Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

il valore di un credente

“Anche voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti perché, se anche ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati, senza parola, dalla condotta delle loro mogli, quando avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell’intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d’oro e nell’indossare belle vesti, ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore” (1Pietro 3:1-4).

Quando si può dire che un credente “ha valore”? Noi possiamo cogliere solo ciò che appare ai nostri occhi, ma il testo biblico indica alcune qualità: ciò che vale davvero nella vita di un credente è ciò che ha valore davanti agli occhi di Dio.

Dio guarda alla condotta, al comportamento. Più che le nostre parole, è ciò che facciamo che è importante agli occhi di Dio. Il testo mostra che è possibile guadagnare qualcuno a Cristo non tanto per mezzo delle parole, ma attraverso la condotta. Ben oltre il contesto del nostro brano, la Bibbia insegna che una condotta mansueta è in grado di avere un impatto notevole sulla vita di chi ne è testimone, contribuendo a guadagnare a Cristo chi ne è lontano. Ricordiamo le parole di Gesù nel Vangelo: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. Agli occhi di Dio ciò che vale, ciò che dà valore è una vita consacrata al Signore, vissuta per piacere a Lui.

La nostra condotta è ciò che ha davvero valore, è ciò che vale agli occhi di Dio. Dio considera di valore la nostra vita interiore, ciò che è “intimo e nascosto”. La nostra vita spirituale è quella che vale agli occhi del Signore, i momenti nella cameretta segreta, dove ci si incontra e si parla con Lui. Gli occhi del nostro Padre celeste “vedono” la nostra vita spirituale, quella interiore, che nessuno è in grado di scrutare come Lui. Non importa come possiamo apparire agli uomini e questa verità non può essere oscurata dal fatto che la nostra società sembra incoraggiarci a ricercare la visibilità a ogni costo e in qualsiasi contesto. Sembra quasi che se qualcosa non è notato non è accaduto, ma non è così.

Tutta la Bibbia insegna che è l’“interiore” quello che conta agli occhi del Signore, ed è quello che va curato nella “cameretta segreta” che, ahinoi, è un luogo spesso trascurato nella vita di molti credenti. Dio ci aiuti a curare la nostra vita interiore, perché ciò che vale davvero è ciò che vale agli occhi di Dio: “E che vale egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?”, sono le parole di Gesù. Non facciamoci trascinare dalla società che ci condiziona, talvolta perfino con intenzioni nobili e apprezzabili, a cercare di stare al passo con i tempi mutevoli per conferire valore alla nostra persona, alla nostra causa e alla nostra azione secondo canoni che non corrispondono ai “gusti” di Dio.

Dio scruta, valuta e apprezza i sentimenti nascosti del nostro cuore. Il nostro testo afferma: “Quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore”. Sono i sentimenti del cuore che fanno la differenza. Potremmo anche avere talenti e capacità eccellenti, essere preparati  e impegnati  in tutti gli aspetti della vita, ma quello che conta agli occhi di Dio continuerà a essere ciò che abbiamo “nel cuore”: i sentimenti del cuore contano più di ogni altra cosa. Emblematico rimane l’episodio in cui Samuele, dovendo ungere colui che avrebbe preso il posto di Saul come re d’Israele, passava in rassegna i figli di Isai per cercare di capire chi fosse il prescelto. In quella occasione Dio, vedendolo indugiare sul loro aspetto, gli disse: “L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore”.  Samuele, infatti, non sapeva che c’era un giovane, di nome Davide, non considerato e non invitato alla festa ma il cui cuore era secondo il cuore di Dio e che era stato scelto nonostante il suo aspetto tutt’altro che marziale.

Il credente secondo il cuore di Dio, alla luce del Nuovo Testamento è colui nel quale  sboccia il fiore straordinario del frutto dello Spirito Santo, il carattere di Cristo che ha davvero valore davanti agli occhi di Dio. Non dimentichiamo mai che ciascuno di noi è il risultato dell’opera meravigliosa di Dio per compiere la quale, avendoci amato, e avendo amato tutto il mondo, ha donato il Suo Unigenito Figlio. Ricordiamo la parabola della perla: “Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una perla di gran valore, se n’è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l’ha comperata”.  Siamo cresciuti convinti che la perla di grande valore fosse Gesù, ma il vero significato è un altro: la perla di grande valore è la chiesa, siamo noi, è quell’anima che il Signore va a cercare, per salvare. Il Figlio di Dio ha visto l’anima perduta, ha lasciato la gloria per farsi uomo e ha dato tutto, finanche la vita sul Calvario, per acquistare col Suo sangue le nostre anime. Alla luce di questa interpretazione possiamo in qualche modo dire che, davanti agli occhi del Signore, ciascuno di noi è una perla preziosa. Un gioiello di pregio, di grande valore si tiene da conto, lo si indossa in occasioni speciali, poi si custodisce in un luogo sicuro, in un portagioie di pregio. Questo ci fa andare col pensiero alle parole che una donna saggia rivolse a Davide: “Se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l’Eterno, che è il tuo Dio” (1Samuele 25:29).

Perciò, ricordiamo che siamo preziosi e consideriamo che questo grande valore è quello che Dio ci ha conferito con la Sua grazia, che consiste in ciò “che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico” e che si manifesta con una condotta conseguente che è gradita a Dio, glorifica il Suo Nome e rende la nostra testimonianza efficace.

adattamento della predicazione del fratello Montante esposta nel culto di consolazione per la dipartita della sorella Lidia Borzillo in Mottola del 9 settembre 2024 a Avellino

 

da Risveglio Pentecostale – ottobre 2024