Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

La dignità della fede

Quella di Davide che vince Golia non è solo una delle storie della Bibbia più conosciute, ma è anche la storia che mostra al meglio che cosa succede quando abbiamo completa fiducia nel Signore. Su questo capitolo si ascoltano prediche, lezioni di scuola domenicale, studi biblici e approfondimenti interessanti da cui emerge spesso, più di tutti gli altri aspetti, proprio quello della fede. Personalmente l’ho ascoltata così tante volte che per un po’ ha quasi perso il suo reale valore: mi ero abituata così tanto a parlarne e a sentirne parlare che ai miei occhi era diventata, senza che io me ne accorgessi, una semplice storia. Questo finché non mi sono ritrovata a dover esercitare la fede di Davide.

Leggendo meglio il capitolo, si possono notare degli elementi molto interessanti che rendono questa storia molto più reale e vicina alla nostra vita quotidiana di quello che pensiamo. In primo luogo, Davide stava eseguendo un ordine, ma non era stato chiamato a combattere. Era il più piccolo di otto figli e suo padre gli aveva chiesto di lasciare il gregge che stava pascolando per portare del cibo ai suoi fratelli, impegnati in prima linea nell’esercito d’Israele. Il suo ruolo iniziale era, quindi, quello di un semplice messaggero: doveva portare viveri ai suoi fratelli e riportare notizie al padre.

Ma, come sappiamo, Davide aveva un cuore gradito a Dio: proprio per questo, quando sentì gli insulti che Golia rivolgeva a Israele, non riuscì a contenere la propria rabbia e in un momento prese la decisione di difendere il Suo Dio e il popolo da Lui scelto. La fermezza e la determinazione con cui Davide decise di affrontare il gigante dei Filistei non è solo un esempio di fede, ma anche di dignità. Davide, seppur giovane e con poca esperienza, prese la santa decisione di fare quello che nessun uomo nell’esercito d’Israele aveva avuto il coraggio di fare: ribellarsi a colui che stava insultando il suo Dio. La vita a volte ci pone davanti degli ostacoli enormi, dei giganti che sono difficili da affrontare e di cui molte volte abbiamo anche paura; qualsiasi situazione può tramutarsi in un problema più grande di noi e questa realtà è uguale per chiunque. Il rischio che corriamo, però, nelle situazioni in cui abbiamo paura di qualcosa o di qualcuno è di permettere all’ostacolo di sopraffarci, di annullare la nostra dignità per il terrore di affrontarlo.

Il sacrificio compiuto da Gesù sulla croce ci ha donato dignità e dobbiamo avere la fermezza di difendere ciò in cui crediamo con la stessa fermezza usata da Davide. La paura arriverà ma non deve impedirci di alzare la voce e difendere l’identità che abbiamo ricevuto grazie al sacrificio e al sangue di Gesù. Golia aveva più esperienza di Davide in guerra, era più alto, più spaventoso, ma nessuna di queste caratteristiche ha smosso il giovane figlio di Isai dall’obiettivo di preservare la dignità del popolo che Dio si era scelto.

C’è un’altra riflessione che è interessante fare su questa vicenda, ovvero quella sulla fede. Leggendo i momenti che precedono lo scontro fra Davide e Golia, troviamo diversi punti in cui Davide avrebbe potuto scoraggiarsi. Innanzitutto, è stato scoraggiato da suo fratello, un membro della sua famiglia che avrebbe dovuto sapere con che sentimenti aveva risposto al filisteo; invece, Eliab fraintende completamente le intenzioni di Davide. Poi, era stato sminuito da Saul. Il re di Israele aveva detto che lui non era adatto, poiché era solo un ragazzo. Infine, non riusciva a tenere addosso l’armatura e infatti decise di andare all’incontro con Golia completamente disarmato. Sappiamo bene come finisce la storia, ma se proviamo a immaginare, possiamo constatare da queste sue azioni quanto Davide confidasse completamente nella protezione di Dio. A volte ci basta poco per scoraggiarci e per mollare ciò che abbiamo deciso di fare. Troppo spesso ci dedichiamo a un lavoro con entusiasmo e gettiamo la spugna quando ci rendiamo conto che, poco dopo averlo iniziato, sembra non portare a nulla.

Davide ci insegna che la fede è dignità e che la dignità di figli di Dio rafforza la fede. Solamente fidandoci completamente della protezione e della saggezza di Dio, potremo abbattere il gigante anche quando rimaniamo soli davanti lui. Non permettiamo a nessuno di insultare il nostro Dio, sperimentiamo la fede dignitosa di Davide e vedremo la mano di Dio che, nonostante la nostra paura, farà cadere il nostro gigante con la faccia a terra.

Lucrezia Patruno

Risveglio Pentecostale – novembre 2025