Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

il perdono

“Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati” (Efesini 4:31-32)

Il perdono! Quante volte abbiamo sentito questa parola? Quante volte l’abbiamo letta? Quante volte l’abbiamo pronunciata? Ma quante volte l’abbiamo realmente messo in pratica? Perdonare significa dimenticare, cancellare dal cuore un’offesa ricevuta e fare in modo di non portare rancore verso qualcuno che ci ha fatto uno sgarbo, un’offesa.
Se riflettiamo un po’ certamente ci verranno in mente tante circostanze nelle quali siamo stati perdonati, altre in cui abbiamo perdonato e altre ancora in cui avremmo dovuto perdonare e non l’abbiamo fatto.

Purtroppo in questi tempi non tutti sono capaci di perdonare con il cuore, basta guardarsi intorno e vedere l’egoismo, l’indifferenza, il tradimento anche nell’ambito della famiglia stessa.
Il mondo è pieno di violenza e di trasgressione con maggiore evidenza nell’età giovanile. Molti di questi tristi e penosi avvenimenti sono causati proprio dalla mancanza di pendono e di amore che caratterizza la vita sul nostro pianeta. Perdonare è diventato molto raro, anzi rarissimo, e noi, che per grazia di Dio siamo Suoi figlioli, dobbiamo cercare di farlo nella realtà e non solo a parole.

Il Signore Gesù ha detto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e questo è uno dei comandamenti più importanti che consiste nel perdono. È appunto uno degli aspetti in cui si manifesta l’amore verso il prossimo.
Nella Bibbia ci sono tanti esempi di perdono, primo fra tutti quello di Gesù che, mentre veniva crocifisso, pregò dicendo: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
Nella parabola del figliol prodigo, un padre misericordioso pratica il perdono verso il proprio figlio, dopo aver sperperato tutti i beni che gli aveva donato.
E ancora la vicenda dell’apostolo Pietro che, dopo avere rinnegato per tre volte il Signore, fu perdonato da Gesù, il maestro.
Lo stesso Pietro, una volta, avvicinatosi a Gesù Gli chiese: “Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me?” Fino a sette volte?. E Gesù a lui, non ti dico fino a sette volte ma fino a settanta volte sette” (Matteo 18:21-22).

Certo amare e perdonare chi ci vuole bene, chi ci è simpatico, chi ci dà qualcosa in cambio è sicuramente più semplice rispetto al perdono di chi non merita nulla o che non gode molto della nostra stima, ma ancora una volta ci giunge l’insegnamento di Gesù: “Amate i vostri nemici” (Matteo 5:44).
Il perdono è un simbolo, una sorta di stemma, di distintivo per il cristiano. Un distintivo che manifesta la misericordia di Dio, la pazienza di Dio, la fedeltà di Dio, l’amore di Dio. Un distintivo da avere obbligatoriamente. Ricordiamoci che non perdonare è peccato, e lungi da noi la disubbidienza e il peccato!

Giuseppe Nicosia

da Risveglio Pentecostale – febbraio 2024