“…tirerete fuori la raccolta vecchia per far posto alla nuova!” (Levitico 26:10)
Nel capitolo 26 del Levitico il Signore stabilisce le condizioni dell’alleanza che regoleranno la vita del Suo popolo nella terra promessa. È interessante osservare che solo i primi 13 versetti sono dedicati alle “benedizioni” promesse legate all’ubbidienza e sottomissione alla legge (v.3), mentre tutto il resto descrive il disastro materiale e spirituale dovuto alla disubbidienza (v.14). Non dovremmo mai dimenticare che “ciò che fa ricchi è la benedizione dell’Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla” (Proverbi 10:22). Ogni sforzo umano diventa inutile quando manca la benedizione di Dio. “Se l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l’Eterno non protegge la città, invano vegliano le guardie. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato, egli dà altrettanto ai suoi diletti, mentre essi dormono” (Salmo 127:1,2). Quando confidiamo esclusivamente nelle nostre forze, ci esponiamo inevitabilmente a una deriva spirituale: il successo tende a generare orgoglio, mentre il fallimento produce frustrazione. In entrambi i casi, l’autosufficienza umana finisce per allontanarci da Dio e dal Suo piano per la nostra vita.
Per mezzo di Mosè, Dio garantisce ai Suoi figli una benedizione duratura, anno dopo anno, tant’è che “mangerete il raccolto vecchio che durerà così a lungo che dovrete sgombrare il vecchio raccolto per fare posto al nuovo”. Come a dire che il raccolto dell’anno precedente sarà sufficiente fino a fare posto al nuovo raccolto perché “la trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla semina” (v.5). Insomma, “il mio Dio soddisferà abbondantemente ogni vostra necessità, secondo le Sue ricchezze e con gloria, in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19). Ciononostante, è nei versetti 11-13 che scopriamo come la benedizione di Dio non consiste, come spesso viene presentata da chi illude se stesso e gli altri, nella mera prosperità materiale, nella buona salute e nella ricchezza, ma nella presenza e nell’intervento redentivo di Dio nella vita del credente per aiutarlo e sostenerlo in ogni tempo e circostanza: “Io stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi rigetterò. Camminerò tra voi, sarò vostro Dio, e voi sarete mio popolo. Io sono l’Eterno, il vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto affinché non foste più schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta” (Levitico 26:11-13). È la Sua benedetta approvazione e provvidenza costante che ci assicura la crescita, lo sviluppo e l’edificazione nonché la nostra santificazione e fedeltà alla Sua Parola.
L’anno che è ormai passato ci ha visto attraversare molti momenti diversi: difficoltà di vario genere (lavorative, economiche, sentimentali e relazionali….) senza contare delusioni, malattie e preoccupazioni. Eppure, lungo tutto questo percorso, il Signore non ci ha lasciati soli: anche nel mezzo della tempesta ci ha sostenuti, donandoci sicurezza, forza e incoraggiamento. Per questo, alla fine dello scorso anno, sulle pagine di Risveglio Pentecostale abbiamo potuto dire: “Fin qui l’Eterno ci ha soccorsi” (1Samuele 7:12). Perciò all’inizio di questo nuovo anno confidiamo che il Signore sarà con noi e continuerà a prendersi cura del Suo popolo, riconoscendo che questa è la vera benedizione. Egli si prenderà cura di noi provvedendo alle nostre necessità spirituali e materiali. In ogni circostanza non lasciamoci sopraffare dall’ansia ma confidiamo nel nostro Salvatore Gesù Cristo che viene ancora a noi con le Sue parole: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque ansiosi per il domani; poiché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:33, 34); “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20). Tutto questo non ci è promesso semplicemente per assicurarci una vita priva di sfide e difficoltà, ma per chiamarci a una testimonianza fedele, nel desiderio di condurre altri a Cristo e di essere pronti a incontrarLo al Suo ritorno.
Gaetano Montante
Risveglio Pentecostale – gennaio 2026
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