Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Custodisci il tuo campo

Custodisci il tuo campo

“Samma si piantò in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei. Il Signore concesse una grande vittoria” (2Samuele 23:12)

Il testo nei versi da 8 a 39 presenta un elenco di valorosi guerrieri al servizio del re Davide. Ogni condottiero viene descritto associandolo a un’impresa eroica, ma i loro non erano solo atti di coraggio, bensì delle vere azioni di fede e lealtà a Dio e a Davide. Tra i valorosi ci viene presentato Samma che, a differenza dell’esercito che si diede alla fuga di fronte ai filistei, difese un campo di lenticchie con coraggio e lealtà a Dio e a tutto il popolo. Considerato che “tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione” (Rom.15:4), il testo è per tutti insegnamento puntuale sull’importanza della determinazione, della fede incrollabile e della coraggiosa difesa del campo di Dio. Ogni credente è chiamato a proteggere e a difendere:

IL CAMPO DELLA FEDE PERSONALE. Il termine “campo” è riferito a un territorio, ma anche un ambito, un settore, da qui l’esortazione a difendere la fede personale. Anzitutto vogliamo curare e proteggere il nostro amore per Dio. Uno dei pericoli che tutti corriamo è amare le cose che riguardano Dio, trascurando l’amore per Dio stesso, rischiando di confondere l’amore per le attività legate alla fede o al servizio con il vero amore verso il Signore. Alla chiesa di Efeso il Signore dirà: “Ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore” (Apo.2:4). L’interrogativo di Gesù risuona ancora oggi: “Mi ami tu?” (Gio.21:15-17). Poi siamo chiamati a difendere il campo della preghiera personale. La Bibbia dimostra come Gesù pregasse costantemente e insegna che la preghiera efficace deriva da una vita in comunione con Dio. Ultimo, da non trascurare, lo studio della Parola di Dio. Per ogni credente la Bibbia è il luogo dell’incontro quotidiano con Dio, lo strumento per la crescita, realizzando le parole di Paolo ai Colossesi: “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza” (Col.3:16).

IL CAMPO DELLA FAMIGLIA. Il “campo” difeso da Samma ci ricorda l’importanza di difendere e proteggere la nostra famiglia; siamo tutti chiamati a difendere con passione, dedizione e coraggio questo campo come bene prezioso. La famiglia è importante, nonostante gli impegni del servizio cristiano, la sua difesa e cura devono essere prioritari. Il matrimonio di un credente è un modello per l’intera comunità! (Prov.31:10-31). I coniugi, prima che marito e moglie, sono fratello e sorella in Cristo (1Cor.9:5). Dio aiuti le coppie cristiane a vivere una perfetta comunione, un tenero rispetto reciproco, un amore senza riserve e in piena fedeltà coniugale. Poi viene la cura e l’educazione spirituale dei figli e proviamo grande gioia quando vengono raggiunti dalla Grazia di Dio. L’impegno dei coniugi verso i figli deve essere costante. Non si deve mai abbassare la guardia! (2Tim.3:15). C’è poi da considerare l’impegno comune nel servizio. Nel Nuovo Testamento Aquila e Priscilla vengono menzionati sempre assieme in uno stretto rapporto e devozione nel servire la Chiesa del Signore, hanno reso la loro unione un riferimento nella fede pratica (Atti 18:2,18,26).

IL CAMPO DELLA CHIESA DEL SIGNORE. “Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio” (1Cor.3:9). Le metafore suggeriscono come la Chiesa del Signore sia luogo che richiede coltivazione per la crescita (campo), e solide fondamenta per la costruzione (edificio). Siamo chiamati a perseverare nella sana dottrina (2Gio.9). Ogni credente, oltre al pastore, ha l’alto compito di difendere la comunità locale dalle false dottrine e il modo per farlo è l’impegno per la conoscenza delle Scritture, la predicazione fedele della Parola e l’applicazione nella vita quotidiana (2Tim.4:12). Siamo chiamati a guidare i più giovani nella fede, a rifiutare le dottrine false che possono confondere e allontanare dalla verità (Tito 2:15) e a procacciare l’unità dello Spirito. La Parola richiama il credente a salvaguardare l’unità della Chiesa con la stessa devozione con cui Samma difese quel campo di lenticchie. La preghiera di Gesù: “Che siano tutti uno; che, come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi” sia la preghiera di ogni servo di Dio (Giov.17:21).

IL CAMPO DELLE RELAZIONI FRATERNE. La nuova nascita e la conseguente maturità spirituale producono nei servi del Signore, che siano pastori e dottori, apostoli, profeti, evangelisti, missionari, diaconi, consiglieri di chiesa, responsabili di missioni, monitori, o semplici credenti, il desiderio di vivere una profonda, sincera e vera relazione con altri servi del Signore che aiuterà a stimare gli altri come conservi nell’opera del Signore. Paolo chiama Timoteo “uomo di Dio” (1Tim.6:11). Non siamo i soli ad aver ricevuto un dono di Dio, anche altri hanno ricevuto una precisa chiamata divina. Dio ci aiuti a collaborare insieme nel campo di Dio. Paolo amava collaborare con i fratelli, egli aveva tanti collaboratori (Filem.1; Filipp.4:3; Rom.16:9,21; 2Cor.8:23). Lavorare insieme non è sempre facile, pur tuttavia i credenti cercheranno sempre il bene della Chiesa e delle anime perdute: “Noi non signoreggiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia” (1Cor.1:24) nella mutua cooperazione. Come Paolo operava insieme così anche noi vogliamo faticare insieme nell’opera comune. Via da noi rivalità e orgoglio, vogliamo essere semplicemente servi del Signore che amano lavorare per il progresso del Vangelo, chiamati a incoraggiare i fratelli in difficoltà. Come l’apostolo Paolo non cessò mai di incoraggiare i giovani Timoteo e Tito a proseguire senza timore nel servizio, anche noi con lo stesso amore e la stessa tenacia vogliamo essere strumenti nelle mani di Dio per rialzare quanti stanno affrontando situazioni difficili.

Gioacchino Caltagirone

Risveglio Pentecostale –  gennaio 2026

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