La donna, così com’è presentata nella Bibbia, è superata? È incompatibile col nostro contesto sociale? È penalizzata nei suoi diritti e nelle sue libertà? La donna che rispetta il ruolo affidatole da Dio è una donna frustrata e infelice? No di sicuro!
Dio ama la donna come ama l’uomo. Gesù è morto per entrambi e la Sua grazia è distribuita senza distinzione di valore, ma solo di ruolo (Galati 3:28; 1 Pietro 3:1-5). Sentiamo spesso dire che la Parola di Dio dovrebbe essere adattata al contesto sociale. Ma sarebbe meglio dire che è la società che si dovrebbe adattarsi alle indicazioni bibliche per funzionare meglio e, in particolare, dovrebbero farlo le donne cristiane, nel loro interesse e nell’interesse della loro famiglia. «Non conformatevi a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà» (Romani 12:2). Sicuramente non possiamo e non dobbiamo estraniarci dal mondo in cui viviamo, ma anche nel contesto sociale di oggi si possono mantenere le indicazioni bibliche basilari perché Dio sapeva benissimo che cosa ci sarebbe stato nei nostri giorni.
La Parola che ci ha lasciato non è limitata nel tempo: è valida per tutte le epoche e culture. Essa ci indica come essere mogli, madri, membri di chiesa e anche buoni esempi e strumenti nelle mani del Signore fino alla vecchiaia. Per esempio è scritto: «Le donne anziane…siano maestre di ciò che è buono, affinché insegnino alle giovani ad amare i mariti, ad amare i figli, a essere assennate, pure, dedite ai lavori domestici, buone, soggette ai loro mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata» (Tito 2:3-5).
La Parola di Dio è sempre attuale non solo per la nostra salvezza e la nostra anima ma anche per lo stile di vita e per le modalità dei rapporti in famiglia, nella chiesa e nella società. Oggi è particolarmente importante avere una linea di demarcazione che ci distingua in una società dove tutto è lecito e non ci sono limiti e regole, ognuno pensa al proprio piacere, alla propria realizzazione e dove la famiglia è in piena crisi e si sta sgretolando.
Il modello biblico, fondato sull’amore e il rispetto reciproco, è quello che funziona davvero! Dio, che ha creato l’uomo e la donna, sa bene quanto è importante il nostro essere diversi ma complementari. Ognuno, nel timor di Dio, deve fare la sua parte senza individualismo o prevaricazione. Sa la donna cristiana sposata sia la single amano piacere al Signore e obbedirGli; perciò sono modeste, rispettose, servizievoli, operose e amorevoli.
La donna “secondo Dio” non eccede in nessuna cosa, né nell’esteriore né nelle sue relazioni; non si esibisce, non alza la voce, non si comporta in modo sconveniente (1 Corinzi 13:5), non è volgare o pretenziosa. Sa sottomettersi e non ha problemi a coprirsi il capo quando prega ben sapendo che a questo gesto è dedicato mezzo capitolo del Nuovo Testamento.
La donna “secondo Dio” Lo teme e cerca di compiacerLo, essendo d’esempio nella sua famiglia, nella chiesa e nella società. È una donna che si impegna a edificare e unire, sempre con dolcezza e amore. Sa prendersi cura della sua casa come la donna di Proverbi 31. È virtuosa e saggia, è ordinata e trasmette ai figli il timor di Dio. Non perde tempo in cose frivole ma sa spendere bene il suo tempo per il bene dei suoi.
Noi donne siamo determinanti per l’andamento della casa e della famiglia, per lo zelo nel partecipare ai culti, per il rispetto dei fratelli e per la preghiera e la lettura della Parola in casa.
Non siamo donne antiquate, ma “secondo Dio”, forti, coraggiose e salde nella fede. Se vogliamo essere appagate e felici, la strada giusta non è quella della realizzazione di noi stesse ma quella dell’ubbidienza al consiglio di Dio che ci ama e sa meglio di noi quello che è per il nostro bene.
Il modello divino per noi non è umiliante, è giusto e vittorioso e rende ogni donna appagata e felice, perché Dio è con noi e lo si vede dai frutti. Vinciamo l’individualismo, tanto prevalente in questa società, con l’amore che viene dal Signore e ascoltando la voce del buon Pastore. Non allontaniamoci mai dai Suoi insegnamenti. Teniamo stretta la verità come cintura dei nostri fianchi e non saremo trascinate via dalla corrente contraria.
La donna che segue la volontà del Signore non è né antiquata né moderna, è una donna “secondo Dio”.
Paola Donati
Risveglio Pentecostale – maggio 2026
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