In Luca 10:1;17-21 leggiamo dei settanta discepoli mandati da Gesù ad affrontare la loro prima campagna evangelistica nelle città dove successivamente Lui si sarebbe recato. Nel Suo nome avevano compiuto miracoli, avevano persino liberato degli oppressi dai demòni. Tornarono a casa vittoriosi, camminando “a un metro da terra…”. Probabilmente si aspettavano qualche parola di apprezzamento da Gesù – al loro posto lo avremmo desiderato anche noi – invece Gesù cambia registro e dice: “… non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.” (cfr. Apocalisse 3:5 e 20:12).
Non è il Gesù indifferente davanti alle “nostre” vittorie ottenute nel Suo nome, ma il Gesù che ci sprona a spostare l’attenzione della nostra gioia verso le cose eterne! È il Signore che non perde occasione di ammaestrarci, anche tramite le nostre vittorie! Ma Gesù rimarrà il Signore anche nelle nostre sconfitte: questo dobbiamo comprendere e insegnare a chi si converte a Cristo.
È accaduto all’inizio della storia della Chiesa e si ripeterà. Un grande servo di Dio come Stefano, uomo di buona testimonianza, pieno di Spirito Santo e sapienza (cfr Atti 6:3), usato da Dio per compiere miracoli (cfr Atti 8:6,13), fu tolto di mezzo dai Giudei. Era lì in ginocchio, non si ribellò, fu un facile bersaglio per gli scagliatori di pietre. Quale perdita! Fu una sconfitta per la chiesa di Gerusalemme verso la quale si scatenò una grande persecuzione condotta da un super zelante fariseo di nome Saulo. Per capirne la portata leggiamo con attenzione: “devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e, trascinando via uomini e donne, li metteva in prigione”. (Atti 8:3). Devastare significa saccheggiare, rovinare. Vuol dire che credenti come noi persero tutto, casa, beni, libertà. E tutti gli altri, salvo gli apostoli, furono dispersi, costretti a lasciare ogni cosa e fuggire.
Per una chiesa nascente quale sconfitta! Qualcuno avrà pensato: Ma dov’è finito Gesù? E le Sue promesse? Si è dimenticato di noi! È finita! Ma il Signore non fu colto di sorpresa. Subito Lui approfittò della sconfitta per portare avanti il Suo piano di salvezza. La città di Samaria fu messa sottosopra da Filippo, uno dei diaconi “colleghi” di Stefano. In Atti 8:5-8 è scritto semplicemente che lui vi predicò il Cristo. Le folle ascoltarono, uomini indemoniati furono liberati e molti paralitici e zoppi guarirono. Tanto che “vi fu grande gioia in quella città”. Altri discepoli giunsero ad Antiochia e portarono “il lieto messaggio del Signore Gesù. La mano del Signore era con loro…”. Molti credettero e si convertirono (Atti 11:20,21). Così quando Barnaba, mandato dagli apostoli, arrivò ad Antiochia, “vide la grazia di Dio, si rallegrò e li esortò tutti ad attenersi al Signore con cuore risoluto” (Atti 11:23).
Queste storie nascono da una cocente sconfitta. Ma nel v. 21 abbiamo letto che “la mano del Signore era con loro”. Questi loro sono quelli che non si persero d’animo, che non si piansero addosso, che non rinnegarono la fede, che anziché nascondersi e smettere di evangelizzare lo fecero con maggior vigore! Queste storie si ripeteranno tante volte nella storia di Dio, anche in quella più recente del nostro Movimento Pentecostale quando i nostri padri furono perseguitati, dispersi, messi in carcere, inviati al confino di polizia. Anche loro non si sono persi d’animo, la mano del Signore è stata con loro, le chiese si sono moltiplicate e il potente messaggio dell’Evangelo ha continuato a salvare anche le nuove generazioni (ogni tanto è utile ricordare le nostre radici…). Fratelli, sorelle, se apparteniamo a Cristo non dobbiamo temere le sconfitte! Insegnano alla scuola della vita. Come quella della croce, che molti ritengono essere la più grande sconfitta della storia, mentre in realtà la croce di Cristo è il più grande trionfo di sempre! Gesù ha vinto la morte ed è il Signore anche in mezzo alle nostre sconfitte! Come veri discepoli di Cristo affrontiamo ogni cosa permessa dall’Alto!
Non abbassiamo la guardia! Seguiamo Cristo senza farci deviare da nulla e da nessuno! Predichiamo Cristo, e tanti altri Lo conosceranno! Preghiamo che Egli susciti ancora Suoi uomini e donne nel nostro tempo, buoni, pieni di Spirito Santo e di fede, che continuino a rivolgere alle nostre chiese la stessa esortazione: “Attenetevi al Signore!” Sì, teniamoci stretti al Signore con cuore determinato e piena convinzione della mente. La Sua mano sarà ancora su di noi e ci accompagnerà alla Sua vittoria, soltanto per la Sua gloria!
Elio Varricchione
Risveglio Pentecostale – marzo 2026
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