Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

La crisi dell’uomo

Molte cose cambiano nel corso del tempo. La modernità non è soltanto una questione di tecnologia e innovazione. Cambiano l’ambiente, la società, le persone, gli approcci, le mentalità, quello che comunemente chiamiamo “senso delle cose”. Esiste, tuttavia, una condizione che in questo tumultuoso mutare del tempo e della vita tende a permanere: la crisi dell’uomo.

Quella crisi interiore, profonda, apparentemente insondabile e difficile da esprimere. Una crisi identitaria che in questo articolo indicheremo con il suo corretto nome, ovvero una crisi spirituale. Nella Bibbia la crisi dell’uomo coincide sempre con l’assenza di Dio. Tra i tanti esempi, nel libro della Genesi troviamo illustrata con grande concretezza la crisi di Caino, primogenito di Adamo ed Eva che divenne noto per aver ucciso suo fratello Abele a seguito di un eccesso di gelosia (4:1-15). In Genesi 4:16, in particolare, troviamo raffigurati tre diversi luoghi che rappresentano, con i loro significati, non solo le tappe della crisi di Caino ma anche, più genericamente, l’evoluzione della crisi spirituale nelle sue fasi della nascita, del consolidamento e del possibile superamento. “Caino si allontanò dalla presenza del Signore e si stabilì nel paese di Nod, a oriente di Eden” (Genesi 4:16).

 

La nascita della crisi

Il primo luogo, quello che sancisce la nascita della crisi, è la presenza del Signore.

Riuscire a descriverlo con parole precise è decisamente arduo. Sicuramente si tratta di un luogo dove Dio si manifesta e che quindi viene reso santo (Giosuè 5:15), pieno di potenza (Atti 4:31), pace (Esodo 33:14) e gioia (Salmo 16:11). Questo luogo non si identifica solamente con la Chiesa che si riunisce, ma è il cuore e la vita stessa di chi, accogliendo Dio nella propria vita, permette che questa presenza possa portare le sue virtù e i suoi potenti frutti.

Un figlio di Dio che non sente più la presenza del Padre e nel cui cuore non risiedono più la pace, il riposo, la gioia e la potenza è nel bel mezzo di una crisi spirituale. Chi ha vissuto tale assenza riconosce perfettamente quanta frustrazione generi una vita che si svuota e che si allontana da Dio! Proprio per questa ragione la presenza del Signore è il luogo dove nasce la crisi. Quante volte ci è stato chiesto: “Senti la presenza di Dio nella tua vita?”.

 

Il consolidamento della crisi

Il secondo luogo che è interessante analizzare è il paese di Nod, posizionato lontano dalla presenza di Dio e dove la crisi spirituale si consolida. Leggiamo che Caino vi si stabilì e mise le sue radici costruendo una famiglia e una città (Genesi 4:17). Nod è un luogo pericoloso in quanto produce la distrazione dell’uomo dalla sua crisi spirituale illudendolo del fatto che, tutto sommato, una vita lontana dalla presenza del Signore sia comunque possibile.

Spesso anche noi rischiamo di portare avanti le nostre vite nonostante l’assenza di Dio e ci stabiliamo in quei luoghi fisici ed emotivi dove costruiamo una famiglia, numerose amicizie, la nostra casa e le nostre professioni. Ci illudiamo di poter trovare una solida identità. La verità, tuttavia, è un’altra. Il versetto 16 di Genesi 4 è l’unico nell’intera Bibbia in cui è citato questo paese. Si tratta di un luogo letteralmente sconosciuto, privo di indicazioni geografiche e descrizioni storiche. È come se si trattasse di un non-luogo, esistente ma impossibile da definire. Probabilmente deriva da un verbo ebraico che significa “vagare” o “fuggire”. Nod è il luogo ideologico dove l’uomo fugge, vagabondando senza un’identità e con l’illusione di una vita possibile tramite cui potersi realizzare e auto-affermarsi.

 

L’uscita dalla crisi è a portata di mano

Il terzo e ultimo luogo si chiama Eden, simbolo dell’armonia e dell’intimità con Dio. È interessante notare come quel luogo “sconosciuto” e lontano, Nod, avesse come punto di riferimento un luogo così “conosciuto” e simbolo della vicinanza con Dio, Eden. Si tratta di un posto che ci ricorda da dove ci siamo allontanati, l’originaria comunione e intimità con Dio, ciò che abbiamo perduto e che dovremmo recuperare. Il fatto che Nod si trovi a oriente di Eden consegna una chiara prospettiva di possibile uscita dalla crisi. Eden è quel luogo che segnala che la presenza di Dio è ancora alla nostra portata e che la crisi spirituale può essere affrontata.

 

Il superamento della crisi è possibile

La prima domanda in assoluto che Dio rivolse all’uomo fu: “Dove sei?” (Genesi 3:9). Anche oggi, di fronte a questi tre luoghi, possiamo dare la nostra risposta. Ovunque ci troviamo è necessario ricordarci che l’unico luogo dove i figli di Dio realizzano una vera identità è alla presenza di Dio.

Fino a che avremo una prospettiva su Eden e, come il figliol prodigo, sentiremo nostalgia e il richiamo della Casa del Padre, significa che abbiamo ancora tempo a disposizione per ritrovare noi stessi e superare la nostra crisi spirituale.

Davide F. Laurora

 

da Risveglio Pentecostale – maggio 2024