Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Le eclissi finiscono

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Il fatto astronomico: al tramonto del 12 agosto scorso nella sua orbita la Luna è passata tra la Terra e il Sole nelle condizioni adatte a produrre un’eclissi solare, uno dei fenomeni celesti visibili a occhio nudo più affascinanti di sempre. Milioni di persone col naso all’insù e occhiali speciali hanno atteso con trepidazione il momento fatidico in cui la Luna ha oscurato quasi interamente il Sole per alcuni minuti, proiettando un ampio cono d’ombra su alcune fasce della Terra mentre il Sole era ancora alto. La sensazione di buio e di calo repentino della temperatura lasciano il segno nelle emozioni, anche qualche timore, mentre ti domandi come può il nostro piccolissimo satellite, che ha un diametro di circa 400 volte minore di quello del “re” del nostro sistema solare, riuscire a oscurarlo: lo può grazie al fatto che il Sole si trova circa 400 volte più distante dalla Terra.

Il fatto spirituale: il profeta Malachia (4:2), con una chiara allusione alla venuta di Cristo, Lo definisce “il sole della giustizia”, come la sorgente di luce, di calore e di vita che (per coloro che temono il Nome del Signore) sorgerà nell’oscurità e la metterà in fuga (come la fine dell’eclissi), producendo salvezza, guarigione e giustizia. Gesù stesso in Giovanni 8:12 si presenta come la luce del mondo, promettendo a chi Lo segue che “non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Eclissare significa “far venir meno” o “far sparire”. Che cosa possiamo comprendere dal suo esempio? Ovvero, che cosa rischia di essere eclissato dalla vita dell’uomo?  Potremmo parlare del rispetto, della costanza, dello spirito di servizio, dell’umiltà e di molte altre virtù come quelle del frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. Ma scegliamo di concentrarci sulla fede.

C’è l’eclissi di fede di chi non crede: Cristo, come il Sole, è lì, sempre disponibile per tutti. Ma ecco che qualcosa o qualcuno si mette in mezzo come ostacolo alla Sua luce. Parlando dei non credenti, in 2 Corinzi 4:3,4 Paolo scrive che “Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”. Se qualcuno sceglie di rimanere nella propria condizione di incredulità Gesù non può fare niente e l’eclissi di quel qualcuno sarà totale e la sua “cecità” permanente. Ma se in un barlume di luce anche il più refrattario degli increduli dovesse tornare in sé e dare un minimo di spazio a Cristo, la Sua luce colpirà nel segno. Per questo la nostra missione di cristiani evangelici è fare come Paolo: predichiamo Cristo e il Suo Vangelo con pienezza di Spirito Santo, senza vergogna, “perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16). La predicazione del Vangelo è la via maestra per mettere fine a tante eclissi di fede! Respingiamo con fermezza le vie oblique. Il Vangelo non ha bisogno né di abbellimenti né di edulcorazioni. Contiene il dolce e l’amaro, e il suo insieme è la Verità di cui l’uomo ha bisogno per essere salvato!

C’è l’eclissi di fede del credente: i credenti hanno la fede per credere, ma questa può essere momentaneamente eclissata quando tra noi e Cristo emergono degli ostacoli, o li mettiamo noi stessi. Tra questi ci sono le crisi di fiducia per la stanchezza di una prova che si prolunga, la sofferenza, l’avanzare del dubbio, il calare della speranza, il chiodo fisso che Dio si è dimenticato di noi. Gesù lo sa. Sa anche che le eclissi hanno una fine. E ancora oggi quando ci ricorda che “Ogni cosa è possibile per chi crede”, e noi rispondiamo come il padre di Marco 9:23,24: “Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità”, Lui prontamente risponderà. E la luce si riaccende…

 E c’è un’eclissi che non riguarda il vero credente. Infatti, se siamo fermi nel Signore e ben attaccati alla Parola, non c’è nulla che potrà eclissare l’amore di Cristo! Quindi, prestiamo attenzione a certi “satelliti” e lasciamoci andare nel canto di vittoria di Romani 8:31-39: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? … Infatti sono persuaso che (nulla e nessuno) potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Elio Varricchione

Risveglio Pentecostale – settembre 2026

foto: Gemini adaptded