Non esiste una branca della teologia cristiana formalmente definibile come “sismologia biblica”, ma di fatto la troviamo in buona parte delle Scritture. Infatti, l’edificio di Dio fa parte di quella “città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio.” (Ebrei 11:10), ma non è esente da scosse.
La “sismologia biblica” permette di discernere i tempi. Per far arrivare a segno il Suo messaggio Gesù usa ogni mezzo, anche parole come “L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli?” (Matteo 16:3). I tempi mutano per definizione e i cambiamenti influenzeranno sempre la Chiesa. Non volersene rendere conto sarebbe un errore clamoroso. Anche il verbo monitorare non si trova nella Bibbia, ma al suo posto troveremo, ad esempio, “vigilare”. Tutti siamo chiamati a vigilare, dai credenti che maturando nella fede “per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male” (Ebrei 5:14), ai ministri chiamati da Dio a sorvegliare la Sua Chiesa.
La “sismologia biblica” permette di mappare vecchie scosse. Come esempio consideriamo gli effetti della prima grande scossa che ha investito la Chiesa a Gerusalemme: la persecuzione da parte dei Giudei. Questo “terremoto”, che ha prodotto la dispersione dei credenti, ha obbligato la rapidissima attuazione di Atti 1:8, “mi sarete testimoni in Gerusalemme, Giudea, Samaria, e fino alle estremità della terra”. Qualcuno ha detto che senza questa persecuzione probabilmente la Chiesa si sarebbe spenta, seduta sugli allori. Analizzare questo lontano passato ci permette da un lato di benedire gli effetti collaterali di quella scossa, e dall’altro di appurarne la provenienza. Dall’interno. Fratelli contro fratelli. Un fatto che fa scuola. Anche la storia di casa nostra, con le persecuzioni contro i pentecostali, è stata ben mappata, studiata, analizzata. Ci sono noti anche i suoi effetti collaterali: non spegnimento ma crescita numerica di credenti e chiese. La storia è maestra di vita, e saggio è chi non cerca anacronisticamente di costringere la storia di oggi a quella di ieri, ma vive ascoltando attentamente “i battiti del suo tempo”. “Si stava meglio quando si stava peggio” non è un verso della Bibbia!
La “sismologia biblica” permette di mappare nuove scosse. Movimenti forti, o scossoni eclatanti, sono facilmente registrabili. Tra questi è chiaramente riconoscibile nel nostro tempo quanto preannunciato dallo Spirito Santo tramite l’apostolo Paolo: “Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza” (2 Timoteo 3:1-5). La Chiesa ne è inevitabilmente toccata. Ma se non si arrenderà rassegnata, non diventerà impotente. Una volta compreso il problema occorre affrontarlo “vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati” (Ebrei 12:15). Ci sono anche i segnali apparentemente deboli, piccole scosse alle quali ci si può assuefare. Come le piccole volpi, dal musetto così carino che ti vien voglia di accarezzarle, pronte però a guastare la vigna proprio mentre è in fiore (cfr. Cantico dei Cantici 2:15). Anche questo ci è stato preannunciato dallo Spirito Santo: “Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa” (2 Timoteo 4:3-5, cfr. Isaia 30:10-11). La cosa ci riguarda? Se in larga parte del cristianesimo la forma è più forte del cuore, il fuoco di Dio è sostituito da fuoco estraneo, la dinamicità dello Spirito Santo ha lasciato il posto a olio estraneo, la vera libertà dello Spirito è sopraffatta dall’emotività… e molto altro, allora la cosa ci riguarda eccome. Vediamo qualche esempio di nuove scosse.
La scossa dell’indipendentismo. Come da sempre i terremoti spaccano la terra, così le divisioni ci sono sempre state e ci saranno. Nella “sismologia biblica” le potremmo classificare tra le scosse “vecchie e di sempre”. Paolo dichiara che “è necessario che ci siano tra voi anche delle divisioni, perché quelli che sono approvati siano riconosciuti tali in mezzo a voi” (1 Corinzi 11:19). Il problema riguarda soprattutto chi le causa, ma le sofferenze sono assicurate per tutti. Altra questione è quella dell’indipendentismo, il cui motto potrebbe essere: “Sto nella chiesa ma prendo solo quello che mi interessa”. Nella Bibbia non troviamo questa modalità unilaterale di vivere la fede, che ovviamente indebolisce l’edificio-Chiesa. Ora, per chi si rispecchia nella preghiera sacerdotale di Gesù (Giovanni 17) non c’è bisogno di spendere troppe parole a difesa dell’unità. Come conseguenza dell’indipendentismo vi è…
La scossa del finto amor fraterno. La finzione di cui parla 1 Pietro 1:22 non unisce, è figlia dell’ipocrisia. Invece il vero amor fraterno è il collante che tiene insieme le diverse pietre viventi che compongono l’Edificio-Chiesa (cfr. Efesini 2:19-22). Non mattoni, artificiali, disegnati dall’uomo, tutti noiosamente uguali, cotti con un fuoco terreno, come la torre di Babele di Genesi 11. Questi mattoni furono uniti tra loro da bitume, un materiale impermeabile all’acqua, anziché calce che lega con forza e allo stesso tempo non respinge l’acqua della Parola della Vita! In un corpo sano, invece, tutte le sue membra si occupano delle altre perché “si vogliono bene” e hanno interesse a che tutto il corpo stia bene, nella buona e nella cattiva sorte. Da qui nasce il mutuo soccorso, il sostegno, la cura, la guarigione. Così sia nella Chiesa di Cristo!
La scossa del marketing ecclesiastico. Quando manca il vero amor fraterno il valore delle anime si sposta su un altro piano. Il sentimento per la salvezza dei perduti, quello che ti fa gridare: “Guai a me se non evangelizzo!” cede il passo a umane strategie e alle tecniche di sheep fishing, che consistono nel riempire la propria chiesa “pescando pecore” con grande facilità negli ovili altrui. Ci aiuti il Signore a essere disposti a versare qualche lacrima per i perduti, mentre predichiamo Cristo con franchezza di Spirito Santo! I posti vuoti nelle nostre comunità li riempirà Lui!
Concludiamo. Il seduttore, il leone ruggente, da sempre si adopera per far collassare l’Edificio di Dio. Usa l’inganno, parole seducenti, mentre cerca prede da abbattere attraverso la filosofia o la tradizione degli uomini, uomini e donne più interessati alla superficie delle cose e allo spirito di questo mondo, piuttosto che a “prendere Cristo così com’Egli è”. Ma c’è un altro Leone che non cesserà di battersi per mantenere la Sua Chiesa antisismica, incrollabile: è il Leone della tribù di Giuda! Continuerà a difendere da ogni calamità esterna e interna ogni singolo credente che Gli appartenga. Da che cosa ci riconoscerà? Da quanto saremo trovati “radicati” in Cristo, fino a diventare un tutt’uno con Lui, la Pietra Angolare; “edificati” nella Sua Persona dalla quale – con tutta la pienezza della Sua deità – proviene ogni cosa necessaria per la crescita e la maturazione; “rafforzati dalla fede, come ci è stata insegnata”; “santamente inflessibili” sui principi fondamentali della fede, pronti “a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre”. Ma anche “santamente flessibili” per non essere spezzati, quando si tratti di aspetti realmente minori, figli della cultura e non della dottrina. Grazie, Signore, che ci hai tenuti in piedi anche in questo 2024… che la Tua sapienza continui a guidare la Tua Chiesa anche nel 2025!
Elio Varricchione
(da un messaggio alle chiese del Nord-Est)
Risveglio Pentecostale – dicembre 2024
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