 ed ha evidenziato la fermezza dell’uomo di Dio nella propria vita di preghiera, nella propria speranza, nei propri sentimenti, nella propria fede e ha incoraggiato l’Assemblea a proporsi la stessa determinazione del cuore per non vacillare davanti alle difficoltà. Al termine del culto è stata palpabile la benedizione del Signore, che ha dato una svolta per i lavori del giorno seguente.
Al mattino di venerdì 18 la Parola di Dio ha raggiunto il cuore dei presenti con una riflessione dal Salmo 111, dal quale il fratello Felice Leveque ha ricordato come la parola “convegno” presuppone il raggiungere un luogo già con un obiettivo, quello di innalzare il Nome del Signore. Mentre il credente è chiamato a ricordare le Sue opere e Dio mostra ancora la Sua gloria, egli deve avere buon senso, praticando la riverenza per la Sua Maestà. Questo pensiero ha introdotto il tempo della preghiera. L’Assemblea si è poi riunita per esigenze amministrative dalle ore 10 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 17,30.
Alle ore 18,30 ha dedicato al Signore un altro culto, dove a porgere la Parola di Dio è stato il fratello Salvatore Caruso, già pastore di Roma Fidene con i suoi 88 anni d’età, che ha letto II Timoteo 1:1-14. Egli ha ricordato l’importanza di un ministerio esercitato con coerenza verso i principi di fede, che deve prendere posizione per tornare sui sentieri antichi e rimanere fermo nella sana dottrina. La scelta oculata del Consiglio Generale delle Chiese A.D.I. di incaricare due padri della nostra Opera a porgere il consiglio della Parola di Dio ha voluto onorare la figura del pastore onorario, che spesso si sente rottamato in un cristianesimo in evoluzione.
Anche sabato 19 la giornata è iniziata ancora con la preghiera alle ore 9. Il fratello Rodolfo Arata ha letto il Salmo 27 evidenziando come sia importante guardare il volto di un familiare per avere comprensione e rassicurazione e allo stesso modo il credente ne trae, cercando “la faccia” del Signore.
Di seguito, alle ore 10, il corpo pastorale ha manifestato ancora fame della Sua benedizione e si è raccolto attorno alla Parola di Dio, che il fratello Gaetano Montante ha esposto con estrema semplicità e chiarezza, leggendo Atti 20:6-12. Dal testo ha mostrato la chiesa, che si è incontrata nell’alto solaio in Troas per realizzare la comunione fraterna, per godere la luce della presenza di Dio e vedere i Suoi prodigiosi miracoli. L’esortazione per tutti è di non tenersi ai piani bassi del compromesso e della superficialità, ma a impegnarsi a salire in alto. Al termine del culto e di questi tre giorni di Convegno, tutti abbiamo goduto un tempo di grande cordialità fraterna, momenti di ristoro e benedizione spirituali, e serenità nel valutare e prendere decisioni importanti. Di rientro dalla “sala di sopra” possiamo ricordare l’incoraggiamento del Signore alla fermezza, alla coerenza e alla pienezza di Spirito Santo.
Carmelo  Fiscelli