Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Il segreto della continuità

Il segreto della continuità: “Passa il Giordano” (Giosuè 1:1-9)

La continuità e la stabilità dell’opera di Dio nel tempo e nello spazio sono essenziali. Nel testo in esame il Signore dice a Giosuè: «Passa questo Giordano»; come a dire: “Continua in ciò che è già stato iniziato”, ovvero “Prosegui nel cammino che ho tracciato” e “Vai avanti!”. Mosè e Giosuè rappresentano due generazioni che realizzano l’opera potente dello Spirito di Dio nella loro vita in tempi e in circostanze diverse. Mosè aveva realizzato la potenza di Dio in Egitto e negli anni del deserto, alla guida del popolo dal Mar Rosso al Giordano. Giosuè aveva realizzato l’opera di Dio negli anni del deserto e l’avrebbe sperimentata nella Terra Promessa.
Appare ben chiaro che ci fu un tratto di vita che Mosè e Giosuè percorsero insieme: il periodo trascorso nel deserto quando dall’uscita del Mar Rosso fino alle soglie di Canaan, l’anziano Mosè e il giovane Giosuè camminarono insieme. Sebbene appaia una solenne ovvietà, dobbiamo considerare che ci sono dei tratti della vita che viviamo insieme alle altre generazioni.
Avvenne così per il profeta Samuele e Davide, per Elia ed Eliseo, per Paolo e il giovane Timoteo: uomini di generazioni diverse che percorsero un tratto di strada insieme. Quando la generazione più anziana passa via, l’altra prosegue condividendo con qualcun altro che farà un altro tratto di strada insieme. Comprendiamo le parole di Gesù quando dice: «Io vi ho mandati a mietere là dove non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete entrati nella loro fatica» (Giovanni 4:38). Mosè aveva attraversato il “suo” Mar Rosso e Giosuè avrebbe attraversato il “suo” Giordano. Davide aveva preparato tutti i materiali e i progetti per la costruzione del tempio e Salomone avrebbe costruito il tempio.
Il movimento pentecostale ha superato i cento anni dalla sua nascita e, dall’inizio ad oggi, c’è stato un alternarsi di generazioni.

Qual è il segreto della continuità?
Prima di tutto, l’incrollabile promessa di Dio: «Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè». La stessa cosa che Dio aveva detto a Mosè fu ribadita a Giosuè. In realtà la promessa era stata fatta ancor prima ad Abramo, Isacco e Giacobbe fino ad arrivare a Mosè: Quella terra sarà vostra dunque, «Passa questo Giordano».
Dio fa le promesse e le Sue promesse sono “Sì e Amen”! Dio ha fatto delle promesse ai nostri genitori, a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti, ed esse sono immutabili, sempre valide perché sono fatte da Lui!
Questo movimento al quale ci onoriamo di appartenere si fonda sulle promesse di Dio: la salvezza in Cristo Gesù, il battesimo nello Spirito Santo con l’evidenza delle altre lingue, il prossimo ritorno del Signore. Queste promesse, come tante altre, sono sempre valide perché fatte dal Signore! Coraggio fratello, passa il Giordano, va’ avanti e abbi fiducia nelle promesse del Signore!

In secondo luogo, l’insostituibile presenza di Dio: «Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Mentre la promessa dà la certezza del territorio, la presenza di Dio dà la certezza della conquista, della vittoria: «Passa il Giordano» perché Io sarò con te come sono stato con Mosè.
Senza la presenza di Dio non faremmo molta strada. Potremmo anche conoscere tutte le promesse di Dio, ma senza la Sua presenza non attraverseremo mai il Giordano e non vedremo le mura di Gerico crollare: solo la presenza di Dio è la garanzia di una vita benedetta e di una chiesa vittoriosa.
Giosuè aveva sentito e ricordava le parole di Mosè: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui» (Esodo 33:15). La presenza del Signore è la nostra vittoria e «quando l’avversario verrà come una fiumana, lo Spirito dell’Eterno lo metterà in fuga» (Isaia 59:19).

In terzo luogo, il segreto della continuità è il solido fondamento della Parola di Dio: «Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai» (Giosuè 1:8). La Bibbia, la Parola di Dio, deve rimanere la base, il punto fermo per ogni generazione. Le culture cambiano, le conoscenze aumentano, alcuni usi mutano, ma la Parola di Dio rimane sempre la stessa. Così fu per Mosè, per Giosuè e per tutti gli altri servitori di Dio, così rimane per noi. La predicazione della Parola del Vangelo è il fondamento e il segreto della continuità.

Infine, ciò che garantisce e consolida la continuità dell’opera del Signore è la Sua immutabile fedeltà: «Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l’Eterno, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai» (Giosuè 1:9).
Sarebbe potuto accadere a Giosuè di avere paura e di domandarsi: “Sarò in grado di continuare quello che Mosè ha fatto?” Come poteva sentirsi Giosuè che aveva visto Mosè aprire il mar Rosso con un semplice bastone? “Potrò mai farcela anch’io?” Come poteva sentirsi Eliseo quando guardava al ministero potente di Elia?
Non saprei immaginare come potesse sentirsi Timoteo di fronte a quel gigante che era Paolo. Eppure, questi uomini hanno continuato, grazie alla presenza del Dio immutabile, l’opera iniziata da chi li aveva preceduti.
Sicuramente non potremo fare sempre affidamento sugli uomini, anche se fossero i più onesti, i più timorati di Dio, i più preparati, perché “maledetto è l’uomo che confida nell’uomo”. Per la stessa ragione non possiamo fare affidamento su noi stessi.
Allora arriva la benedetta Parola di Dio: «Certa è questa parola: se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo; se lo rinnegheremo, anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso» (2 Timoteo 2:11-13). «Questo voglio richiamare alla mente, per questo voglio sperare: è una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti; le sue compassioni non sono esaurite, si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà!» (Lamentazioni 3:21-23).
Dio è immutabile per ogni generazione.
Per la fedeltà di Dio, Mosè passò il Mar Rosso e guidò il Suo popolo per quarant’anni.
Per la fedeltà di Dio, Giosuè attraversò il Giordano e conquistò la Terra Promessa.
Per la fedeltà di Dio, Elia vide il fuoco scendere dal cielo e per la stessa fedeltà Eliseo vide miracoli straordinari.
Per la fedeltà di Dio, Neemia e Esdra riedificarono tempio e mura di Gerusalemme e gli apostoli predicarono il Vangelo in tutto il mondo dopo aver realizzato la potenza della Pentecoste.
È per la fedeltà di Dio che noi siamo in vita e per la Sua fedeltà le nuove generazioni potranno proseguire ad annunciare il Vangelo a ogni creatura, perché Dio rimane lo stesso e non cambia mai: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Ebrei 13:8).

Gaetano Montante
adattamento dalla predicazione di mercoledì 6 marzo 2024
alla Conferenza della PEF (Pentecostal European Fellowship) di Capaccio Scalo-Paestum

 

Risveglio Pentecostale – aprile 2024