Tutti gli uomini d’Israele abbandonarono la loro posizione e si disposero in ordine di battaglia (Giudici 20:33)
Una triste storia. Sì, a volte per vincere le battaglie è necessario cambiare posizione e atteggiamento! Il contesto della nostra storia è cruento e narra di una guerra che segue un episodio di violenza e femminicidio avvenuto in Israele più di mille anni prima della nascita di Gesù, in un tempo di grande degrado morale. Un uomo e una donna avevano chiesto ospitalità nella città di Ghibea di Beniamino. Tutti li avevano respinti, tranne una persona anziana. Però quella notte diversi uomini malvagi della città abusarono della donna, che a causa di queste violenze morì. Quando gli uomini delle altre tribù di Israele seppero di questo orrore, disgustati per l’accaduto, decisero di vendicare quell’orribile crimine e andarono in guerra contro la tribù di Beniamino. Dopo diverse sconfitte subite, gli uomini di Israele finalmente abbandonarono la loro posizione tenuta in battaglia per assumerne un’altra. Quello che è importante evidenziare, aldilà della storia, è il bisogno di cambiamento di posizione e strategia per giungere alla vittoria.
Le nostre posizioni. Senza rendercene conto anche noi nelle nostre relazioni assumiamo posizioni, per scelta, convenienza, abitudine. Le relazioni incontrano spesso conflitti, e noi assumiamo le posizioni che ci sembrano le migliori possibili. Perfino nel rapporto con le persone più care come marito, moglie, figli, amici, si creano incomprensioni e conflitti che vorremmo risolvere; tuttavia talvolta assumiamo posizioni che di fatto non portano soluzione e vantaggi. È allora che abbiamo bisogno di cambiare posizione! Facciamo degli esempi: a volte preghiamo chiedendo a Dio di cambiare gli atteggiamenti di nostro marito, o dei nostri figli, usiamo parole di riprensione o siamo duri perché pensiamo di avere ragione! E ancora: a volte preghiamo per anni e sembra che niente accada, e pensiamo che non ci sia più speranza… In questi casi dovrebbe sorgere in noi almeno un dubbio: “Sto sbagliando qualcosa? Devo spostarmi dalla mia posizione se voglio vincere?” Questo è il punto: a volte sarà necessario cambiare strategia e posizione nei nostri comportamenti se vogliamo la vittoria; ma di solito non siamo inclini a cambiare, vuoi perché pensiamo che stiamo facendo la cosa giusta, vuoi perché siamo abituati ad agire così, vuoi perché è il nostro carattere a farci agire in un modo piuttosto che un altro. Questo accade quando in fondo al nostro cuore, in modo più o meno inconsapevole, pensiamo che sono gli altri che devono cambiare e comprendere il nostro punto di vista, o quando pensiamo che sia Dio che deve cambiare le cose e le persone secondo le nostre richieste. Troppo spesso realizziamo sconfitte proprio perché siamo irremovibili dalle nostre posizioni. E ripetiamo a noi stessi: “Ho ragione io, mi hanno fatto un torto, mi hanno ferita, gli altri devono cambiare…” Possibile che siano sempre gli altri la causa di tutti i mali? Probabilmente sì, perché viviamo in un mondo imperfetto, ma a volte le cose dipendono dai nostri comportamenti e posizioni perché a ben vedere siamo imperfetti anche noi!
Cambia posizione. Esiste un modo per vincere e superare i conflitti con gli altri? Ebbene sì, c’è speranza perché Dio ci aiuta a non vedere più solo il nostro punto di vista ma anche quello degli altri… E allora ecco alcuni consigli della Parola di Dio per cambiare posizione e mentalità: “Se dunque v’è qualche consolazione in Cristo, se vi è qualche conforto d’amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:1-8). Questo testo ci presenta il cambiamento di posizione da adottare secondo il modello perfetto di Cristo, umile e mansueto eppure saggio e giusto. Egli cercò il bene di tutti a costo di perdere la vita. Egli la ritrovò e con ciò anche quella di tutti coloro che Lo riconoscono e credono in Lui. Anche noi possiamo ritrovare ciò che ci sembra di perdere.
Infine… Tornando alla triste storia del nostro testo biblico c’è un’ultima considerazione da fare. Per alcuni errori tremendi di qualcuno si scatenò una tremenda guerra civile tra fratelli. Infatti, la guerra non fu contro i nemici di Israele, ma contro quelli della propria famiglia (facevano tutti parte delle dodici tribù, erano tutti figli di Abraamo, erano tutti eredi della promessa). Stiamo attenti a non considerare nemici quelli con cui viviamo, perché i veri nemici sono quelli che sono nemici della croce (Filippesi 3:18).
Albertina Giovannini Spina
da Risveglio Pentecostale – ottobre 2024

