È utile ricordare che l’apostolo Paolo scrive la lettera ai Filippesi mentre si trova in carcere a Roma. Questa condizione richiama ancor di più l’attenzione sulle esortazioni o presenti in questa lettera. Nel primo capitolo comincia subito col tranquillizzare chi legge dicendo che, al contrario delle umane aspettative, la sua prigionia “ha piuttosto contribuito al progresso del Vangelo”, permettendo all’apostolo di portare il messaggio di Cristo a tutti i pagani del pretorio romano. Di conseguenza ha potuto incoraggiare i credenti al punto che la maggior parte ha avuto più coraggio “nell’annunciare senza paura la Parola di Dio”.
Saltiamo al quarto capitolo dove spiccano altre esortazioni, come ad esempio: “Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi!” e dove Paolo gioisce per aver ricevuto delle cure pratiche dai filippesi. Questo gli fa dichiarare di aver imparato a essere nell’abbondanza e nell’indigenza, cosa che lo fa esultare con il versetto 13: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica!”. Il grande apostolo Paolo, che ha portato con potenza il Vangelo di Cristo nel cuore del paganesimo, è anche colui che più di ogni altro apostolo ammette di “compiacersi nelle sue debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:10). Questa, che è una delle apparenti contraddizioni del Vangelo di Cristo, è una grande realtà per tutti i credenti: infatti sappiamo bene che è quando ci sentiamo forti che diventiamo deboli! “Ma la nostra capacità viene da Dio!” (2 Corinzi 3:5).
Dobbiamo però prendere atto che questa affermazione, come pure “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”, senza la fede perde di qualsiasi efficacia, ma con la fede diventa potenza di Dio nella nostra vita di ogni giorno! Tutto questo per arrivare al punto centrale… “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la Sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù”. (Filippesi 4:19).
Che cosa ci sarà nel nostro domani? Incontreremo salute o infermità, benessere o povertà, sicurezza o timori…? Noi non lo sappiamo, ma Gesù sì! È Lui che dice: “Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno”. Pochi consigli sono più semplici di questo e allo stesso tempo così difficili da mettere in pratica. Se non per mezzo della fede! Quindi preoccupiamoci di credere che il nostro Dio provvederà! Colui che sa, vede, ode, sarà ancora e sempre Colui che provvede. Iavè-Irè, che ha fatto comprendere ad Abraamo che “al monte del Signore sarà provveduto” (Genesi 22:14), è lo stesso Dio che ci ha rivelato tramite Paolo che anche noi possiamo ogni cosa in Colui che ci fortifica. Lui provvederà ancora nel nostro domani perché è anche il nostro Dio!
Allora nel nostro domani c’è la provvidenza di Dio! L’abbiamo letto, ma come famiglia spirituale e naturale c’è bisogno di afferrare queste parole: il nostro Dio provvederà a ogni nostro bisogno! Come singolo credente: il mio Dio provvederà a ogni mio bisogno! Su queste parole non c’è solo la firma di Paolo, ma è chiaramente sottintesa anche quella di Dio. Infatti in Romani 8:32 leggiamo: “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con Lui?”.
Ci sono limiti alla provvidenza di Dio? Se ci sono limiti, questi non si trovano certamente in Dio ma dentro di noi. Ma il nostro Dio ci istruisce in ogni maniera. Nel Salmo 127:1-2 ci invita a collaborare con Lui in ogni cosa, di casa nostra o della Sua Casa, la Chiesa. Lo dice anche Proverbi 10:22: “Quel che fa ricchi è la benedizione del Signore e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla”. Allora alleiamoci col nostro Dio, ascoltiamo i Suoi consigli anche nei fatti pratici della vita di ogni giorno, ricerchiamo la Sua approvazione e vedremo se Dio non benedirà le nostre scelte! Risultato? Non ci stancheremo inutilmente, anzi beneficeremo del Suo riposo!
Vediamo ora un ultimo aspetto: Qual è la provvidenza che Dio preferisce? “Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la Sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù” ci dice che le ricchezze che Dio preferisce sono quelle che arricchiscono! Che scaturiscono dal trono della grazia di Dio e dalla Sapienza di Cristo, ben raffigurata da Proverbi 8:17-21: “Io amo quelli che mi amano, e quelli che mi cercano mi trovano. Con me sono ricchezze e gloria, i beni duraturi e la giustizia. Il mio frutto è migliore dell’oro fino, il mio prodotto vale più dell’argento selezionato. Io cammino per la via della giustizia, per i sentieri dell’equità, per far ereditare ricchezze a quelli che mi amano, e per riempire i loro tesori”. Quale amore! Quale cura! Quale futuro! Salga da ognuno di noi il ringraziamento a Colui che non cesserà mai di provvedere a ogni nostro bisogno!
Elio Varricchione
Risveglio Pentecostale – febbraio 2025
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