Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Come colombe

“Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come le colombe”

(Matteo 10:16)

Possiamo intendere la semplicità come essenzialità, come autenticità. Poniamo la nostra attenzione al mondo degli animali. Il predatore, dopo aver cacciato e divorato la preda, non viene preso da sensi di colpa. Esso vive comunque in uno stato di purezza, di innocenza. Il suo comportamento è dettato solo dall’istinto di sopravvivenza. Dall’altra parte l’animale predato probabilmente vive la sua esperienza come una cosa ineluttabile, non è afflitto da vittimismo, non gira attorno al proprio dolore, non rimugina, non recrimina, soffre e basta.

A causa del peccato anche tra gli animali, come tra gli uomini, troviamo aggressività e violenza: “Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio, perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione geme ed è in travaglio” (Romani 8:19-22).

Ci sarà un tempo di riscatto anche per la natura. In Isaia 11:6-9 leggiamo “Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme e un bambino li condurrà. La vacca pascolerà con l’orsa, i loro piccoli si sdraieranno assieme e il leone mangerà il foraggio come il bue. Il lattante giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente. Non si farà né male ne danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque coprono il fondo del mare”.

I bimbi sono fortemente attratti dagli animali, perché sono accomunati dalla stessa innocenza. I bimbi sono puri, perfetti. L’innocenza basta a se stessa, non ha bisogno di fronzoli, non vuole dimostrare nulla, l’innocenza è perfezione: “Gesù veduto ciò si indignò e disse loro: Lasciate che i bambini vengano da me, non glielo vietate, perché il regno di Dio è di chi è come loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto” (Marco 10:14-15).

La colomba è uno dei simboli dello Spirito Santo. Vediamo che cosa accadde al battesimo di Gesù: “A un tratto come egli usciva dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo spirito scendere su di lui come una colomba. Una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto” (Marco 1:10-11). Qui la colomba rappresenta la perfezione, la santità di Dio, che è propria anche del Suo Figliuolo.

Ma questa purezza di cui abbiamo parlato può essere prerogativa anche delle persone adulte oltre che dei piccoli? Sì. Questa purificazione avviene alla rigenerazione, alla nuova nascita. Leggiamo ciò che Gesù dice al fariseo Nicodemo: “Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3). In Giovanni al capitolo 1 leggiamo: “Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio” (Giovanni 1:12-13). Nei capitoli 9 e 26 del libro degli Atti troviamo la descrizione dell’incontro di Saulo da Tarso chiamato poi Paolo, l’apostolo, con Dio. Egli, che prima perseguitava la Chiesa di Gesù, in quella circostanza è stato rigenerato, è diventato una nuova creatura, un neonato in Cristo.

Questo primo incontro, in cui Dio interviene nell’esistenza dell’uomo, si è verificato nella vita di tutti i veri credenti. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2Corinzi 5:17).

È poi la dimora dello Spirito Santo nel credente che, se coltivata, mantiene una condizione di purezza interiore, di santità, cioè di separazione dal male. Dio dice: “Siate santi, perché io sono santo!” (1Pietro 1:16). “Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio” (Matteo 5:8).

Verità, purezza e santità esistono e coesistono in ogni cuore profondamente rigenerato dalla grazia di Dio. Prudenti allora sì, per riconoscere tutto il bene da praticare, ma anche semplici, per farne parte con chiunque Dio metterà sul nostro cammino!

Marina Di Bello

Risveglio Pentecostale – gennaio 2025

Foto: Lightstock