Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Donne premurose

Scaviamo ancora una volta nel noto episodio biblico di Giovanni 11:1-46 in cui le sorelle Marta e Maria affrontano il loro momento più difficile: la morte del fratello Lazzaro.

Queste due donne, nonostante siano circondate da parenti e amici, non trovano conforto.

Marta, sentendo che sta arrivando Gesù, Gli corre incontro, Maria rimane a casa, stretta nel suo dolore.

Marta nel vedere Gesù gli dice: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; ma anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà” (11:21,22). Che dichiarazione di fede!

Anche noi, come Marta, sappiamo che Dio può tutto, andiamo a Lui chiedendo con sincerità e fede, dichiarando ciò in cui crediamo, miracoli, vita eterna, risurrezione… ma ci crediamo fino in fondo?

 

In certi momenti questa fede può venir meno? Come Marta davanti alla richiesta di Gesù di spostare la pietra della tomba. Fin dove arriva (a credere) la nostra fede? Dio lo sa!

 

Concentriamoci ora sul verso 28: “Detto questo (Marta) se ne andò e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: “Il Maestro è qui, e ti chiama”.

Quale premura mostra Marta verso sua sorella! Mentre sta ancora parlando con Gesù realizza che Maria è rimasta a casa a piangere.

Lascia tutto e corre a chiamarla: “Il Maestro ti chiama”. Sa che solo Gesù la potrà consolare!

 

Quante volte la nostra fede viene messa alla prova duramente, il dolore ci sommerge tanto da non riuscire a risollevarci… In questi casi ognuna di noi ha reazioni diverse, il nostro carattere emerge.

Ci sono “le Marta” che corrono da Gesù, e subito si sentono risollevare.

E ci sono “le Maria” che non vedendo altro che la propria drammatica situazione non riescono a staccarsi dalla “sedia” di dolore, sconforto e tristezza.

Ma Dio è sempre pronto a rialzare chi va a Lui e provvede. In quel tempo tramite la sensibilità di Marta.

Al nostro tempo potrebbe usarsi proprio di ognuna di noi.

 

Infatti tocca a noi, donne cristiane, essere attente, sensibili e premurose per accorgerci delle situazioni e accorrere verso qualche nostra sorella o amica.

Adoperiamoci per portarle dal Signore, affinché nessuna resti “seduta nella casa del pianto”, nessuna si senta “invisibile”, sola o abbandonata…

 

“Il Maestro ti chiama”: che belle parole da sussurrare all’orecchio, senza giudicare chi permane nel proprio dolore, quasi mancasse di fede.

Senza criticare evidenziando con lunghi discorsi che da troppo tempo è “seduta a piangere”.

“Il Maestro ti chiama”: parole giuste perché solo in Gesù c’è il Consolatore per eccellenza, che sa dare la forza e la capacità di rimettersi in piedi e iniziare con nuove forze un nuovo cammino.

Signore, apri i nostri occhi, dacci un cuore premuroso e facci strumenti efficaci nelle Tue mani!

 

Infine Gesù aveva detto a Marta: “Se credi, vedrai la gloria di Dio”.

Sappiamo bene che Gesù risusciterà Lazzaro. E per noi, quale miracolo potrà compiere? Quale grazia ha a nostra disposizione?

Che ancora oggi Dio sviluppi la nostra fede per credere, così da vedere la gloria di Dio nella nostra vita, nelle nostre case e nelle nostre chiese!

Margherita Lanza

Risveglio Pentecostale – maggio 2024