ATTUALITÀ IN COMUNITÀ
“Andiamo alla Scuola Domenicale!” è la frase che risuona in ogni casa delle famiglie delle nostre chiese, almeno una volta a settimana. È ciò che i genitori dei bambini più piccoli dicono loro la domenica, quando comunicano dove si stanno recando tutti insieme con le Bibbie in mano. Esce direttamente dalle labbra dei bambini più grandi, che, prontissimi e con i loro manuali nello zainetto, non vedono l’ora di arrivare in classe per la lezione. Lo affermano con un tono che è un misto tra incoraggiamento ed esortazione i genitori di alcuni adolescenti, la cui voglia di partecipare alla Scuola Domenicale non è più quella di una volta, ma che sono comunque spinti pazientemente dalle famiglie e dai monitori che pregano per la loro salvezza.
Ma che cosa trovano in classe i nostri bambini, i ragazzi, i giovani e anche gli adulti, una volta arrivati in classe, carichi di aspettative e bisognosi di nutrimento spirituale? Sappiamo bene che cosa ha rappresentato la Scuola Domenicale nel passato e quali frutti ha portato in termini di salvezza e consacrazione. Tuttavia, se vogliamo che in futuro ci siano ancora famiglie che possano trarre benefici spirituali dalla frequenza della Scuola Domenicale, dobbiamo impegnarci tutti affinché essa rimanga ciò che è sempre stata e non diventi ciò che non deve essere.
La Scuola Domenicale non è intrattenimento ma insegnamento. Alla Scuola Domenicale deve esserci un ambiente familiare, senza dubbio, ma anche spirituale. Informale non significa superficiale. Fin dalla tenera età, i nostri bambini devono imparare a temere il Signore “allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio” (Proverbi 2:5), non nel senso di provare paura, ma riverenza per la Sua santità: “Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore! Perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante” (Ebrei 12:28-29).
Se crediamo alle parole di Gesù: “Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel nome mio, io sono lì in mezzo a loro” (Matteo 18:20), allora dobbiamo essere consapevoli che ogni volta che si tiene una lezione, c’è la presenza del Signore.
Non sarà difficile creare un ambiente spirituale, se i monitori non si limiteranno a intrattenere, ma si impegneranno a insegnare e a edificare: “Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà” (Proverbi 22:6); “Parla di queste cose, esorta e riprendi con piena autorità” (Tito 2:15). Un bambino intrattenuto sarà probabilmente invogliato a tornare la settimana successiva, perché si sarà divertito, ma non riceverà l’equipaggiamento spirituale di cui ha bisogno nell’immediato e al quale potrà attingere quando, in futuro, lo Spirito Santo gli ricorderà che per ogni sua necessità c’è un passo della Bibbia in grado di fornirgli una risposta.
Preghiamo che il Signore ci aiuti affinché chi frequenta la Scuola Domenicale possa sempre trovare uomini e donne che con perseveranza e la guida dello Spirito Santo insegnino la Parola del Signore: “Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2Timoteo 4:1-4).
La Scuola Domenicale non è evasione ma evangelizzazione. “Andiamo alla Scuola Domenicale”, perché abbiamo a cuore la salvezza delle future generazioni. La Scuola Domenicale deve rimanere un campo di missione in cui si formano discepoli e futuri servitori di Dio: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19-20) e “Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona” (2Timoteo 2:21).
Quando i genitori portano i figli alla Scuola Domenicale, non li stanno accompagnando a una delle tante attività che ormai sovraccaricano i ragazzi di oggi. La Scuola Domenicale è un appuntamento prioritario, di gran lunga superiore a qualsiasi altra attività settimanale, perché non riguarda solo il presente, ma anche il futuro eterno. La Scuola Domenicale non è semplicemente un’attività per i ragazzi in chiesa, ma ha come obiettivo principale l’evangelizzazione.
Inoltre, se vogliamo essere credibili quando diciamo ai nostri figli: “Andiamo alla Scuola Domenicale”, dobbiamo mostrare loro che viviamo una vita spirituale coerente e zelante anche durante la settimana. In questo modo, i nostri figli capiranno che non si tratta di un’altra attività tra le tante, ma di dare la priorità al Signore e alla Sua opera “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più” (Matteo 6:33).
La Scuola Domenicale non è alternativa ma alternanza. La Scuola domenicale non è un’alternativa al culto. Un’ora di lezione settimanale non può soddisfare tutte le esigenze spirituali dei credenti e dei non credenti di ogni fascia di età. È importante, ma non sufficiente. Bisogna partecipare a tutte le riunioni della Chiesa. Quando le lezioni non si svolgono in contemporanea ai culti, sarebbe opportuno che anche i bambini, fatta eccezione per la cosiddetta “classe nido”, partecipino ai culti e ascoltino il messaggio della Parola di Dio. Se non diventiamo noi stessi motivo di distrazione per loro, impareranno gradualmente a prestare attenzione e a partecipare attivamente al culto: probabilmente la prima cosa che faranno sarà cantare un inno o addirittura chiamarlo!
La Scuola Domenicale non è un’alternativa allo studio biblico, ma si alterna a esso. Entrambe sono riunioni necessarie e indispensabili: “Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (Atti 2:42). I monitori non sostituiscono i genitori nell’evangelizzazione e nell’insegnamento, ma si alternano nel rispetto dei ruoli di ciascuno: “le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai in viaggio, quando ti coricherai e quando ti alzerai” (Deuteronomio 11:19).
Che cosa deve trovare il partecipante alla Scuola Domenicale delle nostre comunità? Un ambiente spirituale, monitori che hanno a cuore l’insegnamento della Parola di Dio, genitori impegnati nell’evangelizzazione dei propri figli e la presenza del Signore che sovrintende ogni sforzo umano. Siamo consapevoli che spetta a noi fare la nostra parte, ma è Gesù Cristo, il Signore della Chiesa, Colui che salva, benedice, battezza nello Spirito Santo e chiama al Suo servizio.
Vincenzo Coletta
Risveglio Pentecostale – settembre 2025
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